L’aria fredda si prepara a raggiungere l’Italia, mentre l’alta pressione continuerà a presidiare l’Europa occidentale, impedendo alle perturbazioni atlantiche di avanzare con decisione verso il Mediterraneo. È da questo equilibrio che nascerà una fase meteorologica particolare: temperature in diminuzione tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, ma precipitazioni distribuite in modo molto irregolare, con diverse regioni destinate a rimanere ai margini delle piogge.
Il periodo compreso tra sabato 31 ottobre e venerdì 6 novembre vedrà dunque una maggiore influenza delle correnti orientali, preceduta dai primi segnali di cambiamento già venerdì 30 ottobre. Il raffreddamento avrà una portata più ampia rispetto ai fenomeni, che si concentreranno soprattutto sul medio e basso Adriatico, sui settori ionici e sui versanti orientali delle isole maggiori. Anche dove tornerà a piovere, tuttavia, mancherà la continuità tipica delle perturbazioni autunnali: ai rovesci si alterneranno pause asciutte, con differenze rilevanti anche tra territori vicini.
Dal 31 ottobre aria fredda dai Balcani, ma l’anticiclone resta vicino
Il cambiamento prenderà forma attraverso l’ingresso di aria più fredda proveniente dai Balcani, in scorrimento lungo il bordo dell’alta pressione presente appena a ovest dell’Italia. L’anticiclone perderà quindi parte della sua protezione sul versante orientale della Penisola, mantenendo però un’influenza sufficiente a ostacolare l’arrivo dei fronti atlantici.
Tra sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, il ricambio delle masse d’aria renderà il clima progressivamente più freddo, soprattutto nelle aree esposte alle correnti orientali. Il passaggio a novembre avverrà così in un contesto diverso dalle giornate più miti di fine ottobre, senza che questo comporti necessariamente un peggioramento esteso a tutto il Paese.
La distinzione sarà evidente soprattutto tra i due versanti della Penisola. Le regioni adriatiche e parte del Sud avranno maggiori occasioni per nubi e precipitazioni, mentre ampie zone del Nord e del versante tirrenico resteranno più protette. L’afflusso freddo potrà quindi farsi sentire anche in territori dove cadrà poca pioggia o dove prevarranno condizioni asciutte.
A favorire i fenomeni sarà il contrasto tra l’aria fredda in quota e la superficie del Mediterraneo, ancora relativamente calda. Una situazione capace di alimentare rovesci e temporali soprattutto sul mare e lungo le coste esposte, con precipitazioni localmente intense ma circoscritte.
Lunedì 2 novembre il passaggio da seguire: Adriatico, Ionio e Ogliastra più esposti
All’interno di questa evoluzione, lunedì 2 novembre emerge come una delle giornate con maggiori possibilità di instabilità. Le precipitazioni tenderanno a privilegiare il medio e basso Adriatico, coinvolgendo soprattutto Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, insieme ai settori ionici di Basilicata e Calabria.
Altre occasioni per rovesci riguarderanno la Sicilia orientale e la Sardegna orientale, con particolare attenzione all’Ogliastra, esposta alle correnti in arrivo dal mare. La distribuzione dei fenomeni rimarrà comunque discontinua: alcune aree costiere potranno ricevere piogge significative, mentre altre località, anche relativamente vicine, avranno accumuli molto più contenuti.
È proprio questa irregolarità a caratterizzare il peggioramento. Una parte importante dell’attività temporalesca potrà svilupparsi e insistere sui bacini marittimi, raggiungendo soltanto a tratti la terraferma. Poche piogge su scala nazionale non significa quindi fenomeni sempre deboli: dove un rovescio riuscirà a organizzarsi, l’intensità potrà risultare sostenuta, pur interessando superfici limitate.
Sul resto d’Italia non si delinea invece un passaggio piovoso generalizzato. Il Nord e buona parte delle regioni tirreniche conserveranno maggiori probabilità di rimanere ai margini delle precipitazioni, senza quella successione di piogge diffuse che normalmente accompagna l’ingresso delle perturbazioni dall’Atlantico.
Fino al 6 novembre freddo e instabilità irregolare, poi una svolta ancora da verificare
Tra martedì 3 e venerdì 6 novembre, la tendenza mantiene un’influenza delle correnti fredde orientali, mentre resta da definire l’evoluzione di un possibile nucleo depressionario in quota sul Mediterraneo. La sua presenza favorirebbe una maggiore variabilità, con annuvolamenti anche nelle zone interne e nuove occasioni per rovesci lungo alcuni tratti costieri.
Qualche fenomeno locale potrebbe raggiungere anche le regioni del Centro-Nord, ma al momento manca il segnale di una fase perturbata organizzata e duratura. L’eventuale ampliamento dell’instabilità non coinciderebbe automaticamente con il ritorno delle grandi piogge autunnali.
Tra giovedì 5 e venerdì 6 novembre si affaccia inoltre la possibilità che una circolazione depressionaria rimanga isolata alle latitudini mediterranee, mentre l’alta pressione continuerebbe a occupare settori più a nord. Se questa configurazione prendesse forma, sull’Italia persisterebbero condizioni relativamente fredde e incerte, con precipitazioni irregolari anziché un fronte capace di attraversare ordinatamente la Penisola da ovest verso est.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
