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Milano-Cortina 2026, tutti pazzi per il curling: 10 curiosità sullo sport che ha conquistato l’Italia

Dalle antiche cave scozzesi ai fan VIP, passando per scandali hi-tech e fair play radicale: il curling ruba la scena a Milano-Cortina 2026, contro ogni pronostico.
Credit © Rai Play

Mentre le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 entrano nel vivo, c’è una disciplina che sorprende per l’inaspettato entusiasmo che sta suscitando tra il pubblico italiano: il curling. In un Paese tradizionalmente legato ad altri sport, il lento ma strategico scivolare delle pietre sul ghiaccio ha conquistato cuori e attenzioni, trasformando quello che per molti era solo un curioso intermezzo televisivo in un vero fenomeno di costume.

Dietro alla patina di compostezza e silenzio che accompagna ogni match, si nasconde una storia affascinante, fatta di antiche tradizioni scozzesi, rivoluzioni tecnologiche, aneddoti leggendari e regole di fair play che farebbero impallidire molti sport blasonati. Il curling nasce nel cuore della Scozia del XVI secolo, giocato sui laghi ghiacciati con pietre che oggi sembrano più vicine a reliquie che ad attrezzature sportive. È proprio dalla remota isola di Ailsa Craig, nel Firth of Clyde, che ancora oggi proviene il granito con cui si realizzano le preziose stone olimpiche, pesanti fino a 20 kg e capaci di costare anche più di 2000 euro l’una. Un materiale così raro che si prevede possa esaurirsi entro pochi decenni.

Eppure, non è solo la storia a rendere questo sport affascinante. La sua evoluzione recente ha saputo coniugare scienza, spettacolo e spirito etico. La cosiddetta “Spirit of Curling”, ovvero l’autoregolamentazione tra atleti, è una pratica ormai mitica in un’epoca dominata da VAR e contestazioni. I giocatori sono chiamati a segnalare da soli i propri falli, accettare le penalità e non approfittare degli errori altrui. Una dimensione etica che resiste anche nei grandi eventi internazionali e che alimenta il rispetto reciproco tra i team.

Dal punto di vista tecnico, il curling moderno è diventato un laboratorio vivente per la fisica applicata. Il mistero del “curl” – la curva che la pietra compie in base alla rotazione e alle condizioni del ghiaccio – ha affascinato i fisici per decenni. La scienza ha confermato che lo spazzolamento non serve tanto a pulire quanto a scaldare il ghiaccio, riducendo l’attrito e modificando la traiettoria della pietra. Le scope di oggi sono strumenti ingegneristici all’avanguardia, capaci di influenzare l’esito di una partita in modo decisivo. E proprio queste scope furono al centro dello scandalo “Broomgate”, che tra il 2014 e il 2015 portò a uno dei più grandi cambiamenti regolamentari della storia del curling: alcuni modelli alteravano il ghiaccio con troppa efficacia, offrendo un controllo artificiale sul movimento delle stone. Una bufera internazionale che costrinse le federazioni a intervenire e ristabilire i confini dell’etica sportiva.

Lo spettacolo non è mancato nemmeno fuori dal ghiaccio. Figure come quella di Paul Gowsell, il canadese ribelle noto come “Pizza Paul”, che negli anni ’80 si fece recapitare pizze sul ghiaccio durante un match ufficiale, hanno rotto con l’immagine tradizionale del curling come sport austero. Gesti anticonvenzionali che, seppur isolati, hanno contribuito a renderlo più pop e accessibile, anche grazie al sostegno inaspettato di celebrità come George Clooney, Mr. T o la famiglia reale britannica.

A livello sportivo, l’introduzione della regola della “five-rock free guard zone” ha reso le partite più offensive, meno statiche, con strategie più audaci e colpi spettacolari. Questa scelta, unita a una migliore regia televisiva e a una crescente consapevolezza del pubblico, ha trasformato il curling in uno sport capace di tenere milioni di spettatori incollati allo schermo. E in Italia, il trionfo di Stefania Constantini e Amos Mosaner a Pechino 2022 ha aperto definitivamente la strada: oggi sono loro i volti di un movimento in crescita, simboli di una disciplina che non è più solo di nicchia, ma si candida a diventare parte stabile del panorama sportivo nazionale.

A Milano-Cortina 2026, il curling è molto più di una moda passeggera. È la dimostrazione che anche uno sport apparentemente silenzioso può ruggire forte, se riesce a raccontare storie autentiche e a mettere in scena un’etica che altrove sembra perduta. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!