Elly Schlein mette sul tavolo la propria disponibilità a guidare il governo e apre una partita che riguarda tutto il centrosinistra. La segretaria del Partito democratico rivendica la compattezza dei dem, si dice pronta a concorrere per Palazzo Chigi e lega la sfida a Giorgia Meloni a una domanda politica precisa: quanto conta una leadership femminile se non produce un cambiamento nelle condizioni delle donne?
Il passaggio decisivo risale all’assemblea nazionale del Pd del 18 ottobre, a Roma. «Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie», ha dichiarato Schlein. È un’assunzione di responsabilità davanti al suo partito, ma anche una proposta rivolta agli alleati. La candidatura della segretaria, infatti, deve ancora misurarsi con la scelta condivisa della guida della coalizione: il sostegno democratico costituisce il punto di partenza, mentre l’investitura dell’intera alleanza richiede un accordo ulteriore.
La formula sulle primarie lascia aperte entrambe le strade. Schlein considera possibile affidare la guida alla forza politica con maggiore consenso, attraverso un’intesa tra i partiti, oppure ricorrere a una consultazione degli elettori. Ha però indicato una precedenza: costruire il programma comune. Politicamente, la sua posizione prova a tenere insieme due esigenze, affermare l’ambizione del Pd e riconoscere che chi aspira a rappresentare il centrosinistra dovrà assumersi la responsabilità delle proposte di tutta la coalizione. Il confronto con Giuseppe Conte e con le altre forze progressiste resta quindi essenziale.
Anche la rivendicazione di un partito unito va letta attraverso le decisioni dell’assemblea. L’ordine del giorno che designa Schlein come candidata del Pd in caso di primarie ha ottenuto 578 voti favorevoli, tre contrari e 26 astensioni. Un sostegno molto ampio, accompagnato tuttavia dalle riserve della minoranza riformista sul metodo della scelta. L’assemblea ha inoltre prorogato il mandato della segretaria, evitando che il congresso si sovrapponesse alla preparazione delle elezioni. Schlein dispone così di una base interna consolidata, nella quale continuano a convivere sensibilità e valutazioni differenti.
In questo quadro si inserisce l’intervista a Myrta Confidential, il programma di Myrta Merlino su San Marino Rtv, trasmessa il 23 ottobre. Nel passaggio dedicato alle alleanze, Schlein ha utilizzato anche la propria passione per il cinema per spiegare la necessità di restare insieme. Tra i titoli evocati, Se mi lasci ti cancello è diventato il riferimento più immediatamente politico: «Non ci dobbiamo lasciare questa volta, è quello che ci chiede la nostra gente». L’immagine suggerisce quanto la tenuta della coalizione pesi sulle possibilità di costruire un’alternativa di governo.
La critica a Meloni sul terreno dell’emancipazione femminile appartiene invece a una posizione che Schlein sostiene da tempo. Già prima di diventare segretaria, ospite di diMartedì nel febbraio 2023, distingueva tra una leadership femminile e una femminista, contestando l’idea che l’arrivo di una donna alla presidenza del Consiglio bastasse a garantire progressi per tutte. Il criterio proposto riguarda le conseguenze delle scelte pubbliche: accesso al lavoro, autonomia economica, servizi e possibilità di esercitare i propri diritti. È su questo terreno che la leader democratica intende misurare la distanza dalla presidente del Consiglio.
La disponibilità a candidarsi rende ora quel confronto più impegnativo anche per Schlein. Alla critica dell’azione del governo dovrà accompagnarsi una proposta capace di ottenere il consenso degli alleati e degli elettori. Per la segretaria, la sfida consiste nel trasformare la forza raccolta nel Pd in una leadership riconosciuta dentro la coalizione, sostenuta da un programma e credibile davanti al Paese. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
