Nel 2026 l’ISEE torna al centro del “portafoglio” di molte famiglie: non perché sia un bonus in sé, ma perché è la chiave che apre (o potenzia) una serie di agevolazioni su figli, bollette, istruzione, casa e sostegni al reddito. La differenza, quest’anno, è doppia: da un lato alcune misure sono confermate e rifinanziate; dall’altro cambia il calcolo dell’ISEE e questo può spostare molte famiglie in una fascia più favorevole.
Di seguito trovi una guida pratica, con taglio da fisco-finanza: tutti i principali bonus/agevolazioni collegati all’ISEE nel 2026, a chi spettano, come si richiedono e quali errori evitare.
Prima di tutto: DSU e nuovo calcolo ISEE 2026
L’ISEE si ottiene presentando ogni anno la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica), online sul portale INPS (anche in modalità precompilata) oppure tramite CAF/patronato. Senza ISEE aggiornato molte prestazioni vengono pagate al minimo o non risultano richiedibili.
Nel 2026 l’INPS ha chiarito l’avvio di un nuovo conteggio (introdotto con l’ultima legge di bilancio) che, in sintesi, rende l’indicatore più “tollerante” su alcuni elementi: in particolare, aumenta la franchigia sull’abitazione principale e cresce la maggiorazione per figli conviventi successivi al primo. Tradotto: in molti casi, soprattutto per nuclei numerosi, l’ISEE può scendere e sbloccare importi più alti o prestazioni prima escluse.
Nota operativa: i modelli ISEE dell’anno precedente scadono a fine anno. Chi riceve prestazioni legate all’ISEE deve presentare la DSU 2026 per non rimanere agganciato a importi minimi o sospensioni (le scadenze possono variare in base alla prestazione: conviene muoversi entro gennaio/febbraio per evitare conguagli).
Bonus bollette (bonus sociale luce, gas e acqua)
È uno dei sostegni più concreti perché agisce direttamente sulla spesa mensile. Il bonus sociale applica sconti su energia elettrica, gas e spesso anche acqua, con riconoscimento legato a soglie ISEE. L’importo varia in base a numero componenti, uso del gas (solo cottura/acqua calda o anche riscaldamento) e zona climatica.
In pratica: per ottenerlo serve ISEE valido e dati anagrafici/utenze coerenti (residenza, intestazione fornitura). Se l’utenza è intestata a un soggetto fuori nucleo o la residenza non coincide, l’agevolazione può non agganciarsi.
Bonus per disagio fisico
È una misura spesso sottovalutata: se in famiglia c’è una persona con patologie gravi che richiedono apparecchiature elettromedicali, esiste un bonus legato ai maggiori consumi elettrici. Di solito la domanda passa da Comune/CAF/enti convenzionati e richiede certificazione sanitaria e dati della fornitura. È un aiuto importante perché non è “a forfait”: guarda all’extra consumo.
Carta “Dedicata a Te”
La Carta “Dedicata a Te” è una prepagata per l’acquisto di beni essenziali (alimentari e prodotti di prima necessità). Il punto chiave è che, quando rifinanziata, viene spesso assegnata automaticamente sulla base dei dati ISEE e delle liste gestite dai Comuni/INPS, senza una domanda classica. La soglia ISEE tipicamente considerata è entro 15.000 euro (con requisiti puntuali sul nucleo che possono cambiare).
Carta Acquisti ordinaria
Diversa dalla precedente, la Carta Acquisti è destinata soprattutto a anziani over 65 e famiglie con bambini sotto i 3 anni, con requisiti economici molto stringenti (ISEE e/o redditi entro limiti fissati). L’importo è una ricarica di 80 euro bimestrali, spendibile per alimentari, farmaci e bollette. La richiesta passa in genere da Poste/INPS secondo le procedure previste.
Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli
L’Assegno Unico resta il pilastro per chi ha figli a carico: spetta dal settimo mese di gravidanza e, con requisiti specifici, fino a 21 anni (senza limiti in caso di disabilità). L’importo è modulato sull’ISEE: senza DSU aggiornata si rischia l’importo minimo; con ISEE presentato si accede alle fasce più favorevoli e alle maggiorazioni (disabilità, nuclei numerosi, ecc.).
Canale: domanda/gestione su INPS (direttamente o tramite CAF/patronato). Controllo utile: assicurarsi che l’ISEE 2026 sia stato acquisito correttamente per evitare pagamenti “a minimo” in attesa di conguaglio.
Bonus nuovi nati
Nel 2026 resta rilevante il contributo una tantum legato a nascita/adozione/affidamento pre-adottivo, con soglia ISEE più ampia rispetto ad altre misure (in alcune indicazioni si parla di ISEE sotto 40.000 euro). È una prestazione con domanda da presentare all’INPS entro le finestre previste: qui il tempismo è fondamentale.
Bonus asilo nido
Il bonus asilo nido sostiene le rette di nidi pubblici/privati e, in casi particolari, l’assistenza domiciliare. Gli importi sono a scaglioni ISEE (con soglia “piena” fino a 25.000 euro) e si erogano in base alle spese effettivamente sostenute e documentate. È uno dei bonus dove conviene avere ISEE aggiornato e caricare ricevute in modo ordinato per evitare rigetti o rallentamenti.
Bonus psicologo
Il bonus psicologo copre una parte delle spese per psicoterapia, con importo che decresce all’aumentare dell’ISEE (scaglioni tipici: più alto per ISEE sotto 15.000, poi 15–30 mila, poi 30–50 mila). Anche qui: domanda via portale INPS quando si aprono le finestre.
Bonus scuola
Per l’istruzione ci sono più livelli. Da un lato il bonus libri di testo (spesso con soglie ISEE intorno ai 30.000 euro) che può essere gestito tramite Comune o bandi territoriali; dall’altro contributi/agevolazioni che cambiano molto da Regione a Regione. Se hai figli alle superiori o in età scolastica, la mossa intelligente è controllare ogni anno i bandi “diritto allo studio”.
In alcune indicazioni 2026 rientra anche un contributo per scuole paritarie (con soglie ISEE dedicate e domanda su canali ministeriali). Anche se non tutte le famiglie ne hanno bisogno, per chi è interessato è essenziale monitorare le finestre, perché spesso i fondi sono limitati.
Bonus trasporti
Il bonus trasporti consente di acquistare abbonamenti a mezzi pubblici con contributo una tantum (spesso indicato intorno a 60 euro) entro soglie ISEE (ad esempio fino a 20.000 euro). È utile per studenti e pendolari: vale la pena richiederlo appena aprono le piattaforme perché le risorse possono terminare rapidamente.
Detrazioni fiscali per l’affitto
Chi vive in affitto con contratto regolare può avere detrazioni IRPEF che riducono l’imposta dovuta. Ci sono regole diverse (detrazione ordinaria e, in alcuni casi, maggiorata per giovani che si rendono autonomi), con soglie che si aggirano intorno ai 15–16 mila euro per la fascia più favorevole. Qui il tema è fiscale: la detrazione opera in dichiarazione dei redditi e richiede contratto registrato e requisiti rispettati.
Agevolazioni universitarie
Per l’università il parametro ISEE (spesso nella versione “università”) incide su tasse, borse di studio, accesso a alloggi e mensa. Le soglie e i benefici cambiano per ateneo e per Regione (diritto allo studio), ma come ordine di grandezza molte misure si aprono con ISEE sotto 22.000–26.000 euro. È un capitolo dove la DSU corretta fa la differenza: una variazione di pochi punti può cambiare esoneri e graduatorie.
Bonus musica
Tra le misure meno note c’è il bonus musica, una detrazione del 19% sulle spese sostenute per l’educazione musicale dei figli (scuole di musica, conservatori, cori/bande riconosciute), con requisiti su età dei ragazzi e soglia ISEE (indicata fino a 36.000 euro). È un bonus “fiscale”: va gestito con pagamenti tracciabili e documentazione, perché l’utilità si vede in dichiarazione.
Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto per la formazione e il lavoro (SFL)
Per i nuclei in maggiore difficoltà restano centrali ADI e SFL, prestazioni collegate all’ISEE e a requisiti di nucleo (minori, disabilità, over 60 o presa in carico sociale). Le soglie ISEE sono tra le più basse del panorama (ad esempio intorno ai 9.360 euro per l’ADI). Sono misure con regole articolate e aggiornamenti normativi: se rientri nel profilo, conviene farsi seguire da patronato/CAF per evitare errori su composizione familiare, requisiti e rinnovi.
Bonus e agevolazioni locali
Ultimo punto, spesso quello che vale di più: Regioni e Comuni possono prevedere esenzioni o sconti su TARI, ticket sanitari, servizi educativi e contributi affitto “a sportello”. Qui non c’è una lista unica nazionale: il consiglio pratico è consultare periodicamente il sito del proprio Comune e la sezione bandi/servizi sociali, perché i fondi possono esaurirsi in pochi giorni.
Checklist finale: come non perdere soldi nel 2026
1) Presenta la DSU 2026 il prima possibile. 2) Verifica che i dati del nucleo siano corretti (figli, residenza, disabilità). 3) Tieni d’occhio le scadenze INPS (Assegno Unico, bonus nido, bonus psicologo). 4) Controlla bandi locali (scuola, affitto, servizi comunali). 5) Conserva protocolli e ricevute: molte domande si sbloccano con un’integrazione documentale fatta bene.
Con un approccio “da bilancio familiare” – ISEE aggiornato, priorità sui bonus più pesanti (bollette, figli, nido, affitto) e monitoraggio bandi – nel 2026 è possibile recuperare risorse reali senza inseguire promesse generiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
