Meteo, la neve sta per tornare: sulle Alpi è pronta la prima vera svolta

Dopo il caldo anomalo, sulle Alpi è pronta una trasformazione improvvisa: tra passi, ghiacciai e vallate di confine, alcune località potrebbero svegliarsi sotto la prima neve.

Dopo settimane dominate da temperature insolitamente elevate, zero termico vicino ai 4.000 metri e montagne ancora quasi completamente spoglie, l’autunno prepara il primo cambiamento capace di riportare la neve sull’arco alpino. Non si tratterà di un’irruzione invernale né di una nevicata fino ai fondovalle, ma del primo passaggio perturbato della stagione accompagnato da aria sufficientemente fresca per imbiancare cime, ghiacciai e alcuni dei principali passi alpini.

La fase decisiva è attesa tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre, quando una perturbazione nord-atlantica attraverserà l’Italia e sarà seguita da correnti sensibilmente più fredde. ECMWF conferma la formazione di una circolazione depressionaria, ma la traiettoria esatta resta determinante: uno spostamento verso ovest manterrebbe la quota neve molto elevata, mentre un transito più orientale favorirebbe maggiormente le Alpi di confine, lasciando però sottovento parte del versante italiano.

I primi fiocchi già lunedì 5 ottobre sulle cime più alte

Un primo debole cambiamento si manifesterà lunedì 5 ottobre, con il rapido passaggio di un piccolo nucleo instabile sulle regioni settentrionali. Le precipitazioni attraverseranno l’arco alpino da nord-ovest verso sud-est, interessando soprattutto Valle d’Aosta, alto Piemonte, Lombardia settentrionale, Trentino-Alto Adige e parte delle Dolomiti.

In questa fase l’aria resterà ancora relativamente mite: lo zero termico scenderà rispetto ai quasi 4.000 metri del fine settimana, ma la neve rimarrà generalmente confinata oltre i 2.700-2.900 metri. Potranno quindi comparire leggere imbiancate sui massicci del Monte Bianco, del Monte Rosa, dell’Ortles-Cevedale, dell’Adamello e sulle vette dolomitiche più elevate. Non sono previste conseguenze per i paesi di montagna o per i passi posti alle quote inferiori.

Martedì 6 ottobre seguirà una temporanea attenuazione dei fenomeni. Sulle Alpi persisteranno nubi irregolari e qualche precipitazione locale, mentre lo zero termico tenderà ad abbassarsi verso i 2.900-3.100 metri, senza tuttavia consentire nevicate significative sotto l’alta montagna.

Tra mercoledì sera e giovedì arriva la perturbazione più importante

Durante mercoledì 7 ottobre le nubi aumenteranno progressivamente, soprattutto sulle Alpi occidentali. Dalla sera le prime precipitazioni più organizzate raggiungeranno i rilievi del Piemonte, con interessamento dell’alta Val di Susa, delle valli del Gran Paradiso e soprattutto delle Alpi Pennine e Lepontine, comprese alta Val Formazza, area di Macugnaga e rilievi dell’Ossola.

Inizialmente la quota neve dovrebbe mantenersi generalmente oltre i 2.500-2.800 metri, risultando leggermente più bassa nei settori interni e lungo le creste di confine. Sulle Alpi Marittime e Cozie i fenomeni appaiono invece più irregolari e la neve dovrebbe rimanere relegata alle cime maggiori.

La giornata più importante sarà giovedì 8 ottobre. Il sistema perturbato attraverserà il Centro-Nord, mentre l’aria più fresca inizierà ad addossarsi al versante settentrionale delle Alpi. Piogge diffuse o rovesci potranno coinvolgere i rilievi della Lombardia e del Nord-Est, con neve inizialmente oltre i 2.500-2.700 metri. Nel corso del peggioramento la quota potrà scendere verso i 2.200-2.400 metri, specialmente lungo le vallate interne e i settori prossimi al confine con Svizzera e Austria.

Dalla Valle d’Aosta alle Dolomiti: le aree più esposte

Sulle Alpi occidentali le prime vere imbiancate stagionali sono attese sull’alta Valle d’Aosta, in particolare nei gruppi del Monte Bianco, del Gran San Bernardo, del Cervino e del Monte Rosa. La neve potrà raggiungere le zone più elevate di Cervinia, mentre alle quote inferiori prevarranno pioggia e neve bagnata. Interessati anche i rilievi settentrionali del Piemonte, soprattutto Ossola, alta Val Formazza e area di Macugnaga.

Il segnale più favorevole riguarda le Alpi centrali, dove la combinazione tra precipitazioni e calo termico potrebbe produrre accumuli più continui. Le zone da seguire comprendono Livigno, alta Valtellina, Passo dello Stelvio, gruppo dell’Ortles-Cevedale, Adamello e alta Val Camonica. Sopra i 2.400-2.600 metri potranno depositarsi diversi centimetri di neve fresca, mentre durante i rovesci più intensi qualche fiocco potrebbe temporaneamente raggiungere quote inferiori.

In Trentino-Alto Adige le nevicate interesseranno inizialmente soltanto le cime oltre i 2.600-2.700 metri. Tra la sera di giovedì e le prime ore di venerdì potranno imbiancarsi l’Ortles, la Val Senales, i rilievi dell’alta Val Venosta, l’area del Brennero, la Valle Aurina e le montagne dell’alta Pusteria. Neve attesa anche sui gruppi dolomitici più elevati, dall’area di Sesto alle Tre Cime di Lavaredo, fino ai rilievi dell’Ampezzano e dell’alto Cadore.

Sulle Alpi Carniche e Giulie il passaggio dovrebbe risultare più rapido e la neve rimarrà probabilmente confinata alle quote superiori, in genere oltre i 2.400-2.600 metri. L’effettiva estensione delle precipitazioni dipenderà però dalla posizione del minimo depressionario, ancora soggetta a variazioni.

Venerdì 9 ottobre la quota neve potrà scendere ancora

Nella notte tra giovedì 8 e venerdì 9 ottobre entrerà la parte più fresca della perturbazione. Sulle Alpi di confine la quota neve potrà abbassarsi localmente verso i 1.800-2.000 metri, soprattutto nelle vallate più strette, fredde e riparate, ma non sarà un livello uniforme lungo tutta la catena. La previsione più prudente colloca le nevicate continue generalmente oltre i 2.200-2.400 metri, con sconfinamenti più in basso soltanto durante i fenomeni intensi.

Le località più esposte a una temporanea comparsa dei fiocchi alle quote dei principali passi saranno Livigno, Passo dello Stelvio, alta Val Senales, settore del Brennero e alte vallate prossime al confine austriaco. Anche Cervinia e le zone superiori dell’alta Valle d’Aosta potranno ricevere la prima nevicata stagionale degna di nota.

Nel corso di venerdì le precipitazioni tenderanno rapidamente ad attenuarsi a partire dalle Alpi occidentali e centrali, mentre gli ultimi fenomeni potranno insistere sulle Dolomiti e sui settori orientali. Il successivo ingresso di correnti settentrionali renderà l’aria più fredda e asciutta, facendo scendere le temperature anche in assenza di ulteriori nevicate.

Sabato 10 e domenica 11 ottobre il tempo dovrebbe migliorare sensibilmente sulle regioni alpine. Le schiarite favoriranno però un forte raffreddamento notturno, con minime vicine a zero gradi nelle vallate più elevate e valori negativi alle quote interessate dalla neve. Le imbiancate rimarranno soprattutto sui ghiacciai, sulle creste di confine e oltre i 2.200-2.500 metri, segnando comunque la prima concreta interruzione della lunga fase estiva in alta montagna.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it