Dopo il passaggio delle perturbazioni che hanno riportato piogge, nevicate sulle Alpi e un clima più autunnale, l’Italia si avvia verso una parentesi di stabilità destinata ad accompagnare gran parte dell’ultima settimana di ottobre, mentre sull’Europa inizieranno a delinearsi movimenti atmosferici capaci di modificare nuovamente il tempo sul Mediterraneo. Il ritorno dell’anticiclone precederebbe infatti l’ingresso di correnti più fredde dai Balcani, con un cambiamento che interesserebbe dapprima le regioni adriatiche e il Sud.
Prima torna l’anticiclone, poi si apre la strada alle correnti orientali
Da lunedì 26 ottobre l’alta pressione tornerà a proteggere la Penisola, garantendo giornate prevalentemente asciutte e soleggiate, con condizioni particolarmente stabili almeno fino a giovedì 29 ottobre. Le temperature massime recupereranno terreno, rendendo gradevoli le ore centrali del giorno, mentre nelle notti serene il raffreddamento sarà più evidente nelle pianure e nelle conche interne.
In Pianura Padana e nelle vallate del Centro potranno ripresentarsi foschie e banchi di nebbia, soprattutto nelle prime ore del mattino. Il cambiamento maturerebbe con la risalita dell’anticiclone verso il Nord Europa: sul suo bordo orientale troverebbe spazio aria continentale più fredda, diretta verso i Balcani e successivamente verso l’Italia. Tra venerdì 30 ottobre e domenica 1° novembre si colloca il primo passaggio da seguire, con tempi e traiettoria ancora da definire.
Ognissanti: Adriatico e Centro-Sud più esposti al raffreddamento
Per domenica 1° novembre, le indicazioni disponibili delineano un calo termico più marcato lungo il medio Adriatico, la dorsale appenninica del Centro-Sud e le aree interne delle Isole. Nello scenario ECMWF, a circa 1.500 metri le temperature si porterebbero 3–5°C sotto le medie sul medio Adriatico e su parte del Centro-Sud, mentre al Nord-Ovest lo scarto sarebbe più contenuto, nell’ordine di 1–2°C.
Sono anomalie rispetto alla norma climatica, che non corrispondono automaticamente a un identico abbassamento dei termometri al suolo. Nelle ore diurne, le proiezioni indicano comunque massime inferiori alle medie soprattutto sulle aree adriatiche e interne del Centro-Sud.
Sul fronte delle precipitazioni, il passaggio di Ognissanti vedrebbe maggiormente esposte Calabria ionica, costa della Basilicata e Sicilia orientale, con possibili piogge tra il pomeriggio di sabato 31 ottobre e la mattinata successiva. Resta meno definita l’estensione dei fenomeni verso il Centro, mentre il Nord conserverebbe inizialmente condizioni in prevalenza asciutte.
Dal 2 al 9 novembre piogge sparse e possibili fiocchi in montagna
La tendenza per lunedì 2–lunedì 9 novembre prospetta un raffreddamento più esteso, con temperature che potrebbero rimanere sotto le medie anche dopo Ognissanti e un successivo coinvolgimento del Nord. Alcuni scenari portano sull’Italia aria attorno a 0°C a circa 1.500 metri.
Le precipitazioni assumerebbero inizialmente carattere sparso, soprattutto sul medio e basso Adriatico, nelle aree interne della Basilicata, in Calabria e su parte della Sicilia. Qualche piovasco raggiungerebbe anche Sardegna orientale e Romagna, mentre sul basso Piemonte e sui settori prealpini le correnti orientali favorirebbero la formazione di nubi e precipitazioni risalendo i rilievi.
Dove il raffreddamento coinciderà con i fenomeni, sarebbero possibili deboli nevicate a quote indicativamente comprese tra 1.300 e 1.500 metri, senza elementi sufficienti per quantificare gli accumuli.
Attorno al 9 novembre emerge infine l’ipotesi di un vortice ciclonico mediterraneo, capace di rendere il maltempo più organizzato e diffuso; questa evoluzione rimane però molto incerta, mentre il segnale principale riguarda il passaggio dalla mitezza di fine ottobre a condizioni più fredde nella prima parte di novembre.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
