L’inverno 2025-2026, finora, si è distinto per un dinamismo atmosferico marcato ma privo di quegli affondi gelidi che un tempo caratterizzavano con maggior frequenza il cuore della stagione fredda. L’elemento che spicca in queste prime settimane di febbraio è infatti l’assenza di strutture altopressorie bloccanti e persistenti, che hanno spesso dominato gli inverni recenti sull’Europa centro-meridionale. In loro vece, perturbazioni atlantiche rapide ma incisive stanno attraversando la Penisola, generando una sequenza di fasi piovose intervallate da brevi tregue.
Questo schema barico sembra destinato a perdurare almeno fino all’inizio della prossima settimana. L’Italia resterà esposta a correnti occidentali umide e miti, con effetti particolarmente evidenti al Centro-Sud, dove le temperature, in assenza di irruzioni fredde, potranno superare i valori tipici stagionali, assumendo connotati quasi primaverili. Le precipitazioni continueranno a manifestarsi in modo disomogeneo ma frequente, con accumuli consistenti in alcune aree del Nord e versanti tirrenici.
L’attenzione si sposta ora sul possibile scenario della seconda metà di febbraio, per la precisione tra il 14 e il 18. Le elaborazioni numeriche del modello GFS (Global Forecast System), aggiornate nelle ultime 24 ore, suggeriscono un’evoluzione differente rispetto alle simulazioni precedenti. Mentre ieri l’ipotesi di un’irruzione fredda sembrava accantonata, oggi il modello americano torna a proporre un’evoluzione più favorevole all’ingresso di masse d’aria di origine artico-marittima sul Mediterraneo centro-occidentale.
Il meccanismo sinottico alla base di questa possibilità prevede un’ondulazione del getto polare con conseguente discesa di aria fredda lungo il bordo orientale di un’alta pressione delle Azzorre collocata in posizione più defilata sull’Atlantico centrale. Questo assetto potrebbe consentire un parziale scivolamento dell’aria fredda verso il comparto alpino e successivamente lungo il versante adriatico e le regioni meridionali, innescando un ritorno di condizioni invernali più consone al periodo.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, allo stato attuale, la probabilità di una simile evoluzione resta contenuta, attorno al 25%, secondo le ultime proiezioni modellistiche. Si tratta di una tendenza ancora in fase embrionale, soggetta a variazioni significative nei prossimi aggiornamenti, motivo per cui è opportuno mantenere un approccio prudente e basato sull’evidenza numerica.
In conclusione, il tempo sull’Italia continuerà a essere governato da correnti occidentali umide, con alternanza di piogge e schiarite fino almeno al 10-12 febbraio. La possibilità di un cambiamento verso un pattern più freddo, pur tornata d’attualità, necessita di ulteriori conferme nei prossimi giorni per poter essere considerata credibile e strutturata.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
