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È Morto Giancarlo Dettori, primo Mago Zurlì e grande protagonista del teatro italiano

Primo Mago Zurlì e attore simbolo del Piccolo Teatro, Giancarlo Dettori ha attraversato palcoscenici, set e memorie lasciando un’impronta elegante e indelebile.

È morto a 93 anni Giancarlo Dettori, uno degli interpreti più intensi e raffinati del teatro italiano del secondo Novecento, noto anche per essere stato il primo Mago Zurlì. A darne notizia è stata la famiglia con un messaggio toccante che riecheggia la spiritualità e la sensibilità dell’uomo, oltre che dell’artista. “Si è compiuto il tempo”, ha scritto suo figlio Carlo, “un’era lunga novantatré anni si dissolve nell’eterno, e il mio pianto diventa preghiera”. Parole che raccontano il vuoto lasciato da un padre, un marito e un artista che ha dedicato l’intera vita alla scena, attraversando il teatro, il cinema e la televisione con una coerenza rara e una passione incrollabile.

Nato a Cagliari nel 1930, Dettori si era trasferito giovanissimo a Roma per studiare all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, dove iniziò un percorso artistico che l’avrebbe condotto ben presto a diventare una delle figure centrali del teatro italiano. Il sodalizio con Giorgio Strehler e il Piccolo Teatro di Milano ha segnato profondamente la sua carriera: con Strehler ha condiviso l’idea di un teatro colto, popolare e necessario, contribuendo alla costruzione di un repertorio che ha segnato generazioni di spettatori. Dettori ha portato in scena i grandi classici, da Shakespeare a Goldoni, attraversando con rigore e modernità le opere dei più importanti drammaturghi europei.

Eppure, per molti, il suo nome resterà legato anche a un personaggio amato dai bambini di un’epoca: il Mago Zurlì. Nato per il teatro su idea di Cino Tortorella con il titolo Zurlì, mago Lipperlì, lo spettacolo segnò l’ingresso di Dettori nel mondo dell’intrattenimento per l’infanzia. Quando la Rai decise di portare quel personaggio sul piccolo schermo, Dettori scelse di non proseguire quel percorso televisivo, lasciando il ruolo proprio a Tortorella, che con Lo Zecchino d’Oro avrebbe fatto di Zurlì un’icona della TV. Fu una rinuncia consapevole, forse già indicativa della sua vocazione più profonda per il teatro, mai subordinata alle lusinghe della popolarità televisiva.

Nonostante la centralità del palcoscenico nella sua vita, Dettori non disdegnò il cinema, partecipando a film come Una storia milanese (1962), L’affittacamere, La pretora e, molto più tardi, Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992) di Carlo Verdone. La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2017, nel film Gli Sdraiati di Francesca Archibugi, una testimonianza di come il suo talento abbia saputo attraversare i decenni senza perdere intensità.

Con lui se ne va un attore capace di coniugare eleganza e rigore, ironia e profondità, sempre guidato da una visione alta e artigianale del mestiere dell’interprete. L’immagine più viva che resta di Giancarlo Dettori è quella di un uomo di teatro che ha saputo abitare i personaggi con discrezione e verità, senza mai sovrastarli, lasciando che fossero le parole e le emozioni a parlare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!