Dopo una lunga fase di temperature superiori alle attese per il periodo, le correnti nord-occidentali fresche e moderatamente instabili degli ultimi giorni hanno restituito all’Italia un volto più autunnale, portando le prime nevicate sulle Alpi e un sensibile ridimensionamento termico da Nord a Sud, avvertito soprattutto durante la notte e nelle prime ore del mattino. Ora, con il ritorno dell’alta pressione, il tempo si prepara a diventare più stabile, ma la distribuzione delle temperature riserverà un contrasto evidente tra pianure, fondovalle e montagna.
L’anticiclone favorirà infatti due situazioni molto diverse: mentre l’aria mite tornerà a imporsi in quota, vicino al terreno il raffreddamento notturno consentirà al freddo di raccogliersi nelle zone più riparate, fino a portare alcune vallate interne a ridosso degli zero gradi.
Il passaggio da seguire è quello delle ore 7 di mercoledì 28 ottobre, quando le temperature previste evidenziano un raffreddamento particolarmente significativo nelle aree interne del Centro e, localmente, del Sud. Le condizioni più favorevoli a valori prossimi allo zero riguarderanno le conche e i fondovalle incassati, dove l’aria fredda può accumularsi durante la notte senza essere facilmente rimescolata dal vento.
L’attenzione si concentra soprattutto sulle vallate dell’Aquilano, in Abruzzo, e del Reatino, nel Lazio: in questi settori i termometri potranno raggiungere 0°C e scendere localmente anche al di sotto. Il freddo non interesserà quindi in modo uniforme intere regioni, ma presenterà differenze sensibili anche tra località vicine, a seconda dell’altitudine, dell’esposizione e della conformazione del terreno.
Un risveglio fresco è atteso anche su alcune aree della Pianura Padana, con temperature minime nell’ordine dei 7-8°C. Valori meno bassi rispetto a quelli delle conche più fredde del Centro, ma comunque sufficienti a mantenere una sensazione pienamente autunnale nelle prime ore della giornata.
Notti fredde e pomeriggi miti: il doppio effetto dell’alta pressione
A favorire questo andamento sarà l’inversione termica, un fenomeno che durante le fasi stabili permette all’aria più fredda di ristagnare vicino al suolo, mentre negli strati superiori si mantengono condizioni più miti. Nelle vallate riparate e sulle pianure, quindi, il ritorno dell’anticiclone non comporterà necessariamente un immediato aumento delle temperature minime.
Al raffreddamento notturno si affiancherà una marcata escursione termica giornaliera: dopo le ore fredde dell’alba, il riscaldamento diurno favorirà un recupero delle temperature, con condizioni molto più miti a metà pomeriggio nelle zone raggiunte dal sole. Il contrasto sarà particolarmente avvertibile nelle località dove il freddo del mattino riuscirà ad accumularsi con maggiore efficacia.
Sulle Alpi torna l’aria mite e la neve recente ne risente
In montagna l’evoluzione seguirà una strada diversa, perché l’afflusso di aria mite associato all’alta pressione spingerà lo zero termico verso quote elevate per la fine di ottobre, attenuando rapidamente gli effetti del recente passaggio freddo.
La neve caduta sulle Alpi negli ultimi giorni dovrà così fare i conti con condizioni meno favorevoli alla sua conservazione, con una ripresa della fusione soprattutto sui pendii soleggiati e alle quote inferiori. Tra fondovalle e versanti più alti potrà dunque verificarsi una situazione apparentemente insolita: più freddo in basso al mattino e aria sensibilmente più mite salendo di quota, proprio mentre l’anticiclone consoliderà la stabilità atmosferica.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
