Un deciso cambio di circolazione si profila per i prossimi giorni sullo scenario meteorologico italiano: a partire da venerdì 16 gennaio, l’ingresso di masse d’aria umida e instabile di origine atlantica darà il via a una fase perturbata, con fenomeni nevosi in intensificazione su gran parte dell’arco alpino e, progressivamente, anche a quote via via più basse. Il graduale calo termico in quota e nei bassi strati favorirà condizioni ideali per il ritorno della neve, anche copiosa, sui principali rilievi del Nord-Ovest.
Le prime avvisaglie del peggioramento si manifesteranno già nella giornata di oggi, venerdì 16 dicembre, con nevicate diffuse sulle Alpi occidentali, dove si registrerà il mix ottimale tra aria fredda preesistente e umidità in risalita da sud-ovest. Gli accumuli previsti risultano particolarmente consistenti tra Piemonte e Valle d’Aosta: a Sestriere, Breuil-Cervinia e Prato Nevoso si attendono oltre 50 cm di neve fresca entro la serata di domenica 18 gennaio. Fenomeni più sporadici e di minore entità, al momento, sono attesi sulle Dolomiti, dove si prevedono soltanto locali spolverate, a causa della minore interazione tra la perturbazione e i rilievi orientali.
Con l’inizio della prossima settimana, il quadro meteorologico è destinato a farsi ancora più dinamico. Un nuovo impulso instabile, associato a un ulteriore calo delle temperature, favorirà un abbassamento della quota neve fin verso i 400-700 metri. Tra lunedì 19 e mercoledì 21 gennaio, le aree maggiormente interessate saranno ancora una volta il Piemonte e l’entroterra ligure, dove province come Torino, Cuneo, Asti e Alessandria potrebbero assistere a nevicate fino in collina. Anche l’Appennino Tosco-Emiliano verrà coinvolto dal peggioramento: qui la neve è attesa in calo fino a 600-800 metri, localmente anche più in basso nelle valli più fredde.
Da segnalare anche un’intensa fase nevosa sull’Etna, dove tra il 19 e il 21 gennaio sono attesi accumuli localmente superiori al metro oltre i 2000-2500 metri di quota, complice la persistenza dell’instabilità unita a una circolazione umida meridionale.
Secondo le ultime elaborazioni modellistiche, tra il 23 e il 25 gennaio si intravede un ulteriore peggioramento, con la possibilità di nevicate a ridosso della pianura al Nord-Ovest, grazie a un nuovo impulso freddo in discesa dall’Europa centrale. Si tratterebbe di un’evoluzione da monitorare con attenzione nei prossimi aggiornamenti, poiché potrebbe configurare uno degli episodi nevosi più significativi della stagione in corso per le basse quote.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
