Dopo una breve e illusoria parentesi anticiclonica, che garantirà condizioni meteorologiche più stabili tra lunedì 12 e mercoledì 14 gennaio, una nuova e ben strutturata perturbazione atlantica farà il suo ingresso sull’Italia, riportando maltempo diffuso a partire dalle regioni nord-occidentali. Il cambiamento sarà netto e repentino: il flusso perturbato atlantico, rimasto finora defilato, irromperà da ovest pilotando un vasto fronte freddo che si estenderà progressivamente su buona parte del bacino del Mediterraneo.
Le prime avvisaglie del peggioramento si manifesteranno tra il pomeriggio di mercoledì 14 e la giornata di giovedì 15 gennaio, con piogge in arrivo sulla Liguria centro-occidentale. Si tratterà tuttavia solo dell’inizio. A partire da venerdì 16 gennaio, infatti, il maltempo entrerà pienamente nel vivo: il fronte perturbato, alimentato da aria più fredda di matrice nordatlantica, attraverserà la Penisola da ovest verso est, portando precipitazioni diffuse e localmente intense.
Le regioni maggiormente coinvolte nella fase iniziale saranno Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Sardegna, con precipitazioni estese e talvolta a carattere temporalesco. Tra venerdì e sabato (16–17 gennaio), il fronte guadagnerà rapidamente terreno, interessando anche Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. I modelli previsionali concordano su accumuli pluviometrici significativi, specie sui settori centro-settentrionali del versante tirrenico e sul Nord-Ovest.
Particolarmente critiche le previsioni per l’alto Piemonte e la Lombardia nord-occidentale: nelle province di Verbano-Cusio-Ossola, Lecco, Como e Varese si stimano picchi di oltre 80 mm in 24 ore, con rischi localizzati di allagamenti e innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d’acqua minori. La quota neve, complice l’arrivo di masse d’aria più fredde, si abbasserà già dalle medie altitudini, con nevicate abbondanti attese sulle Alpi centro-occidentali, inizialmente oltre i 1200–1400 metri ma in calo fino agli 800–1000 metri nella fase più attiva della perturbazione.
Nel corso del fine settimana successivo, l’instabilità potrebbe estendersi gradualmente anche alle regioni meridionali, che fino a quel momento avranno beneficiato di condizioni più asciutte. L’ingresso dell’aria fredda in quota, unitamente all’elevata energia disponibile nei bassi strati, potrebbe attivare fenomeni convettivi anche intensi, specie sulle regioni ioniche e sul basso Tirreno.
Il passaggio di questa perturbazione sancirà, dunque, la fine della fase anticiclonica e segnerà un ritorno a dinamiche atmosferiche più invernali e turbolente, con ulteriori impulsi instabili attesi anche nella terza decade del mese.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
