Meteo, Vortice Polare verso uno split precocissimo: ECMWF riaccende le possibilità di Freddo Intenso

Il vortice polare potrebbe affrontare una scossa insolitamente precoce: ECMWF propone lo scenario più intenso e riapre prospettive interessanti per il freddo nelle settimane successive.

Mentre la stagione fredda comincia a costruire le proprie riserve sopra l’Artico, il vortice polare potrebbe affrontare un disturbo insolitamente precoce, capace di modificarne profondamente la struttura e aprire scenari interessanti per le settimane successive. ECMWF propone l’evoluzione più incisiva, con una possibile divisione in due grandi nuclei e un’inversione dei venti stratosferici; anche GFS individua un netto indebolimento, pur mantenendo differenze sull’intensità dell’episodio.

ECMWF vede la svolta tra il 4 e il 6 novembre

Nelle emissioni più aggressive del modello europeo, il passaggio decisivo si colloca tra il 4 e il 6 novembre 2026, quando il vortice assumerebbe una configurazione a due lobi, uno sull’Eurasia alle alte latitudini e l’altro sul Canada. La deformazione sarebbe accompagnata da una frenata dei venti occidentali fino alla loro possibile inversione, con correnti orientali al posto della normale circolazione da ovest.

Se confermata secondo il criterio del vento medio a 60° Nord e 10 hPa, questa evoluzione rientrerebbe in un Major Sudden Stratospheric Warming, un riscaldamento stratosferico improvviso maggiore. La tempistica renderebbe l’episodio particolarmente rilevante: i precedenti significativi del 1958 e del 1968 risalgono infatti alla fine di novembre.

Lo split rappresenterebbe la separazione del grande vortice stratosferico artico in nuclei distinti, interrompendo la compattezza della circolazione proprio nella fase in cui normalmente tende a rafforzarsi.

Anche GFS vede un vortice più debole

Il segnale di cambiamento compare anche in GFS e nelle simulazioni d’insieme GEFS, che prospettano un indebolimento marcato all’inizio di novembre, pur risultando meno decisi sulla completa inversione dei venti. In diverse simulazioni emerge un Canadian Warming, con riscaldamento e deformazione più orientati verso il settore nordamericano.

Il punto comune resta dunque una circolazione polare sottoposta a una forte sollecitazione, mentre le differenze aumentano soprattutto dopo il 29 ottobre. Le emissioni successive chiariranno se prevarrà una deformazione temporanea oppure l’evoluzione più intensa proposta da ECMWF.

Più spazio alle irruzioni artiche: le prospettive per l’Italia

Un vortice indebolito può creare condizioni favorevoli a una circolazione più movimentata, con una corrente a getto maggiormente ondulata e maggiori opportunità per le masse d’aria artica di raggiungere le medie latitudini, coinvolgendo Europa e Nord America.

Per l’Italia e il Mediterraneo, l’interesse riguarda soprattutto le settimane successive: se il disturbo si propagasse alla troposfera, aumenterebbero le possibilità di episodi freddi, cali termici e fasi instabili. Il collegamento può richiedere indicativamente da una a sei settimane, quindi l’eventuale svolta stratosferica di inizio novembre andrebbe seguita anche nella seconda parte del mese.

Sul periodo più lontano entra in gioco anche El Niño, che può favorire indirettamente l’indebolimento del vortice stratosferico: le tendenze considerate individuano un’altra possibile finestra tra fine gennaio e febbraio 2027. L’inverno presenta dunque elementi da seguire, mentre il primo passaggio importante potrebbe arrivare con largo anticipo rispetto ai tempi abituali.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it