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Meteo, arriva la NEVICATA più forte degli ultimi 30 anni: ecco dove e quanta NEVE cadrà

Una nevicata eccezionale colpirà le Alpi per l’intera settimana di Natale: attesi fino a 4 metri oltre i 2500 metri, con rischio valanghe elevatissimo e fiocchi anche in pianura.

Una delle più imponenti nevicate degli ultimi trent’anni è pronta a interessare le Alpi italiane in concomitanza con la settimana di Natale. A partire da oggi, domenica 21 dicembre, l’arrivo di masse d’aria gelida di origine polare, in discesa dal Nord Europa, interagirà con una profonda circolazione ciclonica in formazione sul bacino del Mediterraneo centrale, dando luogo a una persistente fase di maltempo invernale su vasta parte del Nord Italia.

Le prime aree a essere interessate saranno le Alpi Occidentali, in particolare i settori montuosi di Piemonte e Valle d’Aosta. In località come Prato Nevoso e Limone Piemonte (provincia di Cuneo), Sestriere (Torino) e Courmayeur (Aosta), si attendono accumuli nevosi che potrebbero superare abbondantemente i 2 METRI oltre i 1400 metri di quota. Sui rilievi più elevati delle Alpi Cozie, Graie, Marittime, Liguri e Pennine, i modelli previsionali stimano fino a 4 metri di neve fresca oltre i 2500 metri. Si tratta di valori che, se confermati, configurerebbero un evento nevoso di eccezionale portata, sia per l’entità delle precipitazioni che per la loro durata e persistenza.

Il meccanismo meteorologico alla base di questo peggioramento si fonda su un intenso contrasto tra l’aria fredda in discesa da nord e l’aria più mite e umida richiamata nei bassi strati dalla depressione mediterranea. Questa configurazione barica alimenterà nevicate diffuse, localmente persistenti e particolarmente abbondanti sui rilievi alpini, specialmente sul versante occidentale, con fenomeni che potranno proseguire in modo quasi ininterrotto per sette giorni consecutivi.

A partire da mercoledì 24 dicembre, l’intensificazione del flusso umido da sud-ovest estenderà le nevicate anche al resto dell’arco alpino: le Alpi Lombarde, le Dolomiti Venete e quelle del Friuli Venezia Giulia vedranno l’arrivo di precipitazioni nevose a partire dai 600–700 metri di quota. Sull’Appennino centro-settentrionale la quota neve si manterrà invece più elevata, attorno ai 1500 metri, con accumuli significativi attesi soprattutto nei settori emiliani e toscani.

La possibilità di un Bianco Natale diventa concreta anche per alcune aree di bassa e media collina: tra il 24 e il 25 dicembre, fiocchi di neve potrebbero fare la loro comparsa anche in città come Cuneo, Mondovì, Saluzzo e Asti, con nevicate localmente estese fino alla prima pianura piemontese.

Tuttavia, l’aspetto più critico legato a questa ondata di maltempo sarà l’aumento esponenziale del pericolo valanghe, destinato a salire rapidamente a livelli molto elevati (grado 4 su 5) nelle aree oltre i 1800 metri, a causa dell’instabilità del manto nevoso. Il deposito massiccio di neve fresca su strati preesistenti, spesso deboli o inconsistenti, potrà determinare distacchi spontanei o provocati, con rischi notevoli per chi frequenta la montagna fuori dalle piste battute.

Si raccomanda pertanto massima prudenza e il rispetto rigoroso delle indicazioni fornite dal Bollettino Valanghe e dalle autorità locali. Le attività escursionistiche, le ciaspolate, l’alpinismo invernale e tutte le pratiche in ambiente innevato sono fortemente sconsigliate al di fuori dei comprensori sciistici ufficiali, almeno fino a stabilizzazione avvenuta del manto nevoso.

Un evento di queste proporzioni richiama alla memoria le grandi nevicate degli anni ’80 e ’90, e si preannuncia come una delle più significative fasi invernali dell’ultimo trentennio per il Nord Italia. Le strutture ricettive delle località alpine stanno già registrando un aumento delle prenotazioni per le festività, ma l’invito resta quello alla cautela, in un contesto meteorologico che, sebbene affascinante e spettacolare, cela insidie potenzialmente gravi per l’incolumità delle persone.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!