Mentre sul Pacifico orientale restano attivi più sistemi tropicali, la costa occidentale del Messico si prepara all’avvicinamento di Simon, diventato un uragano e destinato a rafforzarsi rapidamente prima di raggiungere il litorale. Il National Hurricane Center di Miami prevede un’intensificazione fino alla categoria 4 della scala Saffir-Simpson, uno scenario che rende particolarmente delicato il passaggio dalle attuali condizioni al peggioramento atteso nel fine settimana.
Nelle prime ore di venerdì 9 ottobre, i dati riportati indicano venti massimi sostenuti intorno a 145 km/h, ancora compatibili con la categoria 1, ma già in aumento rispetto alla fase in cui Simon aveva appena superato la soglia di uragano. Il sistema procede lentamente verso nord-ovest, a circa 7 km/h, mentre il centro è stato localizzato a circa 355 chilometri a sud di Manzanillo e 525 chilometri a sud-sud-est di Cabo Corrientes. La previsione di un ulteriore rafforzamento riguarda quindi un ciclone ancora sul mare, prima della fase più pericolosa per la costa messicana.
Il passaggio decisivo è atteso tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre, quando Simon dovrebbe piegare progressivamente verso nord, portando il proprio nucleo più vicino al Messico sudoccidentale e centro-occidentale. Secondo il National Hurricane Center, l’avvicinamento alla costa è previsto nella giornata di sabato, durante la quale l’uragano potrebbe aver già raggiunto un’intensità molto superiore a quella iniziale.
Il governo messicano ha esteso l’allerta uragano da Punta San Telmo a Punta Mita, lungo un tratto di litorale che interessa Michoacán, Colima, Jalisco e l’estremità meridionale di Nayarit. La fascia comprende il settore di Manzanillo e prosegue verso la costa di Jalisco, fino all’area di Punta Mita; più a sud, tra Lázaro Cárdenas e Punta San Telmo, resta invece una sorveglianza per possibili condizioni da tempesta tropicale.
La sequenza prevista distingue l’arrivo dei primi effetti dal passaggio dei venti più intensi: nel settore sotto sorveglianza i fenomeni possono iniziare già venerdì 9 ottobre, mentre nella zona in allerta uragano sono attese condizioni da tempesta tropicale sabato mattina, seguite da condizioni da uragano nel pomeriggio o in serata, sempre secondo gli orari locali. L’esatta posizione del centro durante l’avvicinamento sarà determinante per individuare il tratto costiero esposto ai venti più distruttivi.
Il possibile raggiungimento della categoria 4, associata a venti sostenuti di circa 209-251 km/h, rappresenterebbe un salto di intensità molto importante. Le raffiche possono superare i valori del vento sostenuto, ma la velocità effettiva al momento dell’impatto dipenderà dall’evoluzione del ciclone: la categoria prevista prima dell’arrivo sulla costa non equivale ancora a un’intensità osservata sulla terraferma.
Fino a oltre 600 millimetri di pioggia, con pericolo anche nell’entroterra
Accanto al vento, uno degli elementi più preoccupanti riguarda le precipitazioni, che possono coinvolgere territori molto più estesi del tratto attraversato dal centro dell’uragano. Fino a domenica 11 ottobre, Simon è previsto produrre accumuli complessivi di circa 200-380 millimetri su parti del Messico sudoccidentale, con massimi isolati intorno a 635 millimetri in settori di Michoacán, Colima e Jalisco.
Si tratta dei quantitativi attesi nell’intero episodio, sufficienti a determinare inondazioni improvvise, allagamenti e frane, soprattutto dove le precipitazioni più persistenti incontreranno versanti ripidi e bacini montani. Il rischio riguarda dunque anche le aree interne, nelle quali l’acqua può concentrarsi rapidamente nei corsi d’acqua e destabilizzare i pendii.
Lungo il litorale si aggiunge il pericolo dell’innalzamento del mare spinto dall’uragano, soprattutto in prossimità e a est del punto in cui il centro raggiungerà la costa. A questo fenomeno potranno accompagnarsi onde grandi e distruttive, mentre il moto ondoso generato da Simon renderà pericolosi diversi tratti costieri anche prima dell’arrivo del nucleo, con forti correnti di risacca.
Rachel verso nord, mentre El Niño accompagna una stagione molto attiva
Più a nord, la tempesta tropicale Rachel, con venti sostenuti intorno a 95 km/h, è prevista in graduale indebolimento durante l’avvicinamento alla Bassa California e al Messico nordoccidentale, con possibili effetti anche sulla California meridionale nel fine settimana del 10-11 ottobre. La perdita di intensità del vento non esclude piogge abbondanti, perché il sistema continuerà a trasportare umidità tropicale verso quelle aree.
Questa attività si inserisce in un contesto caratterizzato da El Niño in rafforzamento, confermato dall’aggiornamento NOAA dell’8 ottobre. Il fenomeno tende a favorire l’attività degli uragani nel Pacifico orientale e a ostacolarla nell’Atlantico, senza però impedire la formazione di singoli sistemi pericolosi. Anche sul versante atlantico resta infatti alta l’attenzione per Isaias, previsto in avvicinamento alla costa settentrionale del Golfo degli Stati Uniti tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
