La partecipazione di Andrea Pucci a una delle serate del Festival di Sanremo 2026 ha sollevato immediate reazioni da parte del Partito Democratico, che in una nota ufficiale firmata dai membri in Commissione di Vigilanza Rai ha definito il comico “fascista e omofobo”, accusando i vertici di Viale Mazzini di aver trasformato anche il Festival in “TeleMeloni”. A colpire non è solo la durezza del linguaggio ma anche il doppio standard che pare emergere con sempre maggiore evidenza ogni volta che Sanremo tocca nervi politici scoperti.
Andrea Pucci, comico noto per una comicità ruvida e spesso sopra le righe, non è nuovo a controversie, ma al momento non risulta che sia stato condannato o censurato formalmente per i comportamenti contestati nella nota del Pd. Il fatto che la sua presenza a Sanremo scateni reazioni così accese non può che riportare l’attenzione sul nodo mai risolto della politicizzazione del Festival. È davvero Pucci il problema, o è la sua mancata adesione alla cultura dominante dell’intrattenimento progressista a renderlo bersaglio facile?
Il Partito Democratico, negli anni, ha mostrato una ben diversa tolleranza verso artisti o presentatori esplicitamente schierati a sinistra. Dalle battaglie civili portate sul palco da cantanti e conduttori, alle stoccate politiche mascherate da satira durante le serate del Festival, mai si è levata una voce dal Pd a invocare “chiarimenti” per presunte ingerenze o pericolose vicinanze ideologiche. Al contrario, spesso queste presenze sono state celebrate come espressioni di libertà artistica e pluralismo. Ma se la libertà vale solo quando si allinea con una parte politica, allora il problema non è la politicizzazione di Sanremo, bensì il controllo selettivo del dibattito pubblico.
Il Festival, pur essendo un evento di spettacolo e musica, è inevitabilmente anche un riflesso del clima culturale del Paese. Pretendere che rispecchi un’unica sensibilità significa trasformarlo in una vetrina ideologica anziché mantenerlo terreno di confronto, anche acceso, ma pluralista. Che Pucci faccia ridere oppure no è una questione di gusti. Che debba essere escluso per motivi politici, invece, è una questione democratica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
