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Giappone nella morsa del gelo, 46 morti e oltre 550 feriti per nevicate eccezionali

Accumuli eccezionali, vittime tra gli anziani e città isolate: un inverno estremo sta piegando il Giappone sotto una coltre di neve senza precedenti.

Da fine gennaio, il Giappone sta affrontando un’ondata di maltempo di intensità e persistenza straordinarie, che ha colpito in modo particolare le regioni settentrionali e nord-occidentali dell’arcipelago. Secondo i dati aggiornati della Fire and Disaster Management Agency (FDMA), le nevicate intense, iniziate attorno al 20 gennaio, hanno causato almeno 46 vittime e 552 feriti, di cui quasi 200 in condizioni gravi. L’emergenza neve si configura come una delle più severe dell’ultimo decennio, sia per l’estensione territoriale che per le conseguenze umane e infrastrutturali.

Le aree più colpite sono quelle esposte al flusso umido occidentale sul versante del Mar del Giappone, dove il fenomeno dello yuki-oroshi (neve portata dalle masse d’aria fredda siberiane che si caricano di umidità sul mare) ha generato precipitazioni nevose continue e localmente estreme. In particolare, la prefettura di Niigata – tradizionalmente soggetta a intense nevicate per la sua orografia e posizione – ha registrato il bilancio più grave con 17 decessi. Accumuli nevosi superiori ai 100 cm sono stati rilevati ad Aomori, mentre sull’isola settentrionale di Hokkaido l’intero territorio risulta interessato da un manto nevoso compatto, come confermato da un’immagine satellitare scattata il 5 febbraio dal satellite Terra della NASA, che mostra chiaramente l’isola completamente innevata.

Molte delle vittime sono anziani, deceduti durante operazioni di rimozione della neve da tetti e ingressi: una delle attività più pericolose durante questi eventi, soprattutto in presenza di manti superiori al metro e condizioni di instabilità strutturale. Si segnalano numerosi incidenti per cadute, scivolamenti e crolli improvvisi dei cumuli. Le autorità locali hanno più volte invitato la popolazione a non effettuare queste operazioni senza adeguata protezione o assistenza, soprattutto nelle aree più isolate.

Dal punto di vista meteorologico, la dinamica che ha portato a questa fase eccezionale è legata alla persistenza di una configurazione barica bloccata sull’Asia settentrionale, con un vasto anticiclone termico siberiano che ha alimentato ripetutamente flussi gelidi verso sud. Questi afflussi d’aria artica, incontrando il Mar del Giappone ancora relativamente mite, hanno generato ciclogenesi secondarie e bande nevose stazionarie, responsabili di accumuli eccezionali. Il fenomeno, noto come Gosetsu (grande neve), ha una periodicità irregolare ma ben documentata in Giappone, e quest’anno si è manifestato con particolare intensità e durata.

L’impatto sul sistema dei trasporti è stato rilevante: diverse linee ferroviarie sospese, autostrade bloccate e numerosi voli cancellati nei principali aeroporti regionali. Le autorità, in alcune prefetture, hanno richiesto l’intervento delle forze di autodifesa giapponesi per liberare edifici pubblici, ospedali e arterie strategiche. Anche Tokyo, solitamente meno esposta a questi eventi, è stata interessata da una nevicata significativa l’8 febbraio, con circa 5 cm di accumulo al suolo, primo episodio di rilievo dopo diversi anni di inverni relativamente miti.

Dal punto di vista climatologico, l’evento si colloca in un contesto di aumento della variabilità meteorologica su scala globale, dove a episodi di mitezza anomala si alternano fasi fredde molto intense, come quella attualmente in corso. L’attenzione resta ora concentrata sull’evoluzione sinottica della seconda metà di febbraio, con i modelli previsionali che suggeriscono un lento riallineamento del getto polare e una graduale attenuazione delle condizioni di gelo persistente.

In un Paese tecnologicamente avanzato ma geograficamente vulnerabile come il Giappone, eventi di questo tipo mettono in luce l’importanza della prevenzione, della resilienza delle infrastrutture e della comunicazione meteorologica efficace. L’inverno 2026 resterà negli annali come uno dei più severi e letali degli ultimi anni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!