Una nuova perizia informatica, commissionata dai legali della famiglia Poggi, potrebbe riaccendere l’interesse giudiziario su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi vent’anni. Secondo quanto rivelato dagli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco, avrebbe avuto accesso, la sera prima del delitto, alla cartella del computer di Alberto Stasi contenente materiale per adulti catalogato per genere. Si tratta degli stessi file già esaminati nel corso delle precedenti indagini e processi, culminati nella condanna definitiva dello stesso Stasi a 16 anni di reclusione per omicidio volontario.
Il nuovo accertamento tecnico è stato condotto da consulenti informatici incaricati dalla famiglia della vittima, che ora chiede ufficialmente alla Procura di Pavia un incidente probatorio per verificare in contraddittorio il dato emerso. “Qualora la Procura lo riterrà opportuno – si legge nella nota diffusa dai legali – questo elemento potrà essere valutato anche in sede di incidente probatorio”. La richiesta si inserisce in un contesto più ampio, in cui la famiglia di Chiara ha recentemente sollecitato un’altra perizia su una traccia di DNA, la cosiddetta “traccia 33”, ritrovata sulla parete della scala interna della villetta. Una traccia che è stata in tempi recenti attribuita ad Andrea Sempio, amico della vittima e attualmente indagato in concorso.
Questa linea difensiva si scontra però con la solidità della sentenza definitiva di condanna a carico di Alberto Stasi, condannato in via irrevocabile nel 2015 dopo un lungo iter processuale. I legali della famiglia Poggi temono che il ritorno d’attenzione sull’eventuale coinvolgimento di Sempio possa essere funzionale a una futura richiesta di revisione del processo da parte della difesa di Stasi. “Si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino – scrivono Tizzoni e Compagna – mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove raccolte nel processo e validate dalla Cassazione”.
L’indagine parallela su Andrea Sempio, finora priva di nuovi elementi determinanti, è stata fin dall’inizio accolta con freddezza dagli inquirenti. Ma la nuova perizia, se ritenuta attendibile e rilevante, potrebbe costituire un elemento utile per approfondire il contesto emotivo e relazionale in cui è maturato l’omicidio. Un contesto che, secondo l’ipotesi dei legali della famiglia Poggi, Chiara potrebbe aver intuito proprio la sera prima della sua morte, quando avrebbe scoperto i file per adolti presenti nel computer di Alberto Stasi. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe aggiungere una nuova sfumatura a un caso che continua a dividere l’opinione pubblica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
