L’industria aeronautica globale affronta una delle situazioni più delicate della sua storia recente dopo che Airbus ha disposto il richiamo urgente di circa seimila velivoli della famiglia A320, oltre la metà della flotta mondiale di questo modello, a seguito della scoperta di una vulnerabilità critica nei sistemi di controllo di volo. L’analisi di un incidente avvenuto il 30 ottobre scorso ha rivelato che le intensi radiazioni solari possono corrompere i dati essenziali per il funzionamento dei comandi di bordo, determinando potenziali movimenti non comandati delle superfici di controllo dell’aeromobile.
Il provvedimento, senza precedenti nella storia dell’aviazione civile moderna, è stato formalizzato attraverso una Direttiva di Aeronavigabilità di Emergenza emessa dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) nella serata di venerdì 28 novembre, con efficacia immediata a partire dal giorno successivo. La direttiva impone agli operatori di verificare la conformità dei propri aeromobili prima di qualsiasi ulteriore volo passeggeri, con la sola eccezione di brevi trasferimenti verso basi di manutenzione certificate. La Federal Aviation Administration statunitense ha prontamente recepito le disposizioni europee emanando una direttiva analoga per gli aeromobili registrati negli Stati Uniti.
L’origine del richiamo risiede in un episodio occorso il 30 ottobre 2025 quando un Airbus A320 della compagnia JetBlue, in volo da Cancún in Messico verso Newark nello Stato di New York, ha subito una discesa improvvisa e non comandata durante la fase di crociera a 35.000 piedi di quota, con il pilota automatico regolarmente inserito. L’aeromobile ha perso quota per circa quattro-cinque secondi prima che i sistemi automatici riuscissero a correggere la traiettoria. L’equipaggio ha deciso di deviare verso Tampa, in Florida, dove il velivolo è atterrato in sicurezza. L’incidente ha provocato il ferimento di almeno quindici passeggeri, alcuni dei quali trasportati in ospedale per accertamenti.
Le successive indagini condotte dall’NTSB, l’ente statunitense per la sicurezza dei trasporti, in collaborazione con i tecnici Airbus, hanno identificato l’origine dell’anomalia nel modulo ELAC 2, acronimo di Elevator Aileron Computer, uno dei computer di bordo che gestiscono gli equilibratori, il trim dello stabilizzatore e gli alettoni dell’aeromobile. Questo componente cruciale del sistema fly-by-wire interpreta i comandi della cloche del pilota e i dati provenienti dai sensori, intervenendo automaticamente qualora i parametri di volo stiano portando il velivolo a superare i propri limiti aerodinamici. Gli investigatori hanno accertato che il sistema aveva inviato l’ordine di abbassare il muso senza alcun input umano, un comportamento anomalo riconducibile alla corruzione dei dati elaborati dal computer.
L’elemento più significativo emerso dall’indagine riguarda la causa della corruzione dei dati, attribuita a un forte irraggiamento solare. Gli esperti Airbus hanno riscontrato una vulnerabilità specifica nell’hardware ELAC B equipaggiato con la versione software L104, particolarmente sensibile ai brillamenti solari. Le particelle ad alta energia emesse durante le tempeste solari possono penetrare nell’elettronica di bordo alle quote di crociera degli aeromobili commerciali, alterando temporaneamente i bit nella memoria dei computer e corrompendo i calcoli relativi all’elevazione del velivolo. In uno scenario peggiore, tali anomalie potrebbero generare movimenti non comandati dell’elevatore tali da portare al superamento delle capacità strutturali dell’aeromobile.
La scoperta assume particolare rilevanza nel contesto dell’attuale ciclo solare 25, che ha raggiunto la fase di massimo secondo quanto annunciato dalla NASA e dalla NOAA nell’ottobre 2024. Gli scienziati prevedono che questo periodo di intensa attività solare potrebbe durare per tutto il 2025, con frequenti brillamenti e espulsioni di massa coronale (CME) dirette verso la Terra. Nelle settimane precedenti l’incidente di JetBlue, il Sole aveva mostrato un’attività particolarmente vivace, con brillamenti di classe X registrati nella regione attiva AR 14274 e tempeste geomagnetiche che avevano provocato aurore boreali visibili anche a latitudini insolitamente basse.
La famiglia Airbus A320, che comprende i modelli A319, A320 e A321 nelle versioni ceo e neo, rappresenta l’ossatura del trasporto aereo a corto e medio raggio a livello mondiale. Con oltre 11.300 aeromobili attualmente in servizio, questi velivoli costituiscono quasi la metà della flotta globale di jet passeggeri a corridoio singolo. Il modello A320 ha segnato una rivoluzione nel settore quando, nel 1988, è diventato il primo aereo di linea equipaggiato con un sistema di comandi di volo fly-by-wire completamente digitale, sostituendo i tradizionali collegamenti meccanici con un’interfaccia elettronica che converte i movimenti dei comandi in segnali trasmessi via cavo ai computer di controllo del volo. Proprio questa architettura avanzata, che ha rappresentato un punto di forza per efficienza e sicurezza, si è rivelata vulnerabile a un fattore esterno mai considerato con sufficiente attenzione: le radiazioni cosmiche amplificate dall’attività solare.
Le ripercussioni operative del richiamo si sono manifestate immediatamente su scala globale. Secondo quanto comunicato dalle principali compagnie aeree, la correzione prevede principalmente il ripristino della versione precedente del software, la L103, considerata più stabile e meno vulnerabile alle interferenze elettromagnetiche. Per la maggioranza dei circa cinquemila velivoli interessati, l’intervento richiede approssimativamente due-tre ore di lavoro e può essere completato durante i normali turnaround a terra. Tuttavia, per circa mille aeromobili dotati di hardware più datato, sarà necessaria la sostituzione fisica del componente ELAC, un’operazione che potrebbe richiedere settimane. L’hardware in questione è prodotto dalla francese Thales, che ha precisato di non essere responsabile del problema in quanto la funzionalità interessata è supportata da un software non di propria competenza.
American Airlines, il più grande operatore mondiale di A320 con una flotta di 480 esemplari, ha comunicato che circa 340 dei propri velivoli necessitano della correzione, prevedendo di completare gli aggiornamenti entro il fine settimana. La tedesca Lufthansa ha annunciato un numero limitato di cancellazioni e ritardi, mentre la colombiana Avianca, con oltre il 70% della flotta interessata, ha sospeso la vendita dei biglietti per le date di viaggio fino all’8 dicembre, avvertendo di significative interruzioni operative per i prossimi dieci giorni. Le compagnie aeree indiane IndiGo, Air India e Air India Express hanno segnalato tra i 200 e i 250 voli in ritardo o cancellati, disponendo complessivamente di circa 560 aeromobili della famiglia A320. In Europa, Wizz Air ha avvisato di possibili disagi nel fine settimana, mentre British Airways ha confermato che soltanto tre dei propri aeromobili sono interessati, con aggiornamenti programmati durante la notte senza impatto previsto sulle operazioni.
Il richiamo assume proporzioni particolarmente critiche considerando il periodo in cui si verifica. Negli Stati Uniti, il fine settimana successivo al Giorno del Ringraziamento rappresenta tradizionalmente il momento di massimo traffico aereo dell’anno, con milioni di passeggeri in movimento. La coincidenza temporale con questa fase di picco ha amplificato le conseguenze operative, generando un effetto domino su scala planetaria con ritardi e cancellazioni che si sono propagati dalle Filippine alla Colombia, dall’Australia all’Europa.
Airbus ha riconosciuto in un comunicato ufficiale che le raccomandazioni emesse comporteranno inevitabili interruzioni operative per passeggeri e clienti, porgendo le proprie scuse per gli inconvenienti causati e assicurando una stretta collaborazione con gli oltre 350 operatori che utilizzano la famiglia A320, mantenendo la sicurezza come priorità assoluta. Il costruttore europeo ha inviato una Trasmissione di Allerta agli Operatori (AOT) contenente le istruzioni tecniche per l’implementazione delle protezioni software e hardware necessarie a garantire la sicurezza della flotta.
Il provvedimento rappresenta uno dei più estesi nella cinquantacinquennale storia di Airbus e giunge a poche settimane dal superamento di un traguardo simbolico: l’A320 ha recentemente sorpassato il Boeing 737 come modello più consegnato nella storia dell’aviazione commerciale, con oltre 12.150 unità distribuite ai clienti di tutto il mondo. La vicenda evidenzia come i moderni sistemi aeronautici, sempre più dipendenti da complesse architetture software e avioniche sensibili, possano risultare vulnerabili a fenomeni ambientali esterni tradizionalmente considerati una preoccupazione esclusiva per satelliti e tecnologie spaziali. Le radiazioni cosmiche rappresentano da tempo un fattore noto per l’esposizione del personale di volo e dei passeggeri alle alte quote, ma l’impatto sui sistemi elettronici di bordo degli aeromobili commerciali costituisce una frontiera relativamente inesplorata che l’incidente di JetBlue ha contribuito a portare all’attenzione dell’industria.
Gli esperti del settore ritengono che l’episodio possa rappresentare un punto di svolta nella progettazione dei sistemi avionici, con la necessità di sviluppare componenti maggiormente schermati dalle radiazioni o dotati di sistemi di rilevamento e correzione degli errori più sofisticati. La coincidenza tra il picco del ciclo solare e l’intensificazione del traffico aereo globale pone interrogativi sulla preparazione dell’industria aeronautica ad affrontare rischi legati allo space weather, un ambito finora relegato principalmente alle missioni spaziali e alle comunicazioni satellitari. La risposta rapida di Airbus e delle autorità regolatorie dimostra la capacità del sistema di reagire efficacemente alle emergenze, sebbene il costo operativo ed economico per le compagnie aeree e i disagi per i passeggeri evidenzino la necessità di sviluppare strategie preventive più robuste per il futuro. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
