Una delle più intense ondate di maltempo invernale degli ultimi anni sta colpendo il Sud Italia, con il Ciclone Harry che sta causando condizioni meteorologiche eccezionalmente severe tra Calabria e Sicilia. Le dinamiche atmosferiche che si stanno sviluppando in queste ore rientrano pienamente nei canoni di un’irruzione artica continentale, con l’ingresso prepotente di masse d’aria gelida dai Balcani, innescate e alimentate da un profondo minimo depressionario centrato sul basso Tirreno. L’interazione tra orografia complessa, aria fredda e forte vorticità ha generato una configurazione capace di produrre precipitazioni nevose estremamente intense e a quote insolitamente basse.
Il cuore dell’evento è l’Etna, dove i dati ufficiali delle stazioni meteorologiche attestano accumuli nevosi superiori ai 160 cm in meno di 36 ore, una soglia raramente raggiunta in tempi recenti. Le temperature registrate oggi alle 12:15 (-1,8°C al Rifugio Citelli (1.737 m) e -1,4°C alla Casa Cantoniera (1.920 m)) evidenziano il drastico abbassamento della quota neve, che si è stabilizzata intorno ai 1.400 metri, con fioccate anche più in basso durante i nuclei precipitativi più intensi. Le bufere notturne hanno isolato diverse aree montane, costringendo le squadre di soccorso a operare in condizioni estreme per raggiungere turisti rimasti bloccati a causa della visibilità azzerata e delle strade invase da spesse coltri di neve fresca.
La perturbazione, dopo aver investito in pieno la Sicilia orientale, ha rapidamente esteso la sua influenza anche alla Calabria, dove si registrano i primi accumuli nevosi significativi. In Aspromonte, a Gambarie (1.310 m), la temperatura è scesa a +1,4°C con neve fitta, seppur ancora senza deposito al suolo stabile. In Sila, invece, la colonnina di mercurio è già stabilmente sotto lo zero a partire dai 1.200 metri, mentre a San Giovanni in Fiore (979 m) si segnalano +1,8°C: valori che preannunciano l’imminente trasformazione della pioggia in neve anche a quote collinari. Più a nord, il Pollino è già sotto zero a Campotenese (1.398 m, -1,0°C), pronto a ricevere quella che si prefigura come una delle nevicate più abbondanti degli ultimi anni.
Secondo le più recenti elaborazioni modellistiche, il momento di massima intensità del sistema ciclonico è atteso a partire dalle 16:00 odierne. Il previsto approfondimento del minimo barico determinerà un’accelerazione dei moti verticali e quindi un incremento delle precipitazioni, con nevicate persistenti che continueranno per almeno 24 ore. Le zone montane della Sicilia orientale, tra Etna e Nebrodi, saranno interessate da ulteriori accumuli notevoli. In Calabria, la quota neve scenderà progressivamente: entro sera si prevedono nevicate a partire dai 1.200 metri in Aspromonte e Serre, con sconfinamenti fin verso i 900–1.000 metri su Sila e Pollino, in coincidenza con un raffreddamento termico progressivo al suolo.
Particolarmente critica la situazione lungo l’Autostrada del Mediterraneo A2, soprattutto nel tratto tra Morano Calabro e Lagonegro, dove la neve inizierà ad accumularsi già dal tardo pomeriggio. L’abbassamento della quota neve al di sotto dei 1.000 metri aumenterà drasticamente il rischio di paralisi del traffico autostradale, con alta probabilità di mezzi pesanti intraversati e automobilisti bloccati. Le autorità raccomandano di evitare ogni spostamento non strettamente necessario e di viaggiare esclusivamente con catene da neve montate o pneumatici invernali certificati.
L’azione del Ciclone Harry non si limiterà a Calabria e Sicilia. Nel corso della serata e nella giornata di domani, il fronte perturbato risalirà verso la Basilicata e la Campania interna. Attese nevicate significative oltre gli 800–900 metri tra Potentino e Cilento, con possibili accumuli anche nei dintorni di Potenza, città che potrebbe assistere a un fenomeno nevoso scenografico ma non particolarmente severo sul piano della viabilità urbana. Più marcata, invece, la fase nevosa prevista sulle aree montuose del Vulture e del Monte Alburno.
Il quadro sinottico in evoluzione conferma che ci troviamo di fronte a un evento meteo estremo, sia per intensità che per estensione territoriale. L’impatto della perturbazione sul Sud Italia è destinato a lasciare il segno anche nei prossimi giorni, con la permanenza di masse d’aria molto fredde e il rischio di nuove nevicate da stau, specie sui versanti esposti a nord-est.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
