Oggi è Capodanno su Marte: scatta l’Anno 39 e persino la NASA deve cambiare orologio

Marte entra nell’Anno 39: un Capodanno lungo 687 giorni terrestri, scandito da stagioni irregolari, tempeste gigantesche e giornate capaci di far perdere 40 minuti ogni volta che il Sole sorge.

Alle 10:16 di oggi, 30 settembre 2026, mentre sulla Terra trascorreva una normale mattinata di fine mese, su Marte è cominciato un nuovo anno. Il Pianeta Rosso ha raggiunto il punto della propria orbita scelto dagli astronomi come Capodanno marziano, inaugurando ufficialmente l’Anno 39. Niente brindisi, fuochi d’artificio o improbabili festeggiamenti extraterrestri: a segnare il passaggio è stato un preciso evento astronomico, capace di mostrare quanto il tempo possa cambiare quando ci si allontana dalla Terra.

Dire che Marte “compie 39 anni” è naturalmente una semplificazione: il pianeta ha più di 4,5 miliardi di anni. Il numero 39 appartiene a un calendario scientifico convenzionale, utilizzato per ordinare e confrontare osservazioni atmosferiche, stagioni, tempeste di polvere e dati raccolti dalle missioni spaziali. Secondo l’Agenzia Spaziale Europea, il nuovo anno è iniziato esattamente alle 10:16 dell’ora estiva dell’Europa centrale, corrispondenti alle 08:16 UTC. Il precedente Capodanno marziano era caduto il 12 novembre 2024, mentre l’Anno 40 comincerà il 17 agosto 2028.

Questo continuo spostamento rispetto al nostro calendario dipende dalla durata dell’orbita marziana. Marte impiega circa 687 giorni terrestri per completare un giro intorno al Sole, quasi il doppio della Terra. Il suo anno comprende approssimativamente 668,6 giorni marziani, chiamati “sol”. Il Capodanno, quindi, non può coincidere ogni volta con la stessa data terrestre: avanza seguendo un ritmo completamente diverso dal nostro e torna soltanto dopo poco meno di due anni.

L’inizio dell’anno marziano coincide con l’equinozio di primavera nell’emisfero settentrionale, indicato dagli astronomi con una longitudine solare pari a zero, o Ls 0°. Nello stesso momento, nell’emisfero meridionale comincia l’autunno. È il punto scelto come riferimento per suddividere il ciclo stagionale del pianeta, anche se parlare di giorno e notte perfettamente identici in ogni luogo costituisce una semplificazione: l’equinozio descrive soprattutto la posizione geometrica di Marte lungo la propria orbita.

Il conteggio parte dall’11 aprile 1955, data fissata come primo giorno dell’Anno marziano 1. La scelta non indica l’inizio di una nuova epoca fisica per il pianeta, ma risponde all’esigenza degli scienziati di disporre di un riferimento comune. All’interno di quel primo anno convenzionale si verificò la grande tempesta di polvere globale osservata nel 1956, un evento diventato fondamentale negli studi sull’atmosfera marziana. Il sistema è stato poi esteso a ritroso: andando indietro si incontrano l’Anno 0, l’Anno -1 e così via, fino a ricondurre al calendario marziano anche le prime osservazioni telescopiche compiute da Galileo Galilei nel 1610.

Marte possiede quattro stagioni perché il suo asse di rotazione è inclinato in maniera simile a quello terrestre, ma la loro durata è molto meno regolare. L’orbita del Pianeta Rosso è sensibilmente più ellittica della nostra e la sua distanza dal Sole cambia in modo marcato durante l’anno. Di conseguenza, Marte accelera quando si trova più vicino alla nostra stella e rallenta quando se ne allontana, producendo stagioni di lunghezza differente. La seconda parte dell’anno marziano coincide inoltre con il periodo più favorevole alla formazione delle grandi tempeste di polvere, che in alcuni casi possono espandersi fino ad avvolgere quasi tutto il pianeta.

Anche il singolo giorno marziano obbliga a ripensare il modo in cui misuriamo il tempo. Un sol dura 24 ore, 39 minuti e poco più di 35 secondi. La differenza rispetto alle 24 ore terrestri sembra minima, ma si accumula quotidianamente: dopo una settimana l’orario marziano è slittato di oltre quattro ore e mezza rispetto a quello terrestre. Questo scarto ha conseguenze molto concrete per gli scienziati e gli ingegneri incaricati di guidare i rover.

Durante le prime fasi di alcune missioni, le squadre della NASA hanno lavorato seguendo il tempo locale del veicolo su Marte. Se un turno cominciava alle 9 del mattino, quello successivo iniziava circa 40 minuti più tardi; il giorno dopo slittava ancora, fino a trasformare progressivamente la mattina in pomeriggio, il pomeriggio in notte e la notte in pieno giorno. Questo sistema consente agli specialisti di ricevere i dati del rover, analizzarli e preparare le istruzioni per il sol successivo, ma impone ritmi difficili da conciliare con la vita sulla Terra.

La pratica venne sperimentata già nel 1997 con Mars Pathfinder e fu poi adottata durante le operazioni di Spirit, Opportunity, Curiosity e Perseverance. Nel caso dei rover gemelli Spirit e Opportunity, atterrati nel 2004 in regioni quasi opposte del pianeta, la situazione divenne ancora più complessa: i loro orari locali risultavano separati all’incirca da mezza giornata marziana. Quando uno dei due rover lavorava alla luce del Sole, l’altro si trovava nella fase opposta del proprio ciclo quotidiano.

Uno degli esempi più curiosi riguarda David Oh, direttore di volo della missione Curiosity. Dopo l’atterraggio del rover nel 2012, anche la sua famiglia decise di vivere per un mese seguendo l’orario marziano. Ogni giorno pasti, sonno e attività quotidiane venivano spostati in avanti di circa 40 minuti. Gli Oh finirono così per cenare nel cuore della notte ed esplorare Los Angeles mentre la città dormiva. Lo stesso David Oh raccontò alla NASA che l’esperienza li aveva portati ad attraversare, nell’arco di 30 giorni, l’equivalente di un intero giro dei fusi orari terrestri.

Il Capodanno marziano offre infine una piccola consolazione a chi vorrebbe sentirsi più giovane. Per ottenere approssimativamente la propria età su Marte basta dividere gli anni terrestri per 1,88: una persona di 30 anni ne avrebbe circa 16, mentre una di 45 ne conterebbe poco meno di 24. È soltanto un gioco matematico, naturalmente, ma racconta con immediatezza la differenza tra due mondi vicini nello Spazio e governati da orologi profondamente diversi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!