La stabilità atmosferica potrebbe interrompersi bruscamente, lasciando spazio a una fase perturbata lunga e complessa. Le proiezioni del modello americano GFS, inizializzato alle 00 UTC di giovedì 1° ottobre 2026 con una risoluzione di 0,25 gradi, delineano infatti una successione di impulsi instabili tra giovedì 8 e giovedì 15 ottobre. Non si tratterebbe di un singolo passaggio piovoso: due distinte circolazioni depressionarie potrebbero attraversare il Mediterraneo, coinvolgendo a più riprese gran parte dell’Italia con piogge, rovesci, temporali, vento e neve sulle quote più elevate delle Alpi.
Le precipitazioni indicate dalle carte sono riferite a intervalli di sei ore. Nelle fasi più intense, GFS calcola diffusamente tra 5 e 20 millimetri in sei ore, con nuclei locali da 20-40 millimetri. I valori superiori, oltre 50 millimetri nello stesso intervallo, vengono invece collocati prevalentemente sul versante orientale dell’Adriatico e sui Balcani. La distanza temporale impone prudenza soprattutto dopo il 12 ottobre, ma la continuità della fase instabile rappresenta l’elemento più rilevante dell’intera proiezione.
Il primo peggioramento raggiunge l’Italia da ovest
La svolta comincerebbe nella giornata di giovedì 8 ottobre, quando una perturbazione atlantica avanzerebbe dalla Francia verso il Mediterraneo occidentale. Durante la mattinata le prime precipitazioni raggiungerebbero l’arco alpino occidentale, il Piemonte e la Liguria, con fenomeni inizialmente più organizzati sul settore ligure e sulle zone prossime ai rilievi. Rovesci isolati interesserebbero contemporaneamente il basso Adriatico, lo Ionio e le aree marittime attorno alla Sicilia.
Il peggioramento entrerebbe nel vivo nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre. Una depressione al suolo prossima ai 1005-1010 hPa favorirebbe l’ingresso di correnti umide meridionali, con piogge diffuse su Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia occidentale. Le precipitazioni raggiungerebbero anche Toscana, Umbria e Lazio, assumendo localmente carattere temporalesco lungo le coste e sui tratti dell’alto e medio Tirreno.
Nelle aree maggiormente esposte, soprattutto tra Liguria, fascia prealpina e pianure del Nord-Ovest, gli accumuli potrebbero raggiungere 20-40 millimetri in sei ore, con picchi superiori in corrispondenza dei temporali più persistenti. Sull’arco alpino tornerebbe anche la neve, confinata inizialmente alle quote elevate; la carta non consente però di stabilire con precisione la quota neve, un dato che dipenderà dall’intensità dell’aria fredda in arrivo e dalla collocazione definitiva del minimo depressionario.
Durante il pomeriggio di venerdì 9 ottobre, il maltempo si sposterebbe gradualmente verso il Nord-Est e le regioni centrali. Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna orientale, Marche, Umbria e Abruzzo potrebbero essere attraversati da piogge diffuse e rovesci, mentre nuovi temporali interesserebbero Lazio, Campania e i mari circostanti. La Sardegna verrebbe coinvolta dalla circolazione depressionaria con precipitazioni irregolari, localmente moderate o forti.
Tra sabato 10 e domenica 11 ottobre un vortice sul Mediterraneo
Nella giornata di sabato 10 ottobre la perturbazione non riuscirebbe ad allontanarsi rapidamente. GFS ipotizza la formazione di una circolazione chiusa tra la Sardegna e il Tirreno, capace di richiamare altra umidità e mantenere condizioni instabili su buona parte del Centro-Sud.
Piogge e temporali coinvolgerebbero la Sardegna, le regioni centrali tirreniche, la Campania e successivamente i settori appenninici e adriatici. Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria potrebbero essere raggiunti da più impulsi temporaleschi, intervallati da pause asciutte. Gli accumuli previsti sull’Italia risultano generalmente compresi tra 5 e 15 millimetri in sei ore, ma i nuclei più organizzati potrebbero scaricare localmente 20-30 millimetri, soprattutto lungo le coste e sui rilievi esposti alle correnti umide.
I venti assumerebbero una disposizione ciclonica attorno al minimo, con un iniziale richiamo meridionale e una successiva rotazione dai quadranti occidentali. Questo favorirebbe mari mossi o molto mossi e una sensibile diminuzione delle temperature nelle aree raggiunte dalle precipitazioni più persistenti.
Nel corso di domenica 11 ottobre il nucleo principale del maltempo tenderebbe a trasferirsi verso l’Adriatico e i Balcani. Le condizioni migliorerebbero gradualmente al Nord-Ovest e sulle regioni centrali tirreniche, mentre rovesci residui continuerebbero a interessare il versante adriatico, il Sud peninsulare e localmente la Sicilia. I fenomeni più intensi verrebbero progressivamente confinati oltre l’Adriatico.
Una seconda perturbazione riapre il maltempo dal 12 ottobre
La tregua rischia di essere breve. Già lunedì 12 ottobre GFS prospetta l’ingresso di una nuova e più ampia saccatura dall’Europa occidentale, accompagnata da pressioni prossime ai 1000 hPa tra Francia e Mediterraneo occidentale. Il fronte raggiungerebbe dapprima il Nord-Ovest, riportando piogge su Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, per poi estendersi a Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e alle restanti regioni settentrionali.
Tra la sera di lunedì e le prime ore di martedì 13 ottobre, il peggioramento diventerebbe più esteso. Le precipitazioni coinvolgerebbero il Nord, le regioni centrali e parte del Sud, con rovesci più organizzati tra Triveneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Le quantità più frequenti sull’Italia oscillerebbero tra 5 e 20 millimetri in sei ore, con possibili nuclei da 20-40 millimetri nelle aree interessate dai temporali più persistenti.
Le punte superiori a 50-60 millimetri in sei ore presenti nella proiezione vengono collocate soprattutto sui Balcani e sul versante orientale dell’Adriatico. Non devono quindi essere attribuite automaticamente alle regioni italiane, dove il quadro resta comunque compatibile con una fase di maltempo localmente intenso.
Nella seconda parte di martedì 13 ottobre, il minimo depressionario tenderebbe a scivolare tra il Mediterraneo occidentale, la Sardegna e il Tirreno. Il Nord-Ovest potrebbe assistere a una graduale attenuazione delle precipitazioni, mentre il maltempo insisterebbe sul Nord-Est, sulle regioni centrali adriatiche e, in forma più irregolare, sul Centro-Sud.
Instabilità fino al 15 ottobre, ma lo scenario resta da confermare
Mercoledì 14 ottobre la depressione risulterebbe ancora attiva tra il Tirreno e la Sardegna. Le precipitazioni assumerebbero una distribuzione irregolare, con rovesci sulle due isole maggiori, sulle regioni centrali tirreniche e su parte del Sud. Altri fenomeni potrebbero interessare il Nord-Est e l’alto Adriatico, mentre sulle pianure nord-occidentali sarebbero possibili pause più ampie.
Anche giovedì 15 ottobre il Mediterraneo centrale non tornerebbe completamente stabile. GFS mantiene precipitazioni tra il Nord, la Sardegna, il medio-alto Tirreno e parte delle regioni centrali, generalmente deboli o moderate ma con locali rinforzi temporaleschi. Il Sud peninsulare risulterebbe più ai margini, pur senza una definitiva affermazione dell’alta pressione.
Oltre i dieci giorni l’attendibilità diminuisce rapidamente e traiettoria, tempi e intensità dei singoli vortici potranno subire cambiamenti anche importanti. Il segnale complessivo, tuttavia, indica una netta perdita di forza dell’anticiclone e l’apertura di una fase molto più dinamica, durante la quale l’Italia potrebbe essere attraversata da più perturbazioni nell’arco di una settimana.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
