Le perturbazioni resteranno lontane dall’Italia almeno fino a sabato 28, concedendo una tregua alle regioni del Centro-Sud e alle Isole, provate nelle ultime settimane da piogge insistenti e terreni messi a dura prova dal maltempo. Ma l’assenza di piogge e di ventilazione porterà con sé un’altra criticità, ben nota soprattutto al Settentrione: l’accumulo di inquinanti atmosferici e un sensibile peggioramento della qualità dell’aria.
Sotto osservazione diversi parametri, dal PM10 al biossido di azoto fino all’ozono, ma l’attenzione si concentra in particolare sul PM2.5, il particolato atmosferico più fine e insidioso. Proprio per le sue dimensioni estremamente ridotte, il PM2.5 è in grado di penetrare in profondità negli alveoli polmonari, con possibili ripercussioni sulla salute. Il Ministero della Salute fissa il limite massimo per il PM2.5 a 25 microgrammi per metro cubo, mentre per il PM10 la soglia è di 50 microgrammi per metro cubo.
Le proiezioni indicano che in Pianura Padana il limite del PM2.5 sarà superato anche di oltre il doppio. Sono attese concentrazioni comprese tra 65 e 70 microgrammi per metro cubo in prossimità delle aree urbane del Milanese, del Torinese, del Bresciano, del Bergamasco e del Veronese. Sulle pianure del Nord, in particolare nella porzione centro-orientale della Val Padana, la qualità dell’aria è destinata a risultare pessima, con punte che potrebbero toccare i 70-80 microgrammi per metro cubo, ben oltre i valori consentiti.
Aria insalubre è prevista anche lungo il medio e alto Adriatico, dove nei pressi del Delta del Po si stimano valori tra 50 e 60 microgrammi per metro cubo. Superamenti del limite di 25 microgrammi sono attesi inoltre in diverse aree del Centro: fino a 40 microgrammi nell’Anconetano, tra 30 e 35 microgrammi nella Valle dell’Arno, nell’area di Roma e fino al Napoletano. Nel resto del Centro la situazione dovrebbe risultare relativamente migliore, con valori generalmente entro i limiti, salvo sforamenti locali e temporanei.
La stabilità atmosferica, se da un lato allontana il rischio di nuove precipitazioni, dall’altro favorisce il ristagno degli inquinanti, soprattutto nelle aree pianeggianti e densamente urbanizzate. In assenza di un cambio di circolazione e di un deciso ricambio d’aria, lo smog tornerà dunque a rappresentare un’emergenza sanitaria e ambientale per gran parte del Nord Italia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
