Mentre l’alta pressione torna a guadagnare spazio sull’Italia e restituisce giornate più tranquille dopo i recenti passaggi instabili, sull’Europa orientale cominciano a delinearsi le condizioni per un cambiamento capace di interrompere la mitezza autunnale. Il passaggio verso novembre si annuncia così particolarmente interessante, perché proprio l’espansione dell’anticiclone verso latitudini più elevate può aprire una strada alle correnti fredde dirette verso il Mediterraneo.
Prima la stabilità, con giornate miti e risvegli freddi
Nell’ultima settimana di ottobre prevarrà un quadro generalmente stabile, con temperature diurne in ripresa e condizioni favorevoli alla formazione di foschie e banchi di nebbia nelle pianure e nelle vallate interne. Tra martedì 27 e mercoledì 28 ottobre il sole avrà ampio spazio, mentre nelle ore notturne il raffreddamento del terreno manterrà una differenza sensibile rispetto alla mitezza pomeridiana.
È il comportamento tipico delle situazioni anticicloniche autunnali: dove il cielo rimane sereno e il vento è debole, il calore accumulato durante il giorno si disperde rapidamente dopo il tramonto e l’aria più fredda tende a raccogliersi negli strati prossimi al suolo. L’aumento della pressione, quindi, non comporta necessariamente notti più tiepide.
La tendenza aggiornata al 26 ottobre colloca nei primi giorni di novembre l’ingresso di correnti più fredde da Est, inizialmente più avvertibile sui settori orientali italiani. A favorirlo sarebbe un robusto anticiclone sull’Europa centro-orientale, con un massimo vicino alla Danimarca, capace contemporaneamente di ostacolare l’avanzata delle perturbazioni atlantiche.
Per mercoledì 4 novembre, le simulazioni GFS comprendono uno scenario con temperature prossime a 0 °C a circa 1.500 metri sul Nord Italia. Questa possibilità appartiene alla parte più fredda delle elaborazioni, rappresentata dal quantile del 25%, e non coincide ancora con l’esito più probabile. Nello stesso scenario, l’Europa orientale raggiungerebbe valori fino a −8 °C alla medesima quota verso il confine russo.
Il riferimento ai 1.500 metri riguarda la temperatura della massa d’aria in quota: gli effetti nelle città dipenderanno anche da nuvolosità, ventilazione e caratteristiche del territorio, che potranno rendere il raffreddamento diverso da zona a zona.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
