Meteo, Forti Temporali e Nubifragi giovedì 17: massima attenzione in queste aree

Una mappa che restringe il bersaglio ma alza il livello d’attenzione: nelle prossime ore saranno i dettagli locali a decidere dove il maltempo potrà assumere il volto più pericoloso e sorprendere interi territori.

La nuova proiezione del modello MOLOCH a 1,5 chilometri, inizializzata alle ore 00 UTC di martedì 15 settembre e valida fino alle 12 UTC di giovedì 17 settembre, quindi alle ore 14 italiane, aggiorna in maniera sostanziale la distribuzione delle precipitazioni attese durante la prima parte della giornata. La carta mostra gli accumuli complessivi previsti nell’arco di dodici ore, indicativamente tra le 2 e le 14, e individua tre corridoi particolarmente delicati: la Liguria centro-orientale con le aree appenniniche confinanti, la fascia compresa tra Piemonte orientale e Lombardia centro-occidentale e il Friuli-Venezia Giulia. In questi settori le precipitazioni potranno raggiungere diffusamente 40-70 millimetri, con nuclei localizzati prossimi agli 80-100 millimetri, quantitativi sufficienti a provocare nubifragi, allagamenti e improvvise criticità lungo torrenti e piccoli corsi d’acqua.

Liguria nel mirino, il nucleo più pericoloso tra Genova, Tigullio e Spezzino

Il segnale più preoccupante riguarda la Liguria centro-orientale, dove la mappa costruisce un vasto sistema temporalesco capace di insistere per diverse ore tra il Genovesato, il Golfo Paradiso, il Tigullio e lo Spezzino. Le zone maggiormente esposte comprendono Genova e soprattutto i quartieri orientali del capoluogo, la Val Bisagno, Bogliasco, Pieve Ligure, Sori, Recco, Camogli, la Val Fontanabuona, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Chiavari, Lavagna, Sestri Levante e l’entroterra compreso tra le valli Trebbia, Aveto e Sturla.

Gli accumuli più elevati, localmente compresi tra 70 e 100 millimetri in dodici ore, vengono collocati soprattutto sui rilievi immediatamente alle spalle della costa e nell’entroterra del Levante ligure, dove l’effetto orografico potrebbe rallentare e rigenerare continuamente le celle temporalesche. Il maltempo raggiungerà anche la provincia della Spezia, con particolare attenzione alla Val di Vara, alle Cinque Terre, al Golfo dei Poeti e ai rilievi confinanti con la Lunigiana, mentre procedendo verso Savonese occidentale e Imperiese gli accumuli diminuiranno sensibilmente e i fenomeni risulteranno più frammentati.

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Il rischio principale sarà rappresentato dalla possibilità che più temporali attraversino ripetutamente gli stessi territori, scaricando grandi quantità d’acqua in un intervallo ristretto. In uno scenario simile potrebbero verificarsi allagamenti urbani, difficoltà nei sottopassi, smottamenti lungo i versanti più fragili e rapide piene dei torrenti, soprattutto nelle vallate strette del Genovesato e dello Spezzino.

Maltempo anche sull’Appennino tra Liguria, Emilia e Toscana

Il sistema temporalesco ligure non resterà confinato alla costa, ma si estenderà verso l’Appennino settentrionale coinvolgendo l’Oltrepò Pavese, il Piacentino meridionale e le alte valli delle province di Parma e Piacenza. Le aree più esposte saranno la Val Trebbia, la Val Nure, la Val d’Aveto, l’alta Val Taro e la Val Ceno, dove gli accumuli potranno raggiungere localmente 40-70 millimetri.

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Un secondo prolungamento del nucleo attraverserà la Lunigiana, quindi la parte settentrionale della provincia di Massa-Carrara, arrivando localmente fino alle Alpi Apuane e alla Garfagnana. Il resto dell’Emilia-Romagna e gran parte della Toscana centro-meridionale rimarranno invece ai margini del peggioramento durante questa prima finestra temporale, con precipitazioni deboli, intermittenti o completamente assenti fino alle ore 14.

Piemonte, due fasce temporalesche tra Torinese, Alessandrino e Novarese

Sul Piemonte la nuova carta individua due distinte linee di precipitazioni intense. La prima attraverserà il settore centro-meridionale della regione, interessando il sud-est della provincia di Torino, l’Astigiano e l’Alessandrino, con una fascia particolarmente attiva tra Chierese, Monferrato, Asti, Tortona, Novi Ligure e le zone collinari confinanti con l’entroterra ligure. In questo corridoio saranno possibili accumuli compresi tra 30 e 60 millimetri, con punte superiori in corrispondenza dei temporali più persistenti.

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La seconda linea, ancora più organizzata, si svilupperà tra Vercellese, Novarese, bassa provincia di Biella e settori meridionali del Verbano, proseguendo successivamente verso la Lombardia. Tra Vercelli, Novara, Borgomanero e le aree prossime al Ticino potranno cadere 50-80 millimetri, con nuclei localizzati prossimi ai 90 millimetri. Il Cuneese resterà interessato da precipitazioni più discontinue, sebbene qualche temporale intenso possa formarsi nelle vallate settentrionali e lungo il confine con il Torinese.

Lombardia, forte linea temporalesca dalle province occidentali al Bresciano

La fascia temporalesca proveniente dal Piemonte attraverserà la Lombardia da ovest verso est, coinvolgendo inizialmente Varesotto, Comasco, alta provincia di Milano e Brianza, per poi raggiungere Bergamasca e Bresciano. Le precipitazioni più abbondanti sono previste tra le zone meridionali delle province di Varese e Como, il Saronnese, la Brianza occidentale e settentrionale, il Milanese settentrionale e la fascia pedemontana compresa tra Monza, Lecco e Bergamo.

In questo settore la mappa mostra una striscia molto stretta con accumuli di 60-90 millimetri in dodici ore, mentre sul Milanese centrale, sulla Bergamasca e sulla provincia di Brescia sono attesi quantitativi generalmente compresi tra 30 e 60 millimetri, con punte localmente superiori. Brescia città, la Franciacorta, la fascia del Sebino e la media provincia bresciana potranno essere raggiunte da temporali intensi, mentre procedendo verso la bassa pianura gli accumuli tenderanno a diminuire.

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Lodigiano, Cremonese e Mantovano risultano infatti più lontani dalla traiettoria principale, con precipitazioni generalmente inferiori ai 10-20 millimetri e ampie zone nelle quali i fenomeni potrebbero essere ancora più contenuti. Sul Pavese il rischio sarà maggiore tra Lomellina settentrionale e Oltrepò, quest’ultimo coinvolto anche dal sistema in risalita dalla Liguria, mentre la pianura centrale della provincia dovrebbe ricevere quantitativi inferiori.

Friuli-Venezia Giulia, possibili picchi tra 70 e 100 millimetri

La terza area ad alto rischio è il Friuli-Venezia Giulia, dove la nuova simulazione mostra almeno due nuclei temporaleschi molto intensi. Il primo interesserà il Pordenonese settentrionale e la fascia compresa tra le Prealpi Carniche, Maniaghese, Spilimberghese e provincia occidentale di Udine; il secondo attraverserà l’Udinese centrale e orientale, estendendosi verso Cividale del Friuli, Palmanova, Aquileia, Gorizia, Redipuglia e Monfalcone.

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Proprio tra Udinese, Goriziano, Isontino e Bassa Friulana orientale potranno registrarsi accumuli di 60-90 millimetri in dodici ore, con punte prossime ai 100 millimetri nei territori attraversati dai nuclei più persistenti. Anche il Carso e la provincia di Trieste potranno essere raggiunti dalle precipitazioni, ma il cuore del maltempo viene collocato leggermente più a nord e a ovest rispetto al capoluogo regionale.

Sul Veneto le precipitazioni saranno più irregolari, con i fenomeni maggiormente significativi concentrati tra Bellunese orientale, Pedemontana trevigiana e Trevigiano settentrionale, dove singoli temporali potranno scaricare 30-60 millimetri. Vicentino, Padovano e Veneziano saranno interessati da piogge generalmente meno abbondanti, mentre Polesine e pianura meridionale rimarranno in larga parte ai margini della fase più intensa. Sul Trentino-Alto Adige sono attesi rovesci diffusi sui rilievi, ma senza i picchi estremi mostrati tra Lombardia e Friuli-Venezia Giulia.

Centro-Sud quasi fuori dal peggioramento fino alle ore 14

La carta mostra una situazione nettamente più tranquilla sul resto dell’Italia durante la mattinata di giovedì 17 settembre. Dalle Marche verso Abruzzo, Lazio, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia non emerge una fase perturbata organizzata, anche se piccoli rovesci potranno svilupparsi localmente sui rilievi meridionali. Anche la Sardegna resterà sostanzialmente asciutta.

Questo aggiornamento riguarda però esclusivamente le dodici ore comprese indicativamente tra le 2 e le 14 di giovedì e non consente di escludere un successivo spostamento dell’instabilità verso le regioni centrali nel corso del pomeriggio e della serata. Nella prima parte della giornata l’attenzione dovrà comunque concentrarsi soprattutto sulla Liguria centro-orientale, sull’asse Piemonte-Lombardia e sul Friuli-Venezia Giulia, dove la combinazione tra temporali persistenti e accumuli molto elevati potrà determinare le criticità più rilevanti.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it