È stata ufficialmente attivata la fase operativa di allarme per l’Etna, in seguito al passaggio al livello di allerta F1 del sistema di monitoraggio Etnas. A comunicarlo è stato il Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana, che ha diramato l’avviso a tutte le componenti del sistema di protezione civile coinvolte. Si tratta di una misura straordinaria, che implica l’immediata sospensione di ogni attività sul vulcano e l’interdizione totale dell’area sommitale, inclusa la zona a pericolosità permanente. Secondo la classificazione F1, infatti, vi è un’alta probabilità di accadimento imminente di fontane di lava, con possibili rapide evoluzioni dell’attività eruttiva.
Il provvedimento riguarda in particolare i Comuni dell’area etnea, i cui sindaci sono stati invitati ad attuare prontamente le misure previste nei rispettivi piani comunali di protezione civile, in linea con le procedure operative già stabilite. Si rafforza, così, il coordinamento tra enti locali, prefettura di Catania, INGV e Protezione Civile regionale, mentre il monitoraggio continuo dell’evoluzione vulcanica rimane attivo senza interruzioni.
A margine dell’Etna Forum tenutosi a Ragalna, il capo del Dipartimento di Protezione Civile della Regione Siciliana, Salvo Cocina, ha definito l’eruzione “nei limiti della normalità”, ma ha ribadito la necessità di non abbassare la guardia: “Siccome è un vulcano imprevedibile, tutto può succedere: è fondamentale adottare la massima cautela, sempre pronti a intervenire in caso di accelerazioni improvvise”. Cocina ha poi ricordato l’episodio del 2 giugno scorso, quando una colata piroclastica dal cratere di Sud-Est si è propagata per alcuni chilometri, fortunatamente senza causare danni a persone, ma lasciando ben chiara la potenziale pericolosità del vulcano.
L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa, rappresenta al contempo un patrimonio naturalistico e un sistema dinamico ad alto rischio, costantemente sorvegliato dall’INGV di Catania, il cui sistema di monitoraggio, tra i più avanzati al mondo, consente di attivare in tempo utile l’intera catena della protezione civile. “Il meccanismo funziona”, ha sottolineato Cocina, ricordando che la sicurezza delle persone è sempre la priorità assoluta: “La fruizione dell’Etna deve essere sicura, anche per chi vuole godere delle colate e delle esplosioni piroclastiche, ma sempre nel rispetto delle misure di sicurezza”.
In questo momento, il vulcano si trova in uno stato di attenzione massima, e l’interdizione delle aree sommitali rimane una misura necessaria per prevenire qualsiasi rischio legato all’attività esplosiva. Le autorità continueranno a informare tempestivamente la popolazione e a intervenire in caso di evoluzioni repentine del fenomeno.Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!