Una configurazione meteorologica potenzialmente molto interessante si delinea per sabato 24 gennaio, con la prospettiva di una nevicata da addolcimento su alcune aree del Nord Italia. La dinamica sinottica che potrebbe determinare questo tipo di evento vede l’arrivo di un flusso atlantico umido e mite, il quale, scorrendo sopra uno strato preesistente di aria fredda al suolo (il cosiddetto “cuscino freddo”), può generare precipitazioni nevose fino a quote molto basse, talvolta anche in pianura, nonostante temperature prossime allo zero o di poco superiori.
A rendere plausibile tale scenario è l’ipotesi di un modesto ma significativo richiamo di aria fredda orientale tra mercoledì 21 e venerdì 23, con un conseguente raffreddamento degli strati bassi, in particolare nelle valli e sulle pianure interne del Nord-Ovest. Tuttavia, la tenuta di questo cuscino freddo resta il nodo centrale della previsione: la sua profondità, persistenza e omogeneità spaziale saranno determinanti per stabilire la quota neve e la durata dell’eventuale fase nevosa.
I modelli numerici, al momento, non offrono una visione univoca, infatti le principali elaborazioni deterministiche e probabilistiche divergono sensibilmente sull’interazione tra l’aria fredda preesistente e la spinta delle correnti atlantiche miti in arrivo. In alcuni scenari, il cuscino freddo viene eroso rapidamente, con la neve che si trasforma in pioggia già nella prima parte della giornata di sabato. In altri, resiste più a lungo, consentendo accumuli nevosi a quote collinari e localmente anche in pianura.
Le prime precipitazioni dovrebbero interessare il settore più occidentale nella notte tra venerdì 23 e sabato 24, con successiva estensione a Piemonte, Lombardia occidentale, entroterra ligure e Trentino. In questa fase iniziale, la neve potrebbe cadere fino a quote molto basse, ma con caratteristiche fisiche piuttosto umide e una limitata capacità di attecchimento e accumulo, specie nei settori di pianura.
Domenica 25 è previsto un ulteriore rinforzo delle correnti miti da sud-ovest, con conseguente rialzo termico e innalzamento della quota neve fin verso i 600-800 metri. In pianura, pertanto, le precipitazioni assumeranno con ogni probabilità carattere piovoso, mentre i rilievi collinari e la bassa montagna potrebbero beneficiare di un discreto episodio nevoso, grazie alla persistenza di aria fredda residua nei bassi strati.
Ad oggi, l’ipotesi più realistica suggerisce nevicate più probabili tra i 200 e i 500 metri, con possibilità di sconfinamenti anche in pianura in caso di maggior tenuta del cuscino freddo. Tuttavia, non si prevede un’irruzione gelida, ma piuttosto un raffreddamento marginale, sufficiente a consentire precipitazioni nevose solo laddove le condizioni microclimatiche (come inversioni termiche o stagnazione dell’aria fredda) lo permettano.
Si tratta, in definitiva, di una tipica configurazione da nevicata d’addolcimento: insidiosa da prevedere, estremamente sensibile a minimi aggiustamenti barici e termici, e soggetta a rapide evoluzioni nel quadro modellistico. Saranno dunque fondamentali i prossimi aggiornamenti previsionali, che potranno confermare o smentire la solidità di questa prospettiva.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
