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Olimpiadi Milano-Cortina, piovono critiche sulla telecronaca RAI: “Imbarazzante”

La telecronaca RAI della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 scatena migliaia di critiche sui social: gaffe su stadio e artisti, logorrea invasiva e tedofori non riconosciuti.

La cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, andata in onda venerdì 6 febbraio su Rai 1, ha acceso non solo lo stadio San Siro davanti a ottantamila spettatori e oltre un miliardo di telespettatori collegati da tutto il mondo, ma anche una valanga di polemiche sui social network che hanno investito la telecronaca dell’evento, giudicata da migliaia di utenti come inadeguata, invasiva e dannosa per la fruizione dello spettacolo.

Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport chiamato a sostituire Auro Bulbarelli dopo la controversa anticipazione sulla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha inaugurato il collegamento con un errore che non è passato inosservato agli spettatori: ha infatti salutato i telespettatori dicendo “Buonasera dallo stadio Olimpico” prima di correggersi immediatamente ricordando che lo spettacolo si svolgeva allo stadio San Siro di Milano. La seconda gaffe è arrivata pochi minuti dopo quando il telecronista ha confuso l’attrice e direttrice d’orchestra Matilda De Angelis con la cantante americana Mariah Carey, affermando che le immagini portavano “con Mariah Carey” prima di correggersi nuovamente indicando il nome corretto dell’artista italiana che dirigeva una fantasia ispirata ai grandi compositori italiani come Verdi, Puccini e Rossini. Ma non contenti sono riusciti anche a confondere la presidente del Comitato Olimpico Kirsty Coventry facendola passare come la figlia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella…

Il vero problema segnalato dai telespettatori non è stato tanto legato alle singole gaffe quanto alla modalità complessiva di gestione del commento durante l’intera cerimonia, percepita come eccessivamente invasiva e inarrestabile. La telecronaca del trio capitanato da Petrecca è stata definita logorroica e caratterizzata da un parlare continuo che ha coperto la musica, interrotto le atmosfere orchestrali e spezzato l’incanto dei momenti più suggestivi dello spettacolo intitolato “Armonia”. Su X, l’ex Twitter, i commenti critici sono diventati virali nel giro di pochi minuti con migliaia di utenti che hanno espresso irritazione per un racconto in voce fuori campo giudicato eccessivo, invadente e perfino irrispettoso nei confronti dello spettacolo stesso, al punto che “Fate tacere i telecronisti” è diventato in breve tempo un trend accompagnato da clip che mostravano l’effetto straniante di una narrazione parlata sovrapposta ai cori, ai brani orchestrali e ai momenti coreografici di forte impatto visivo. Il coro di voci digitali non ha contestato la competenza professionale dei giornalisti coinvolti ma una scelta editoriale che sembra non aver compreso la natura dello spettacolo, concepito per parlare il linguaggio universale delle immagini, della musica e dei simboli condivisi, pensato per essere visto e ascoltato senza mediazioni.

Un’altra critica emersa sui social network ha riguardato il mancato riconoscimento dei tedofori durante il loro passaggio nella cerimonia, con i telecronisti che non sono riusciti a identificare correttamente alcuni dei protagonisti che portavano la torcia olimpica, aggiungendo ulteriore confusione a una diretta già compromessa da molteplici problemi di gestione del commento. La staffetta della Torcia Olimpica aveva coinvolto oltre diecimila tedofori in un viaggio di sessantatré giorni e dodicimila chilometri attraverso tutte le regioni italiane e le centodieci province della penisola, con l’obiettivo di raccontare storie di passione, sacrifici e coraggio, e il mancato riconoscimento di alcuni di questi protagonisti ha rappresentato un ulteriore elemento di frustrazione per il pubblico che seguiva l’evento con grande attenzione e aspettativa.

La vicenda ha riaperto un dibattito che si solleva puntualmente in occasione di eventi artistici trasmessi in diretta come concerti, cerimonie di premiazione e inaugurazioni sportive sul ruolo del commento televisivo e sul limite sottile tra accompagnamento informativo e invadenza narrativa. In molti hanno invocato soluzioni già adottate in altri Paesi o da altre emittenti come il doppio audio con l’opzione per ascoltare solo il suono originale o una presenza discreta e misurata del commento limitato ai momenti di reale necessità. La cerimonia di apertura non è una gara sportiva ma una performance artistica e come tale merita silenzio, ascolto e rispetto, come hanno sottolineato numerosi commentatori che hanno osservato come le parole dei telecronisti abbiano coperto l’esperienza emotiva che lo spettacolo intendeva trasmettere. Alla Rai tocca ora ascoltare le critiche, raccogliere le reazioni e riflettere su un approccio che almeno in questa occasione non ha saputo cogliere la sensibilità del pubblico, perché se lo spettacolo è arte la telecronaca deve essere servizio e non sopraffazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!