L’Italia vive una drammatica contrapposizione climatica con il Centro-Nord alle prese con nubifragi e alluvioni mentre il Sud sperimenta temperature estive fuori stagione. La situazione raggiunta nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 marzo 2025 rappresenta un caso studio di eventi meteorologici estremi, con picchi pluviometrici che hanno superato i 180 mm in Toscana e valori termici fino a 30°C registrati in Sicilia.
Nel triangolo critico tra Firenze, Bologna e Ravenna si concentrano gli effetti più devastanti delle precipitazioni eccezionali. A Sesto Fiorentino l’esondazione del torrente Rimaggio ha trasformato il centro abitato in un paesaggio alluvionale, con automobili semi-sommerse e attività commerciali costrette alla chiusura. L’Arno, monitorato con apprensione agli Uffizi, ha raggiunto i 3,60 metri d’altezza con una portata di 1.097 metri cubi al secondo, lambendo pericolosamente gli argini nel cuore del patrimonio storico fiorentino.
L’Emilia-Romagna registra 35 evacuazioni forzate a Imola per una frana collinare, mentre i bacini idrografici del Santerno e del Sillaro hanno superato le soglie di allerta. Il Corpo Forestale dello Stato segnala 12 smottamenti minori nell’Appennino bolognese, con il Lamone che ha raggiunto il livello 3 di criticità a Marradi. La Protezione Civile nazionale ha attivato il centro operativo regionale in funzione h24, coordinando interventi su 47 comuni tra Toscana ed Emilia-Romagna.

Al contrario, la Sicilia occidentale ha vissuto una notte climatica surreale con termometri che alle ore 22 segnavano 30°C a Villabate e Isola delle Femmine, valori tipici di luglio. Il fenomeno è amplificato dall’anticiclone nordafricano che spinge aria sahariana fino alla Calabria, dove Cosenza ha registrato 26°C notturni. Una densa coltre di sabbia desertica ha ridotto la visibilità sotto il kilometro a Palermo e Catania, con concentrazioni di PM10 superiori a 150 µg/m³ rilevate dall’Arpa Sicilia.
I venti di scirocco hanno toccato picchi di 115 km/h all’Argentario e 96 km/h a Barcellona Pozzo di Gotto, alimentando incendi boschivi nella Sicilia centrale. Le mareggiate hanno interessato 300 km di costa ionica, con onde alte 4 metri registrate dal centro meteo di Siracusa.

L’evoluzione prevista per i prossimi giorni indica un graduale miglioramento al Nord, mentre al Sud persisterà il rischio di temperature anomale fino a mercoledì 19 marzo, con possibile incremento dei fenomeni temporaleschi pomeridiani sulle zone interne.