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Il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci pronto a lasciare, diventerà il portavoce di Palazzo Chigi

Il direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci lascerà la guida del telegiornale per diventare portavoce di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi in vista delle elezioni del 2027.

Gian Marco Chiocci si prepara a concludere la sua esperienza alla direzione del Tg1 per assumere un nuovo incarico di responsabilità nell’organigramma del governo Meloni. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Foglio, il giornalista nato a Gubbio nel 1964 è destinato a diventare il nuovo portavoce della Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi, in quella che rappresenta una svolta strategica nella macchina comunicativa dell’esecutivo in vista delle elezioni politiche previste per il 2027.

Il trasferimento dall’ammiraglia dell’informazione pubblica ai vertici della comunicazione governativa viene confermato da fonti apicali del governo e della Rai, oltre che dai massimi livelli di Fratelli d’Italia. La trattativa risulta ormai chiusa e il cambio è considerato imminente, con l’operazione che dovrebbe concretizzarsi attraverso quello che viene definito un vero e proprio blitz, di cui si discute già tra i vertici degli apparati di stato con i quali l’attuale direttore del primo telegiornale nazionale mantiene rapporti ramificati e consolidati.

La decisione di Giorgia Meloni di puntare su Chiocci rappresenta l’intenzione di dare maggiore forza alla comunicazione istituzionale, inaugurando quella che viene considerata la seconda fase del governo, orientata verso la preparazione dell’appuntamento elettorale del 2027. Il premier intende inoltre tentare di costruire un rapporto più efficace con la stampa, dopo essersi vantata alla Casa Bianca di non dialogare con i giornalisti italiani.

Chiocci è considerato dalla Presidente del Consiglio una persona di assoluta fiducia, non soltanto un collaboratore ma un vero consigliere e amico. La stima reciproca si è consolidata attraverso la capacità dimostrata dal giornalista nella gestione di situazioni complicate, come evidenziato dall’intervista condotta all’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano durante il caso Boccia, trasmessa proprio dai microfoni del Tg1 nell’estate del 2024.

Romano di adozione ma eugubino di nascita, Chiocci è figlio d’arte del giornalista Francobaldo, storico inviato de Il Giornale e de Il Tempo negli anni Settanta. La sua carriera professionale è iniziata giovanissimo presso le Gazzette toscane, per poi approdare a Il Tempo in Abruzzo e successivamente a Roma, dove si è occupato di cronaca giudiziaria firmando i primi scoop e le prime grandi inchieste.

Il grande salto nella sua carriera arriva nel 1994, quando Vittorio Feltri gli offre l’opportunità di lavorare a Il Giornale di Milano. Qui si distingue per l’inchiesta storica nota come Affittopoli, che svela il sistema di case di enti previdenziali affittate a prezzi di favore a politici, sindacalisti, ministri e giornalisti. Questa indagine giornalistica non solo raddoppia le copie del quotidiano fondato da Indro Montanelli, ma garantisce a Chiocci l’assunzione immediata e la rapida crescita fino a diventare il più giovane inviato speciale della storica testata lombarda.

Autore di celebri scoop nel campo della cronaca giudiziaria, Chiocci occupa un posto d’onore nell’album di famiglia della destra italiana anche per l’inchiesta del 2010 sulla casa di Montecarlo, pubblicata per Il Giornale di Vittorio Feltri. Questa notizia travolge l’allora presidente della Camera Gianfranco Fini, compromettendone definitivamente le ambizioni politiche e segnando un punto di svolta nella storia della seconda repubblica.

Dopo aver diretto Il Tempo dal 2013 al 2018, rianimando un quotidiano in difficoltà e portandolo a diciassettemila copie attraverso scoop, inchieste e battaglie controcorrente, Chiocci assume nel 2018 la direzione dell’agenzia di stampa Adnkronos. La sua nomina a direttore del Tg1 arriva nel maggio 2023, fortemente voluta dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con l’approvazione del consiglio di amministrazione della Rai ottenuta con tre voti favorevoli, tre contrari e un astenuto.

Durante la sua direzione del principale telegiornale nazionale, Chiocci ha dovuto affrontare numerose critiche da parte delle opposizioni, che hanno coniato il termine “TeleMeloni” per denunciare quello che considerano un eccessivo allineamento editoriale con il governo. Il direttore ha sempre respinto queste accuse, sostenendo che i dati degli istituti indipendenti come l’Osservatorio di Pavia e l’Agcom dimostrano che il suo Tg1 è politicamente il più equilibrato, arrivando talvolta a dare più voce all’opposizione che alla maggioranza.

Sotto la direzione Chiocci, il Tg1 ha mantenuto la leadership negli ascolti televisivi, pur registrando alcune flessioni rispetto agli anni precedenti. Nel primo semestre 2024, secondo l’Osservatorio sulle Comunicazioni dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il telegiornale delle venti si è attestato sui 4,45 milioni di ascolti giornalieri, mantenendo il primato davanti al Tg5 con 3,67 milioni di spettatori.

Il futuro assetto comunicativo di Palazzo Chigi prevede che Chiocci sia affiancato da Fabrizio Alfano, giornalista proveniente dall’agenzia Agi che manterrà il ruolo di capo ufficio stampa. Alfano, nato a Roma nel 1969 e per cinque anni portavoce di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera dei deputati, gode di grande stima da parte della Presidente del Consiglio e ha costruito un solido rapporto professionale con il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari.

L’ironia della storia vuole che Chiocci, autore dell’inchiesta che nel 2010 ha compromesso la carriera politica di Fini con lo scoop sulla casa di Montecarlo, si ritrovi ora a lavorare al fianco di Alfano, che fu proprio il portavoce del leader di Alleanza Nazionale durante quel periodo turbolento. Questa coincidenza testimonia i complessi intrecci della politica e del giornalismo romani, dove le alleanze e i rapporti si evolvono continuamente nel tempo.

La riorganizzazione della comunicazione governativa potrebbe comportare ulteriori cambiamenti nello staff di Palazzo Chigi, con possibili avvicendamenti anche tra figure apicali storicamente legate a Fratelli d’Italia. La Presidente del Consiglio, come accaduto già in passato, sfrutta il periodo estivo per mettere a punto le modifiche nella struttura del partito e del governo, preparando una nuova fase della sua amministrazione.

Nel frattempo, a Viale Mazzini iniziano già le speculazioni per la successione alla direzione del Tg1. La poltrona lasciata libera da Chiocci rappresenta uno dei posti di maggiore peso nello scacchiere televisivo italiano, per il quale non emergono ancora candidati certi ma che certamente genererà intense dinamiche nelle prossime settimane, soprattutto una volta confermato ufficialmente l’addio del direttore uscente.

La nomina di Chiocci come portavoce segna un momento di svolta nella strategia comunicativa del governo Meloni, che punta a rafforzare la propria presenza mediatica attraverso una figura di esperienza e fiducia. Il giornalista eugubino, con i suoi rapporti consolidati negli apparati di stato e la conoscenza approfondita dei meccanismi del potere romano, inclusi quelli vaticani, rappresenta un elemento strategico per la gestione della comunicazione istituzionale in vista degli impegni politici futuri.Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!