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Milano-Cortina 2026, la Rai rovina la magia: bufera social sulla telecronaca della cerimonia d’apertura

Un evento spettacolare offuscato da parole fuori luogo: la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi accende la protesta sui social contro la telecronaca Rai.

La cerimonia d’apertura delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 è iniziata con il consueto impatto visivo ed emotivo che un evento del genere è in grado di generare. Uno spettacolo concepito per parlare il linguaggio universale delle immagini, della musica, dei simboli condivisi, pensato per essere visto e ascoltato senza mediazioni. Ma qualcosa, fin dai primi minuti, ha iniziato a disturbare l’esperienza del pubblico a casa: la telecronaca.

Su X (l’ex Twitter), i commenti critici sono diventati virali nel giro di pochi minuti. Migliaia di utenti hanno espresso irritazione per il racconto in voce fuori campo proposto dalla Rai, giudicato eccessivo, invadente, perfino irrispettoso nei confronti dello spettacolo stesso. Il tono è unanime: le parole dei telecronisti coprono la musica, interrompono l’atmosfera, spezzano l’incanto.

“Fate tacere i telecronisti!”, è diventato in breve tempo un trend, accompagnato da clip che mostrano l’effetto straniante di una narrazione parlata che si sovrappone a cori, brani orchestrali e momenti coreografici di forte impatto. Un coro di voci digitali che non contesta la competenza dei giornalisti coinvolti, ma una scelta editoriale che sembra non aver compreso la natura dello spettacolo.

Non si tratta di un caso isolato. Da tempo, in occasione di eventi artistici trasmessi in diretta – come concerti, cerimonie di premiazione, inaugurazioni sportive – si solleva puntuale il dibattito sul ruolo del commento televisivo. C’è un limite sottile tra l’accompagnamento informativo e l’invadenza narrativa, e pare che stavolta la linea sia stata ampiamente superata.

In molti invocano soluzioni già adottate in altri Paesi o da altre emittenti: doppio audio, opzione per ascoltare solo il suono originale, o una presenza discreta e misurata del commento, limitato ai momenti di reale necessità. In fondo, la cerimonia d’apertura non è una gara sportiva: è una performance artistica. E come tale, merita silenzio, ascolto e rispetto.

Alla Rai ora tocca ascoltare le critiche, raccogliere le reazioni e riflettere su un approccio che, almeno in questa occasione, non ha saputo cogliere la sensibilità del pubblico. Perché se lo spettacolo è arte, la telecronaca deve essere servizio, non sopraffazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!