Le più recenti proiezioni del modello climatico del Centro Europeo per le previsioni a medio-lungo termine (ECMWF) confermano l’ipotesi di una svolta sinottica rilevante per il mese di febbraio sull’Italia. Dopo un gennaio dominato da una circolazione relativamente statica e da condizioni meteorologiche spesso anticicloniche, le simulazioni aggiornate indicano la possibile riattivazione del flusso perturbato atlantico proprio a cavallo tra la fine del mese in corso e l’inizio del prossimo.
A livello emisferico, si delinea un’importante riorganizzazione del pattern atmosferico, con la ripresa di uno scambio meridiano più marcato e l’inserimento di saccature depressionarie capaci di penetrare nel bacino del Mediterraneo centrale. Tale dinamica potrebbe generare un surplus pluviometrico significativo, soprattutto sulle regioni del Centro-Nord, dove le precipitazioni, secondo le medie settimanali previste dal modello europeo, si attesterebbero oltre il 120-130% rispetto ai valori climatologici di riferimento.
Le aree maggiormente interessate dai fronti in arrivo potrebbero essere quelle del versante tirrenico, l’arco ligure-alpino e le regioni centrali appenniniche, con accumuli idrici che, qualora confermati, riporterebbero il bilancio stagionale su valori prossimi alla norma, dopo mesi di relativa siccità. Di rilievo anche il contributo nevoso atteso per il comparto alpino e, localmente, per i rilievi dell’Appennino settentrionale e centrale: le precipitazioni, favorite da un gradiente barico favorevole e da termiche in graduale calo, potrebbero favorire accumuli consistenti fino a quote medio-basse, soprattutto nella prima metà del mese.
Il comportamento del Vortice Polare stratosferico e troposferico rappresenta il fattore chiave per l’evoluzione termica del mese. Le attuali simulazioni non evidenziano ancora una chiara tendenza a stratwarming o ad eventi di split, ma alcuni segnali iniziali lasciano aperto uno spiraglio per discese artiche verso l’Europa centro-meridionale, con possibile coinvolgimento anche dell’Italia. In tale scenario, non si esclude l’ingresso di masse d’aria di origine continentale o artico-marittima, in grado di abbassare sensibilmente la quota neve e di generare fasi invernali anche severe.
È fondamentale ricordare che si tratta di tendenze di lungo periodo, basate su analisi probabilistiche e non su previsioni deterministiche: la traiettoria dei minimi depressionari, l’esatta localizzazione dei massimi precipitativi e il comportamento delle termiche alle varie quote restano soggetti a margini di incertezza. Tuttavia, il segnale fornito dall’ECMWF appare coerente con un mese di febbraio più dinamico e potenzialmente più perturbato rispetto alla media degli ultimi anni.
Nel contesto climatico attuale, caratterizzato da anomalie ricorrenti e da una maggiore frequenza di blocchi anticiclonici persistenti, un ritorno delle grandi piogge rappresenterebbe non solo un evento meteorologicamente rilevante, ma anche un elemento fondamentale per il riequilibrio idrico su scala nazionale, in particolare in vista della stagione primaverile.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
