La scelta del candidato premier cambia gli equilibri del campo largo e consegna a Elly Schlein e Giuseppe Conte due risultati diversi da rivendicare. La segretaria del Partito democratico prevale nelle preferenze per le eventuali primarie; il presidente del Movimento 5 Stelle, invece, porta la coalizione più vicina al centrodestra nella simulazione delle elezioni politiche. Due indicazioni che alimentano il confronto sulla leadership, senza assegnare a nessuno una vittoria anticipata.
A delineare questo scenario è il sondaggio dell’istituto Noto presentato il 20 ottobre 2026 a Porta a Porta, su Rai 1. Nel confronto sulle primarie, Schlein raccoglie il 49%, Conte il 46% e Alessandro Onorato il restante 5%. La distribuzione delle preferenze mostra una forte identificazione dei diversi elettorati con i rispettivi leader: la segretaria dem viene scelta dal 79% degli elettori del Pd e dal 75% di quelli di Alleanza Verdi e Sinistra, mentre l’ex presidente del Consiglio raggiunge il 97% tra i sostenitori del M5S. Il vantaggio di Schlein descrive dunque una competizione aperta, il cui esito dipenderebbe anche dalla partecipazione effettiva alla consultazione.
Il rapporto si modifica quando si passa alla competizione tra gli schieramenti. Il centrodestra viene stimato al 44,1% in entrambe le ipotesi, mentre il campo largo raggiunge il 43,4% con Schlein candidata e il 43,9% con Conte. La distanza dalla coalizione di Giorgia Meloni scende così da sette a due decimi di punto. Il mezzo punto che separa le due simulazioni offre un argomento politico al leader pentastellato, ma resta troppo contenuto per dimostrare una sua maggiore capacità elettorale con certezza statistica. Soprattutto, queste percentuali non consentono di stabilire chi conquisterebbe la maggioranza dei seggi.
Il cambiamento più evidente riguarda il peso dei due principali alleati. Con Schlein candidata a Palazzo Chigi, il Pd è al 21% e il Movimento 5 Stelle al 10,5%; con Conte, i democratici scendono al 19,3%, mentre i pentastellati salgono al 13,5%. Tra le due ipotesi, quindi, il M5S guadagna tre punti e il Pd ne perde 1,7. Sono risposte a scenari differenti, dalle quali non si può ricostruire un trasferimento diretto di elettori. La lettura politica è però chiara: ciascuna candidatura rafforza il partito del leader indicato, modificando i rapporti interni all’alleanza.
Sul versante opposto, Fratelli d’Italia mantiene il primo posto al 28%, davanti a Forza Italia al 7%, Lega al 6% e Noi Moderati all’1,5%. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, considerato separatamente dal centrodestra nella simulazione, si colloca al 6% con Schlein candidata, in calo di sette decimi rispetto al 6 ottobre, e al 5,7% con Conte. La sua consistenza rende rilevante la questione delle alleanze: quelle preferenze non possono essere sommate automaticamente a un altro schieramento, perché una diversa collocazione politica potrebbe modificare le scelte degli intervistati.
Anche nell’area centrista le risposte cambiano. Azione–Spazio pubblico di Carlo Calenda ottiene il 3,6% nello scenario Schlein e il 4% in quello Conte: una differenza tra candidature, da distinguere da una crescita misurata nel tempo. Italia Viva segue il movimento opposto, passando dal 2,8% al 2,2%. Alleanza Verdi e Sinistra resta al 6,5% e Più Europa all’1%; Progetto Civico–Avanti PSI raccoglie l’1,3% con Schlein e l’1,1% con Conte. Sud chiama Nord insieme ai Civici è all’1%, il Partito Liberaldemocratico allo 0,6% e Più Uno allo 0,3%.
Un’ultima differenza riguarda l’affluenza stimata, al 63% con Schlein e al 64% con Conte. Anche questo dato appartiene alle ipotesi sottoposte agli intervistati. Il nodo politico resta quindi duplice: ottenere la legittimazione per guidare il campo largo e costruire una candidatura capace di raccogliere consenso nell’elettorato generale. Il sondaggio distingue le due competizioni; saranno le decisioni degli alleati su programma, perimetro della coalizione e metodo di selezione a stabilire come affrontarle. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
