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Maltempo, il Ciclone Harry sconvolge il Mediterraneo: onde fino a 10 METRI

Onde di quasi dieci metri, venti impetuosi e un mare che diventa tempesta: il ciclone Harry ha imposto nuovi limiti alla memoria meteorologica del Mediterraneo.

Nel cuore dell’inverno mediterraneo, il ciclone Harry ha generato una delle mareggiate più intense e diffuse degli ultimi decenni, colpendo con eccezionale violenza le coste del Mediterraneo centrale. Tra il 19 e il 20 gennaio, il profondo minimo depressionario si è mosso lentamente sul bacino, innescando un’estesa e persistente circolazione ciclonica che ha alimentato un flusso continuo di venti di Scirocco e Levante. Questa configurazione ha permesso al mare di accumulare energia su lunghe distanze, con onde lunghe, potenti e particolarmente distruttive che hanno investito ampie porzioni di litorale, lasciando il segno soprattutto in Sicilia, Calabria e Sardegna.

I dati registrati dalla Rete Ondametrica Nazionale (RON) dell’ISPRA confermano la portata straordinaria dell’evento. Le boe hanno misurato onde di altezza significativa (Hs) molto elevate, con picchi massimi (Hmax) che in più punti hanno raggiunto o superato i 9 metri in mare aperto. Si tratta di valori estremamente rari per un bacino chiuso come il Mediterraneo, dove eventi di questa intensità presentano tempi di ritorno di molti anni, se non decenni. Nel Canale di Sicilia, tra Mazara del Vallo e le acque meridionali dell’isola, le onde hanno sfiorato i 9,5 metri; al largo di Catania, nello Ionio, le boe hanno registrato valori simili, mentre lungo le coste orientali della Sardegna e della Calabria ionica le misurazioni hanno superato i 7 metri.

A rendere ancora più rilevante l’episodio è stata la sua scala regionale: non un evento localizzato, ma una mareggiata estesa e simultanea su più fronti, capace di mettere a dura prova infrastrutture costiere, porti e habitat naturali. L’anomalia non è solo nei numeri, ma nella durata e nell’estensione del fenomeno, che ha esposto tratti di costa solitamente meno vulnerabili a un’energia marina fuori scala.

Gli esperti parlano già di uno degli episodi meteo-marini più significativi degli ultimi anni, se non decenni, nel contesto mediterraneo. Un segnale che invita a riflettere anche sulla crescente incidenza di fenomeni estremi in uno scenario climatico in rapida evoluzione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!