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Meteo, Tra 24 ore NEVE Forte (anche in Pianura) al Nord: Sabbia dal Sahara al Sud

Tra sabbia sahariana e gelo padano, l’Italia affronterà 48 ore di meteo estremo: la grande nevicata è in arrivo, ma non sarà l’unico volto di questa nuova perturbazione atlantica.

A partire dalla serata di lunedì 2 febbraio e per l’intera giornata di martedì 3, l’Italia verrà investita da una nuova e intensa saccatura atlantica, la cui traiettoria e dinamica sono ormai confermate dalla più recente modellistica numerica ad alta risoluzione. La genesi di un profondo minimo depressionario sul Mar Ligure o sull’alto Tirreno innescherà una fase di maltempo di marcata intensità, caratterizzata da forti contrasti termici e da fenomeni atmosferici particolarmente insidiosi, sia in quota che al suolo.

L’assetto barico previsto attiverà un deciso richiamo di correnti meridionali in risalita dal Nord Africa, con venti di Scirocco che si intensificheranno rapidamente su tutto il bacino tirrenico e adriatico. Sul versante centro-meridionale, si assisterà a un’impennata termica repentina con valori massimi superiori ai 20°C sulla Sicilia tirrenica, sulla Calabria e su alcuni settori della Puglia. Tuttavia, il clima quasi primaverile sarà accompagnato da cieli opachi e carichi di pulviscolo desertico, trasportato dalle forti correnti sud-orientali: un’atmosfera lattiginosa e giallastra avvolgerà molte città del Sud, con piogge “sporche” e cariche di sabbia sahariana.

Il vero focus meteorologico resta però concentrato sul Nord-Ovest, dove le condizioni sinottiche e locali favoriranno un evento nevoso di grande rilievo. La persistenza del “cuscino freddo padano” — una massa di aria gelida nei bassi strati, intrappolata a seguito di giornate di inversione termica — fungerà da substrato ideale per la genesi di precipitazioni nevose anche a quote pianeggianti. L’interazione tra quest’aria fredda e quella mite e umida in sovrascorrimento da sud-est determinerà un fenomeno di isoterma negativa al suolo, tipica delle grandi nevicate padane.

Già dalla tarda serata di lunedì, le nevicate interesseranno diffusamente il Piemonte. Torino, in particolare, potrebbe registrare uno degli episodi nevosi più significativi degli ultimi anni: gli accumuli previsti variano tra i 15 e i 25 cm, con punte superiori nei quartieri collinari. Dopo l’episodio del 15 dicembre 2022, si tratta della prima vera nevicata importante a Torino da oltre tre anni. Accumuli importanti anche su Cuneo, dove si stimano oltre 40 cm in area urbana, e su altre località della pianura piemontese come Asti, Alessandria, Ivrea, Biella e Verbania. L’Aeronautica Militare ha incluso queste zone nel proprio bollettino di fenomeni intensi, con esplicito riferimento a nevicate abbondanti fino al piano nel Basso Piemonte e sull’Appennino ligure occidentale.

Un ulteriore elemento di criticità sarà rappresentato dal gelicidio, fenomeno particolarmente pericoloso previsto sulle aree collinari e pedemontane del Piemonte sud-orientale, della Liguria e dell’Emilia occidentale. La pioggia che cadrà liquida al di sopra dello zero termico, incontrando strati d’aria prossimi allo zero al suolo, congelerà istantaneamente su superfici fredde, generando pericolose lastre di ghiaccio.

Il sistema perturbato, in ulteriore approfondimento tra martedì notte e mercoledì mattina, si estenderà anche alla Lombardia. Nelle prime ore di martedì, la neve dovrebbe cadere copiosa su Varese, Como, Lecco e Bergamo, con fiocchi che potrebbero raggiungere anche Milano. Nel capoluogo lombardo la situazione resta di difficile previsione per via della lotta termica in atto: la resistenza del cuscino freddo potrebbe garantire alcune ore di neve bagnata prima dell’irruzione mite in quota, che favorirà il passaggio a pioggia. La dinamica sarà particolarmente interessante dal punto di vista meteorologico per la presenza simultanea di stratificazione termica e umidità elevata, elementi fondamentali nei cosiddetti episodi di “nowcasting”.

Spostandosi verso l’arco alpino centro-orientale, l’impatto del flusso umido meridionale sarà ancora più marcato: le Alpi venete, trentine e friulane verranno investite da precipitazioni nevose particolarmente abbondanti. Oltre i 1.000 metri sono attesi accumuli superiori ai 150 cm in 36-48 ore, con picchi localizzati che potrebbero superare i 200 cm. Cortina d’Ampezzo, la Val di Fassa, la Val Gardena e l’intero comprensorio dolomitico si troveranno al centro di un episodio nevoso che, se confermato, potrebbe essere tra i più intensi degli ultimi anni. Il pericolo valanghe sarà in forte crescita e richiederà massima prudenza da parte degli operatori e degli escursionisti.

L’Italia si prepara quindi a vivere una fase di estrema instabilità atmosferica: un connubio di fenomeni opposti ma altrettanto intensi, dai venti carichi di sabbia del Sahara al Sud fino alle nevicate storiche e ai rischi da gelicidio al Nord. Le prossime 48 ore richiederanno attenzione costante, soprattutto nelle aree soggette ad allerta meteo. Si raccomanda di seguire gli aggiornamenti della Protezione Civile e dei centri meteorologici ufficiali per evitare spostamenti inutili e affrontare con consapevolezza una delle ondate di maltempo più complesse e articolate della stagione invernale.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!