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Torino, brutale aggressione a un poliziotto: colpito a martellate dagli Estremisti di Sinistra di Askatasuna

Un poliziotto assalito con un martello, giornalisti costretti alla fuga: la notte di Torino racconta una protesta che ha oltrepassato ogni limite.

Una scena di brutale violenza si è consumata ieri sera a Torino, trasformando corso Regina Margherita in un teatro di guerriglia urbana. Erano circa le 18.30 quando un folto gruppo di manifestanti legati all’area antagonista e vicini al centro sociale Askatasuna — sgomberato il 18 dicembre scorso — ha dato avvio a scontri violenti con le forze dell’ordine nei pressi del campus Luigi Einaudi dell’Università. A far deflagrare la tensione, il tentativo di riaprire simbolicamente la sede sgomberata. Nel caos, un episodio ha sconvolto l’opinione pubblica: un agente di polizia è stato accerchiato da una decina di persone, picchiato con bastoni e colpito ripetutamente con un martello. Solo l’intervento di un collega ha posto fine all’assalto.

Il video dell’aggressione, rilanciato dal ministro Guido Crosetto e dall’ex senatore Stefano Esposito, ha fatto rapidamente il giro dei social. Le immagini mostrano la violenza cieca e organizzata del gruppo, munito di scudi artigianali, pronti allo scontro con le forze dell’ordine. Tra pietre, fumogeni e cassonetti dati alle fiamme, la zona è stata per oltre un’ora sotto assedio, in una sequenza che richiama scene da conflitto urbano più che da protesta politica.

Nel corso degli scontri è stata aggredita anche una troupe della Rai, inviata sul posto per documentare il corteo. La giornalista Bianca Leonardi e il suo filmmaker, parte del programma “Far West”, sono stati insultati, minacciati, colpiti fisicamente e costretti ad abbandonare il luogo sotto la pressione del gruppo incappucciato, che ha distrutto anche la loro attrezzatura. “Condanniamo con la massima fermezza la gravissima aggressione”, ha dichiarato la Rai in una nota ufficiale, sottolineando la gravità dell’attacco alla libertà di stampa.

Il clima che si respira a Torino è ora teso. L’episodio riaccende il dibattito sulla gestione dell’ordine pubblico, ma soprattutto sulla radicalizzazione di frange che, dietro la bandiera della protesta sociale, sembrano perseguire logiche da scontro militante. Le indagini sono in corso: identificazioni, analisi dei filmati e riscontri incrociati dovranno fare luce sull’identità degli aggressori. Ma intanto la città si interroga su come sia potuto accadere, ancora una volta, tutto questo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!