C’è un motivo se il Cammino di Santiago, a distanza di secoli, continua a richiamare persone diversissime tra loro: non è solo un viaggio, è un modo di mettere ordine. Giorno dopo giorno restano poche cose essenziali – camminare, mangiare, riposare, arrivare alla tappa – e proprio questa semplicità, ripetuta a lungo, diventa sorprendentemente potente. Prima di partire, però, serve capire una cosa: quando diciamo “Cammino di Santiago” non parliamo di una sola strada, ma di una rete di percorsi che convergono su Santiago de Compostela. Scegliere l’itinerario giusto, prepararsi bene e impostare un ritmo sostenibile è ciò che trasforma un’idea romantica in un’esperienza bella (e sicura) fino in fondo.
Quanti percorsi esistono davvero (e quali sono i principali)
I percorsi sono numerosi, con varianti locali e deviazioni, ma in pratica esistono alcuni grandi itinerari “madre” che la maggior parte dei pellegrini sceglie perché sono ben segnalati e offrono servizi lungo la via. Il più noto è il Camino Francés, che entra in Spagna dai Pirenei (spesso da Saint-Jean-Pied-de-Port o Roncisvalle) e attraversa la penisola fino a Santiago: è il più completo sul piano logistico, con albergues, bar, fonti e una grande comunità in cammino, ideale per una prima esperienza. Molto amato è il Camino Portugués, che parte da Lisbona o più spesso da Porto: tappe tendenzialmente più gestibili e un equilibrio tra città, campagna e accoglienza; la variante Portugués da Costa piace per i panorami marini e l’aria aperta, ma può essere più ventosa e richiede attenzione al meteo. Se cerchi paesaggi forti e una sfida fisica maggiore, c’è il Camino del Norte lungo la costa cantabrica: spettacolare, ma con saliscendi continui e condizioni atmosferiche più variabili. Per chi vuole autenticità e meno folla, il Camino Primitivo (da Oviedo) è più duro e montano, ma spesso è quello che lascia i ricordi più nitidi. Il Camino Inglés (da Ferrol o A Coruña) è più corto e pratico per chi ha pochi giorni, ma va scelto controllando i chilometri: per ottenere la Compostela in genere servono almeno 100 km a piedi (o 200 in bici). La Vía de la Plata dal sud è molto lunga, con tratti più isolati: splendida, ma richiede pianificazione e gestione del caldo in certe stagioni. Infine, molti pellegrini, dopo Santiago, proseguono verso Finisterre e Muxía: non è obbligatorio, ma per tanti è la chiusura simbolica, l’oceano come “ultima tappa”.
Come si fa, passo dopo passo.
Nella pratica il Cammino è semplice: scegli percorso e partenza, cammini seguendo la segnaletica (freccia gialla e conchiglia sono le più comuni), ti fermi a dormire e riparti. L’elemento “ufficiale” è la Credencial del peregrino, una sorta di passaporto che si timbra lungo la strada con i sellos (timbri) di ostelli, bar, chiese, municipi. Arrivato a Santiago, se rispetti i requisiti, puoi richiedere la Compostela. Anche se il certificato non è la tua priorità, la Credencial è utile: spesso facilita l’accesso agli albergues e ti inserisce in quel rito quotidiano che dà struttura al viaggio.
Preparazione: allenamento, scarpe, zaino e stagione.
Non serve essere atleti, ma serve essere realistici. La preparazione migliore è camminare per alcune settimane prima: uscite regolari, aumentando gradualmente chilometri e (se possibile) dislivello, provando la combinazione più importante di tutte: scarpe + calze + zaino. Le scarpe devono essere già rodate; molti usano trekking leggeri o trail running con buon grip, più un paio comodo per la sera. Lo zaino, invece, dovrebbe restare leggero: una regola pratica è meno del 10% del proprio peso quando possibile. Porta l’essenziale: strati tecnici, antipioggia, cappellino, crema solare, borraccia/sacca idrica, power bank, documenti, farmaci personali e un kit piedi serio (cerotti per vesciche, disinfettante, nastro, crema anti-sfregamento). Anche la stagione conta: primavera e inizio autunno sono spesso un buon compromesso; estate significa caldo e affollamento su alcuni tratti; inverno può ridurre i servizi e rendere duro Norte/Primitivo per pioggia e freddo.
Cosa sapere prima di partire (le cose che evitano i problemi).
Il Cammino è fisico, ma la vera differenza la fa la gestione quotidiana: recupero, idratazione, alimentazione e ritmo. Le vesciche non sono un “incidente raro”: sono un rischio frequente e si gestiscono con prevenzione (piedi asciutti, calze adatte, cambi) e intervento immediato ai primi segnali. Nei primi 2–3 giorni la regola è partire piano: se esageri subito, il conto arriva dopo. Sul budget, la spesa varia molto: chi alterna albergues a qualche stanza privata tiene costi sostenibili; chi dorme sempre in privato alza rapidamente la media. Sul fronte sicurezza, i Cammini principali sono generalmente tranquilli, ma valgono le abitudini buone: documenti al sicuro, zaino sempre sotto controllo, prudenza su tratti isolati e meteo.
Consigli pratici (quelli che fanno la differenza sul serio).
Non inseguire chilometri: insegui continuità. Per molti, 18–25 km al giorno è una base ragionevole, ma dipende da dislivello e condizione; se una giornata va storta, ridurre la tappa o concedersi una notte più comoda non “rovina” il Cammino, spesso lo salva. Cura una piccola routine: stretching leggero, doccia, piedi, cena semplice e sonno. Porta un piano B mentale: pioggia, stanchezza e dolori fanno parte del pacchetto; la bravura è attraversarli senza farsi trascinare. E ricorda che il Cammino non è una gara: la qualità dell’esperienza spesso nasce dalle pause, dai silenzi e dagli incontri casuali.
Perché così tante persone dicono che “gli ha cambiato la vita”.
Di solito non succede per magia, succede per struttura. Per giorni (o settimane) vivi con poche decisioni essenziali e un obiettivo chiaro: arrivare alla prossima tappa. Questo abbassa il rumore mentale e ti mette davanti a ciò che normalmente copri con routine, lavoro e distrazioni. In più c’è l’effetto comunità: parli con sconosciuti con una facilità rara, condividi storie, ricevi e dai aiuto senza troppi filtri. E, soprattutto, impari una lezione concreta: hai fatto una cosa grande un passo alla volta. Quando arrivi a Santiago, quella frase non è più motivazionale: è un’esperienza fisica, e spesso resta addosso per anni.
Per un primo Cammino, Francés e Portugués sono spesso la scelta più semplice per logistica; Norte e Primitivo sono più impegnativi ma spettacolari; Inglés è comodo se hai pochi giorni (verificando i chilometri). Qualunque itinerario tu scelga, la chiave è prepararti bene, viaggiare leggero e camminare con un ritmo che ti permetta di goderti la strada: è lì che il Cammino diventa, davvero, qualcosa di più di una vacanza. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
