Le schiarite del fine settimana concederanno soltanto una pausa, mentre dall’Atlantico cominceranno ad avvicinarsi nuove perturbazioni destinate a riportare precipitazioni sulle montagne italiane. La settimana da lunedì 9 a domenica 15 novembre vedrà il ritorno della neve sulle Alpi, ma con una differenza importante rispetto alle recenti imbiancate: l’ingresso di correnti progressivamente più miti farà salire il limite delle nevicate, prima di un nuovo peggioramento nella seconda parte della settimana.
Gli aggiornamenti disponibili sabato 7 novembre delineano infatti un’evoluzione scandita da più passaggi, con i primi fenomeni tra lunedì e martedì, una temporanea attenuazione e una perturbazione più estesa attesa da giovedì. Saranno soprattutto le quote elevate a beneficiare dei nuovi apporti nevosi, mentre alle altitudini intermedie la temperatura dell’aria avrà un ruolo decisivo nel determinare il confine tra pioggia e neve.
Il cambiamento prenderà forma lunedì 9 novembre, quando le correnti occidentali torneranno a trasportare umidità verso l’arco alpino. In Piemonte le prime precipitazioni interesseranno soprattutto le alte valli del Cuneese, le alte valli Chisone e Susa, mentre in Valle d’Aosta saranno maggiormente esposti i rilievi occidentali e settentrionali. In questa prima fase il limite della neve tenderà a salire: sul settore piemontese è indicato inizialmente intorno ai 1.700 metri, quindi oltre i 2.000 metri con il progressivo ingresso dell’aria più mite.
Tra la notte e la mattinata di martedì 10 novembre, i fenomeni coinvolgeranno ancora le alte valli piemontesi, i settori interni valdostani e l’Alta Ossola. Il limite delle nevicate si porterà generalmente verso i 2.000-2.500 metri, attestandosi intorno ai 2.500 metri durante la giornata sui settori piemontesi interessati dalle precipitazioni. I versanti prossimi al confine francese conserveranno una maggiore esposizione ai fenomeni, mentre altrove si apriranno progressivamente delle schiarite.
Il bollettino valdostano aggiornato sabato mattina colloca più precisamente la neve di martedì oltre i 2.400 metri, con precipitazioni deboli fino al mattino e un successivo miglioramento, pur con nubi più persistenti a nord-ovest. La prima perturbazione della settimana avrà quindi caratteristiche diverse dalle recenti nevicate scese più in basso: l’aumento termico favorirà la pioggia su una parte delle quote precedentemente imbiancate.
Anche la Lombardia sarà raggiunta da un nuovo passaggio perturbato martedì 10, con precipitazioni previste deboli ma diffuse. Il peggioramento seguirà una giornata di lunedì caratterizzata soprattutto dall’aumento della nuvolosità, senza segnali di una nevicata estesa alle basse quote.
Il passaggio più significativo prenderà forma giovedì 12 novembre, quando una perturbazione atlantica più ampia raggiungerà il Centro-Nord. Il richiamo di correnti umide meridionali favorirà precipitazioni più organizzate, ma manterrà inizialmente elevata la quota neve su parte dell’arco alpino.
In Trentino, l’aggiornamento di sabato indica per giovedì precipitazioni probabilmente diffuse, con nevicate oltre i 2.500 metri circa. In Valle d’Aosta, invece, la tendenza segnala un ritorno di condizioni perturbate e più fredde da giovedì, con nuovi fenomeni anche venerdì 13: qui l’evoluzione della temperatura durante il peggioramento potrà favorire un successivo abbassamento del limite delle nevicate, ancora da precisare.
Sulle montagne del Piemonte, la fase compresa soprattutto tra la seconda parte di giovedì 12 e sabato 14 novembre si annuncia nuovamente favorevole alle precipitazioni, con neve prevalentemente in alta montagna. Per gli accumuli complessivi occorrerà definire meglio durata e distribuzione dei fenomeni: al momento non emerge una stima sufficientemente consolidata da attribuire alle singole vallate. Il segnale più chiaro riguarda dunque il ritorno della neve sulle Alpi, accompagnato da forti differenze di quota tra i diversi passaggi perturbati.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
