La tempesta Goretti sta attraversando l’Europa centro-settentrionale con una violenza che non lascia spazio a sottovalutazioni. Siamo di fronte a una classica ciclogenesi esplosiva, una delle configurazioni bariche più dinamiche e pericolose che si possano registrare in ambito meteorologico. Il fenomeno si verifica quando un minimo di bassa pressione si approfondisce di almeno 24 hPa in 24 ore: nel caso di Goretti, i modelli sinottici evidenziano un gradiente barico ancora più accentuato, con valori che stanno superando i 28-30 hPa in meno di un giorno, a testimonianza di una rapidissima intensificazione.
L’interazione tra l’aria atlantica umida e una massa d’aria artica continentale, attualmente stazionante sul Regno Unito e su parte dell’Europa occidentale, ha favorito un ambiente altamente instabile, in grado di generare non solo fortissimi venti ma anche nevicate diffuse. I settori maggiormente colpiti, al momento, sono le coste della Bretagna e della Normandia, dove nelle ultime ore si sono registrate raffiche di vento comprese tra 180 e 200 km/h, con danni strutturali diffusi, interruzioni elettriche e difficoltà nella viabilità. Anche l’Irlanda, le isole britanniche, il Belgio, i Paesi Bassi e la Germania occidentale stanno fronteggiando condizioni meteo severe, con venti superiori ai 150 km/h, mareggiate lungo le coste e neve abbondante anche in pianura, specie tra le Fiandre, la Renania e l’Eifel.
Il Met Office ha emesso allerte arancioni e rosse per vaste aree di Inghilterra e Galles, dove sono attesi accumuli nevosi compresi tra 5 e 10 cm, con punte fino a 20 cm nei settori collinari e montuosi, accompagnati da venti tempestosi che potrebbero raggiungere i 120-150 km/h soprattutto lungo le coste occidentali. Il rischio valanghe e di black-out è elevato, così come quello legato alla caduta di alberi e alla difficoltà di spostamento via terra, mare e aria.
L’Italia, seppur marginalmente coinvolta rispetto al cuore della ciclogenesi, non resterà immune agli effetti di Goretti. Il ramo meridionale della perturbazione, dopo essersi parzialmente attenuato sulle Alpi occidentali, tenderà a rigenerarsi nel bacino del Mediterraneo. Una nuova depressione secondaria si andrà infatti a formare entro la giornata di sabato 10 gennaio sul Tirreno centrale, alimentata dal contrasto termico tra le acque relativamente miti e l’ingresso dell’aria fredda da nord-ovest.
Il risultato sarà un’ondata di maltempo intenso sulle regioni centro-meridionali della penisola, con piogge persistenti, venti fortissimi di Maestrale e Grecale e nevicate che, inizialmente relegate alle quote alte, potranno raggiungere progressivamente quote collinari, in particolare tra Marche, Abruzzo, Molise e zone interne del Lazio e della Campania. Raffiche superiori ai 90-100 km/h sono attese lungo le coste tirreniche e nei crinali appenninici, con mareggiate che potrebbero causare erosione e danni ai litorali.
Il quadro sinottico attuale mostra come la tempesta Goretti sia destinata a rimanere una delle configurazioni più severe dell’inverno europeo, sia per la rapidità del suo sviluppo sia per l’estensione dell’area interessata. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione oraria dei modelli previsionali, poiché nuovi minimi secondari potrebbero formarsi nei prossimi giorni, generando ulteriori episodi di maltempo estremo.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
