Meteo, Quando arriva la prima Neve? Ecco le date da monitorare

Il caldo domina ancora le vette, ma una massa d’aria molto più fredda si prepara a scendere dal Nord Europa: la traiettoria finale potrebbe cambiare tutto.

L’autunno meteorologico è cominciato da quasi un mese, ma sulle montagne italiane il paesaggio continua ad avere un aspetto decisamente estivo. Alpi e Appennini restano privi delle prime spruzzate di neve, mentre il caldo anomalo resiste anche alle quote più elevate, sostenuto da un campo di alta pressione che continua a respingere le perturbazioni e le masse d’aria fredda verso il Nord Europa. La situazione potrebbe però cambiare nel corso della prima metà di ottobre, quando una discesa termica più incisiva proverà ad avvicinarsi all’arco alpino.

In questi ultimi giorni di settembre le temperature risultano superiori alle medie stagionali anche di 4-6°C, mentre lo zero termico continua a oscillare tra i 3.500 e i 4.000 metri. Valori simili rendono impossibili nevicate significative sulle montagne italiane e accelerano ulteriormente la fusione della neve residua alle quote più alte. Anche durante la notte il raffreddamento rimane insufficiente e le cime alpine conservano un aspetto insolitamente spoglio per il periodo.

Il freddo resta bloccato sul Nord Europa

La causa di questa lunga parentesi mite va ricercata nella disposizione delle grandi correnti atmosferiche. Il flusso perturbato atlantico continua a scorrere a latitudini molto settentrionali, senza riuscire ad affondare verso l’Europa centrale e il Mediterraneo. L’Italia rimane così protetta da un anticiclone tenace, responsabile di giornate prevalentemente soleggiate e temperature quasi estive soprattutto nelle ore pomeridiane.

Un primo cambiamento viene collocato dai modelli sul finire della prima decade di ottobre. Tra l’8 e il 10 ottobre il raffreddamento dovrebbe iniziare a consolidarsi tra Islanda e Scandinavia, dove sono attese nevicate più estese. La neve potrebbe interessare dapprima gran parte dell’Islanda e successivamente i rilievi norvegesi dell’Hardangervidda, le aree artiche e la Lapponia.

Questa fase rappresenterebbe il primo tentativo concreto di ricostruire una circolazione più fredda sul continente europeo. Non significherebbe ancora l’arrivo immediato dell’inverno sull’Italia, ma potrebbe interrompere quel blocco atmosferico che finora ha impedito alle masse d’aria settentrionali di scendere verso le Alpi.

La finestra decisiva tra il 12 e il 13 ottobre

Il passaggio più interessante emerge nella tendenza per lunedì 12 e martedì 13 ottobre. Il modello americano GFS ipotizza infatti un’estensione dell’aria fredda dalla Scandinavia verso l’Europa centrale, con un possibile coinvolgimento dell’arco alpino. In presenza delle precipitazioni, la quota neve potrebbe abbassarsi fin verso i 1.800-2.000 metri, permettendo le prime nevicate stagionali sui settori alpini più elevati.

Non si tratterebbe dunque di neve in pianura o nei fondovalle, e neppure di un’irruzione invernale capace di coinvolgere tutta l’Italia. Lo scenario riguarda soprattutto le Alpi, con maggiori possibilità alle quote medio-alte, mentre sugli Appennini le condizioni termiche dovrebbero rimanere ancora troppo miti per nevicate rilevanti.

L’elemento centrale sarebbe il brusco ridimensionamento delle temperature in quota. Per il 13 ottobre GFS prospetta valori fino a circa -8°C a 1.500 metri sulle zone più fredde dell’Europa settentrionale, con parte dell’aria fredda in movimento verso il settore alpino. Sarebbe questo afflusso a creare le condizioni necessarie per trasformare in neve le precipitazioni alle quote più elevate.

La distanza temporale impone tuttavia molta cautela visto che un diverso orientamento dell’alta pressione oppure uno spostamento di poche centinaia di chilometri dell’asse depressionario potrebbe confinare il freddo oltre le Alpi o, al contrario, favorirne una discesa più diretta verso l’Italia.

Fino almeno alla conclusione della prima decade di ottobre, il quadro più probabile resta quello di un autunno in difficoltà, con temperature elevate, frequenti fasi soleggiate e zero termico ancora molto alto. La prima neve alpina ha finalmente una finestra temporale, ma per capire se riuscirà davvero a raggiungere le montagne italiane sarà necessario attendere le prossime elaborazioni dei modelli.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it