Il Consiglio dei ministri ha approvato nella serata di mercoledì 18 marzo un decreto d’urgenza per fronteggiare l’impennata dei prezzi di benzina e diesel, saliti a livelli record nelle scorse settimane in scia al conflitto in Medio Oriente. La misura principale è un taglio delle accise sui carburanti della durata di venti giorni, che secondo il ministro Matteo Salvini porterà a una riduzione di “20-25 centesimi al litro”.
Il gasolio self service viaggiava in media intorno a 2,089 euro al litro, la benzina a 1,855 euro. Salvini ha precisato: “Non stiamo parlando di 3 o 4 centesimi al litro”, aggiungendo che il calo deve riflettersi automaticamente alla pompa, con il diesel che dovrà scendere sotto quota 1,90 euro.
Il decreto, composto da tre articoli, interviene su più fronti. Il primo asse riguarda la lotta alle speculazioni: nei due mesi successivi all’entrata in vigore viene istituito uno speciale regime di controllo lungo la filiera di distribuzione dei carburanti. Il Garante per la sorveglianza dei prezzi potrà segnalare alla Guardia di Finanza gli operatori e le compagnie petrolifere da sottoporre a verifica in caso di rincari anomali. Gli esiti delle verifiche saranno trasmessi anche all’Antitrust e, dove ne ricorrano i presupposti, all’autorità giudiziaria per accertare l’eventuale reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501 bis del codice penale.
Il secondo intervento riguarda il settore dell’autotrasporto, che più rapidamente trasferisce il caro-gasolio sui costi dell’economia reale. La bozza del provvedimento prevede un credito d’imposta straordinario pari al 28% della spesa sostenuta nel trimestre per l’acquisto di gasolio, limitatamente ai veicoli euro 5 o superiori. Lo stanziamento complessivo è pari a circa 608 milioni di euro per il 2026, utilizzabili in compensazione e cumulabili con altre agevolazioni entro il limite del costo sostenuto.
Misure specifiche sono previste anche per il settore della pesca, anch’esso duramente colpito dall’aumento dei prezzi del gasolio. Il provvedimento include inoltre un rafforzamento della social card, con 130 milioni di euro aggiuntivi stanziati per il 2026, portando l’incremento complessivo del fondo a 630 milioni. La misura estende l’utilizzo della card anche all’acquisto di carburanti, oltre ai beni alimentari di prima necessità.
Il provvedimento ha carattere temporaneo e mira a tamponare la fase più critica dell’emergenza senza impegnare risorse strutturali sul lungo periodo. Il governo ha scelto un approccio selettivo, concentrando le risorse sul contenimento delle speculazioni, sul sostegno ai trasportatori e sulle famiglie più vulnerabili, piuttosto che puntare su uno sconto generalizzato alla pompa che avrebbe comportato un impatto assai più pesante sui conti pubblici. Se la crisi energetica dovesse protrarsi, la pressione politica per interventi più ampi sulle accise è destinata a tornare rapidamente al centro del dibattito. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
