La parentesi mite di fine ottobre sta per interrompersi, ma il cambiamento non si esaurirà nel fine settimana di Ognissanti. Le elaborazioni aggiornate nella mattinata di mercoledì 28 ottobre delineano un ingresso progressivo di aria fredda da est, seguito da una fase da osservare con attenzione nei primi giorni di novembre. Se inizialmente saranno soprattutto l’Adriatico e il Sud a risentire delle correnti orientali, le carte delle anomalie termiche mostrano un coinvolgimento importante anche delle regioni settentrionali e di parte del Centro tra domenica 1 e lunedì 2 novembre. Successivamente si apre la possibilità di un altro impulso, con un’evoluzione ancora da definire tra il 4 e il 5 novembre.
Fino a giovedì 29 ottobre l’alta pressione continuerà a sostenere condizioni generalmente stabili, mantenendo temperature diurne ancora miti soprattutto al Nord e sulle regioni occidentali. Il fresco sarà già più avvertibile lungo il medio e basso Adriatico e al Meridione, interessati da una ventilazione settentrionale legata alla circolazione depressionaria presente verso la Grecia.
Da venerdì 30 ottobre l’afflusso orientale comincerà a estendersi, mentre l’anticiclone concentrerà maggiormente la propria forza sull’Europa occidentale e settentrionale. L’Italia si troverà così sul suo bordo meridionale, esposta all’arrivo di aria continentale più fredda. Tra venerdì e sabato il calo termico raggiungerà anche le regioni centro-settentrionali, accompagnandosi a una maggiore variabilità sui settori adriatici e al Sud.
Le prime piogge interesseranno soprattutto il versante orientale della Penisola e parte delle Isole, mentre altrove il cambiamento si manifesterà principalmente attraverso le temperature. Il raffreddamento avrà dunque un’estensione maggiore rispetto alle precipitazioni, che non saranno distribuite uniformemente sul territorio.
Tra il 1° e il 3 novembre il freddo si estende: cosa mostrano le carte
Il passaggio più significativo si colloca tra domenica 1 e martedì 3 novembre, quando una circolazione fredda proveniente dall’Europa orientale potrà interessare più direttamente l’Italia. Le due mappe delle anomalie termiche elaborate nella notte del 28 ottobre, valide per domenica 1 novembre alle 12 UTC e per lunedì 2 alle 00 UTC, mostrano come il raffreddamento possa coinvolgere ampiamente anche il Settentrione.
Dalla lettura delle carte emerge infatti una fascia di anomalie negative particolarmente marcate tra l’Europa centrale, le Alpi e il Nord Italia, con un’estensione verso parte delle regioni centrali. Le tonalità blu scuro e viola indicano scarti localmente nell’ordine di 7-8 gradi sotto la media alla quota di 850 hPa, all’incirca 1.500 metri. Si tratta dell’anomalia della massa d’aria rispetto al clima del periodo: questi numeri non rappresentano direttamente le temperature previste nelle città né una diminuzione identica dei termometri al suolo.
In questo scenario, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna rientrano nel coinvolgimento del freddo, pur con differenze fra pianure, vallate e rilievi. Anche parte del Centro e la Sardegna compaiono nell’area delle anomalie negative. Il quadro delle mappe, quindi, suggerisce un episodio più esteso rispetto a un semplice raffreddamento limitato alle coste adriatiche e al Meridione.
Lunedì 2 novembre non emerge un ritorno immediato alla mitezza. La carta valida nella notte tra domenica e lunedì mantiene infatti una vasta massa d’aria sotto media sull’Italia centro-settentrionale. Anche l’evoluzione aggiornata nella mattinata del 28 ottobre contempla il passaggio di aria prossima a zero gradi a circa 1.500 metri sul Settentrione tra lunedì 2 e martedì 3 novembre.
Sul versante dei fenomeni, la fase tra il 1° e il 3 novembre vedrebbe maggiormente esposte Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, insieme ai rispettivi settori appenninici e a parte del Meridione. Possibili precipitazioni anche in Sicilia e nella Sardegna orientale, mentre al Nord e sul versante tirrenico la distribuzione sarebbe più irregolare. Sui rilievi, dove arriveranno precipitazioni e aria sufficientemente fredda, tornerà anche la possibilità di neve, con quote da precisare avvicinandosi all’evento.
Il passaggio del 4-5 novembre: possibile un secondo impulso
Dopo martedì 3 novembre le proiezioni iniziano a divergere, proprio sull’intensità e sulla durata del freddo. Una delle evoluzioni aggiornate il 28 ottobre colloca tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre un nuovo afflusso capace di portare temperature comprese fra circa −1 e −3 gradi a 1.500 metri su buona parte del Centro-Nord, con interessamento anche delle aree interne meridionali.
È però uno scenario ancora da confermare: la media delle simulazioni descrive un raffreddamento meno intenso, mentre un’altra evoluzione sposta maggiormente il nucleo freddo verso i Balcani dopo il passaggio del 2-3 novembre, consentendo una parziale attenuazione sull’Italia. La differenza riguarda quindi soprattutto ciò che accadrà nella parte centrale della prossima settimana. Il primo ingresso orientale si delinea già dalla fine di ottobre; l’eventuale rinforzo del 4-5 novembre resta il passaggio decisivo per capire quanto a lungo durerà questa fase.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
