Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Allerta Meteo, arriva il Ciclone Harry: evento senza precedenti si abbatte sul Sud. Scuole chiuse e città in Allarme

Un vortice ciclonico senza precedenti minaccia il Sud: venti da uragano, onde di 12 metri e nevicate estreme. Cosa sta davvero accadendo nei cieli del Mediterraneo?

Un evento meteorologico eccezionale sta colpendo in queste ore l’estremo Sud della Penisola, imponendo un livello di allerta massimo per la sua natura esplosiva e la straordinaria potenza che lo contraddistingue. Il cosiddetto “Mega-Ciclone Harry”, così ribattezzato dalla comunità meteorologica internazionale per la sua struttura barica profondissima e il comportamento tipico delle depressioni extra-tropicali esplosive, rappresenta uno dei più intensi sistemi ciclonici mai osservati nel bacino del Mediterraneo centro-meridionale negli ultimi decenni.

L’origine del fenomeno è riconducibile a un complesso assetto sinottico che vede l’interazione tra una saccatura artico-marittima in discesa sull’Algeria e l’ingresso sul Tirreno meridionale di aria eccezionalmente fredda in quota (–32°C a 500 hPa), scontratasi con un substrato marino ancora relativamente caldo, con anomalie termiche positive fino a +1,5°C rispetto alla media climatologica. Questa interazione ha innescato un rapidissimo processo di ciclogenesi esplosiva con un crollo della pressione al suolo sotto la soglia critica dei 985 hPa nel cuore del Canale di Sicilia.

Il gradiente barico generatosi, con differenze di oltre 50 hPa tra la Sicilia meridionale e l’area balcanica (dove un imponente anticiclone da 1040 hPa agisce da blocco statico), sta causando venti ciclonici di intensità paragonabile a un uragano di categoria 1 nella scala Saffir-Simpson, con raffiche che hanno già superato i 150 km/h lungo le coste orientali della Sicilia e della Calabria jonica.

Il settore marittimo è quello che in queste ore desta la maggiore preoccupazione. Le simulazioni WAM (Wave Model) e i prodotti dell’ECMWF indicano una significativa wave height (altezza significativa dell’onda) di 8–9 metri stabili nel Canale di Sicilia e nello Ionio, con picchi massimi attesi oltre i 12 metri tra Capo Passero e lo Stretto di Messina.

Si tratta di valori che superano le soglie storiche registrate in area mediterranea negli ultimi 40 anni. Il rischio di ingressione marina e impatti costieri è altissimo: molte città costiere della Sicilia orientale, da Siracusa fino a Milazzo, stanno predisponendo difese di emergenza con barriere di sabbia, mentre numerose strutture balneari risultano già danneggiate dalle prime mareggiate.

La risposta delle autorità è stata tempestiva ma la portata del fenomeno lascia margini molto stretti d’intervento. Centinaia di comuni hanno disposto la chiusura preventiva di scuole, uffici pubblici e infrastrutture non essenziali per almeno tre giorni, con la prospettiva concreta di un’estensione fino a giovedì, qualora il minimo depressionario dovesse persistere stazionario sul Canale di Sicilia, come attualmente indicano i principali modelli ad area limitata (ICON-EU, AROME, WRF). La Protezione Civile ha innalzato il livello di allerta a “rossa” per rischio idrogeologico e idraulico su tutta la Sicilia orientale, la Calabria jonica e l’arco costiero lucano.

Sul fronte aeronautico e dei trasporti, il ciclone sta già provocando una paralisi estesa. L’intensità del wind shear e la turbolenza in avvicinamento agli aeroporti di Catania, Reggio Calabria, Palermo e Comiso ha portato all’annullamento di oltre l’80% dei voli nella giornata odierna. Situazione ancora più critica nel comparto marittimo: la sospensione totale dei collegamenti da e per le isole minori, compresa Lampedusa che si trova in pieno “eye wall” del sistema ciclonico, è già operativa e potrebbe protrarsi per almeno 72 ore.

Non meno impressionante è il quadro precipitativo. L’instabilità generata dal contrasto termico verticale estremo (oltre 40°C tra la superficie e i 500 hPa) sta attivando celle temporalesche autorigeneranti sullo Ionio e sul basso Tirreno, con rain rate orari superiori ai 40 mm/h in più aree della Sicilia orientale e della Calabria centro-meridionale. Gli accumuli totali previsti da ARPA Sicilia e dal Centro Funzionale Centrale del Dipartimento della Protezione Civile superano i 500–600 mm in 72 ore su un’area compresa tra l’Etna e la Piana di Gioia Tauro, con rischio concreto di flash flood, allagamenti urbani, frane e colate detritiche.

In quota, il “core freddo” della depressione sta generando nevicate di portata eccezionale. Sull’Etna, la quota neve si attesterà tra i 1.600 e i 1.800 metri con accumuli attesi superiori ai quattro metri nelle prossime 72 ore. Sulle Madonie, i Nebrodi e il Gennargentu sono attesi accumuli fino a 150–200 cm oltre i 1.600 metri. Ancora più bassa la quota neve su Calabria e Basilicata dove, complice l’ingresso di aria balcanica continentale, la neve cadrà fin sotto i 1.000 metri sulla Sila, Pollino e Appennino lucano. Sull’Aspromonte il limite sarà più alto, ma gli accumuli previsti restano notevoli.

Il Mega-Ciclone Harry segna un nuovo paradigma nella climatologia mediterranea. Le sue caratteristiche dinamiche, la traiettoria bloccata e l’intensità dell’energia rilasciata nel sistema atmosferico ne fanno un unicum che richiederà mesi di analisi per comprenderne pienamente l’evoluzione. Intanto, la priorità resta la salvaguardia di vite umane e infrastrutture. Il monitoraggio rimane continuo e il picco del sistema è atteso tra la tarda serata di lunedì 19 gennaio e le prime ore di martedì 20. L’Italia meridionale sta per affrontare non una semplice ondata di maltempo, ma una delle più violente manifestazioni atmosferiche della sua storia recente.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!