Meteo, prossima settimana con Maltempo intenso su queste regiorni

La tregua dopo l’irruzione fredda potrebbe durare poco: una nuova evoluzione sul Mediterraneo rischia di cambiare ancora le zone esposte alle piogge più intense.

L’irruzione fredda di Ognissanti rischia di lasciare un’eredità ben più duratura del brusco calo delle temperature. Dopo l’ingresso dell’aria artica dai Balcani, il Mediterraneo resterà esposto a una circolazione depressionaria capace di rinnovarsi durante la settimana dal 2 all’8 novembre. Il passaggio verso condizioni meno fredde, atteso nella fase successiva, non coinciderà necessariamente con il ritorno del sole: nuove correnti umide potranno alimentare altre piogge, spostando progressivamente l’attenzione verso le Isole maggiori.

Lunedì 2 novembre ancora piogge, neve e venti freddi

Il peggioramento atteso per domenica 1° novembre sarà legato all’arrivo di un vortice freddo verso il Mediterraneo e allo sviluppo di una depressione sui mari meridionali italiani. Questa configurazione manterrà i suoi effetti anche lunedì 2 novembre, quando il maltempo insisterà soprattutto lungo il versante adriatico e al Sud.

Su questi settori le precipitazioni saranno localmente abbondanti, mentre lungo l’Appennino sono previste altre nevicate fino a circa 1.300-1.500 metri. Il quadro sarà accompagnato da Grecale e Tramontana sostenuti, che renderanno il freddo più avvertibile nelle zone esposte.

Nel resto d’Italia le precipitazioni risulteranno più sporadiche o assenti, ma anche dove il tempo resterà asciutto le temperature si manterranno inferiori alle medie del periodo. L’avvio della settimana presenterà quindi differenze marcate nella distribuzione del maltempo, all’interno di un contesto generalmente freddo.

Una pausa parziale, mentre la depressione si sposta verso ovest

Nei giorni successivi, indicativamente tra martedì 3 e mercoledì 4 novembre, un aumento della pressione dovrebbe favorire condizioni più stabili soprattutto al Centro-Nord. Al Sud rimarrà invece una certa instabilità residua, con un miglioramento meno completo.

Questa tregua non corrisponderà però al consolidamento dell’alta pressione su tutta la Penisola. Il suo fulcro resterà più a nord, tra il Regno Unito e la Scandinavia, consentendo alle correnti nordorientali di raggiungere ancora il Mediterraneo centrale almeno fino alla parte centrale della settimana.

Nel frattempo, la circolazione depressionaria tenderà ad allargarsi verso la Penisola Iberica, dove potrà interagire con infiltrazioni atlantiche. È questo il passaggio che potrebbe preparare una nuova fase perturbata: il vortice, dopo essersi portato a ovest dell’Italia, avrebbe la possibilità di rafforzarsi e tornare successivamente verso il nostro Paese.

La presenza di acque marine ancora relativamente miti contribuirà ai contrasti con l’aria più fredda, favorendo il mantenimento dell’attività depressionaria. La formazione di più minimi di pressione renderà decisiva la loro posizione per stabilire dove si concentreranno le precipitazioni.

Seconda parte della settimana: attenzione alle Isole maggiori

Nella seconda metà della settimana, tra il 5 e l’8 novembre, la tendenza indica dunque la possibilità di un nuovo peggioramento in arrivo da ovest. In questo scenario sarebbero Sardegna e Sicilia a risentire per prime del ritorno delle correnti umide, con particolare attenzione al versante orientale sardo, dove si prospetta il rischio di precipitazioni intense e possibili nubifragi.

Si tratta del passaggio ancora da definire nei tempi e nella distribuzione dei fenomeni: la traiettoria effettiva della depressione determinerà l’esposizione delle diverse zone e la successiva estensione delle piogge.

Il cambiamento riguarderebbe anche le temperature, con l’afflusso di aria più temperata e un’attenuazione del freddo iniziale. Novembre assumerebbe così caratteristiche più propriamente autunnali, mantenendo però un’atmosfera instabile anche dopo la prima parentesi dal sapore invernale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it