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Jeffrey Epstein, il medico legale: “Non si è suicidato, è stato strangolato nella cella”

Il dottor Michael Baden, presente all’autopsia del 2019, torna a contestare la versione ufficiale del suicidio: le fratture al collo sono compatibili con uno strangolamento. Chiede nuove indagini.

A oltre cinque anni dalla morte di Jeffrey Epstein, il medico legale che ha assistito all’autopsia del finanziere pedofilo torna a sollevare pesanti dubbi sulla versione ufficiale del suicidio. In un’intervista al Telegraph, il dottor Michael Baden ha dichiarato senza mezzi termini che «Jeffrey Epstein non si è suicidato, ma è stato strangolato a morte nella sua cella».

Baden, che era presente durante l’autopsia come osservatore per conto della famiglia di Epstein, sostiene che «le evidenze sono più coerenti con uno strangolamento che con un’impiccagione» e chiede a gran voce nuove indagini sulla vicenda. «Alla luce di tutte le informazioni disponibili, è necessario approfondire la causa e le circostanze della morte», ha dichiarato al quotidiano britannico.

La morte di Epstein e la versione ufficiale

Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minorenni e al centro di uno scandalo che ha coinvolto personalità di spicco della politica, dell’economia e dello spettacolo internazionale, è stato trovato morto nella sua cella il 10 agosto 2019. All’epoca era in attesa di processo nel carcere federale di Manhattan e le autorità hanno immediatamente attribuito la morte a un suicidio per impiccagione.

Tuttavia, sin da subito la versione ufficiale è stata messa in discussione da numerosi elementi sospetti: le telecamere di sorveglianza non funzionanti, le guardie carcerarie che non avevano effettuato i controlli previsti, e la stessa natura delle lesioni rilevate sul corpo durante l’autopsia.

Le fratture al collo incompatibili con l’impiccagione

Il dottor Baden ha chiarito che le sue osservazioni iniziali sull’autopsia dell’11 agosto 2019 erano «inconcludenti». Cinque giorni dopo, però, il certificato di morte venne modificato dalla dottoressa Barbara Sampson, allora capo medico legale di New York, che stabilì l’impiccagione come causa e il suicidio come modalità del decesso.

Secondo Baden, tuttavia, «i risultati dell’autopsia sono molto più compatibili con una lesione da schiacciamento causata da strangolamento». Il medico legale aveva già espresso questa opinione nel 2019 al New York Times, e ora la conferma nuovamente al Telegraph: «Questa era la mia opinione allora, e la sostengo ancora oggi».

Il rapporto ufficiale evidenzia tre fratture distinte al collo di Epstein: una sull’osso ioide sinistro, una sulla cartilagine tiroidea destra e una sul lato sinistro. Questo tipo di lesioni, secondo diversi esperti forensi, è più frequente nei casi di strangolamento che nelle impiccagioni, specialmente in soggetti relativamente giovani come Epstein, che aveva 66 anni al momento della morte.

I nuovi elementi emersi dagli Epstein Files

La richiesta di riaprire le indagini arriva mentre continuano a emergere nuovi elementi inquietanti dalla pubblicazione dei cosiddetti Epstein Files, i documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. A dicembre è stata resa pubblica una versione dell’autopsia in cui la «circostanza della morte» risulta indicata come «in sospeso» e le caselle relative a suicidio e omicidio rimangono entrambe vuote.

Inoltre, la diffusione di filmati delle telecamere di sorveglianza ha sollevato nuovi interrogativi. Alcuni video mostrerebbero un misterioso “flash” arancione lungo la scala che porta alla cella di Epstein, e un minuto di registrazione risulterebbe mancante, alimentando ipotesi su un possibile intervento esterno nella notte della morte del finanziere.

La posizione ufficiale resta invariata

Nonostante i dubbi sollevati da Baden e da altri esperti, l’FBI e il Dipartimento di Giustizia durante l’amministrazione Trump hanno confermato la versione del suicidio. Le autorità federali hanno sostenuto che Epstein si è tolto la vita utilizzando lenzuola legate alle sbarre della cella per impiccarsi, in un momento in cui le guardie non stavano effettuando i controlli previsti ogni trenta minuti.

La morte di Epstein ha interrotto bruscamente il processo che avrebbe potuto fare luce sui suoi traffici e, soprattutto, sui nomi dei potenti che hanno frequentato le sue residenze e partecipato alle sue feste, alcuni dei quali sono stati successivamente menzionati nei documenti desecretati.

Un caso ancora avvolto nel mistero

Ciò che rimane certo è che la vicenda continua a essere avvolta nel mistero. Con la pubblicazione dei nuovi documenti emergono sempre più interrogativi e cresce la richiesta di fare piena luce su uno dei casi più controversi degli ultimi anni. La dichiarazione del dottor Baden riaccende il dibattito pubblico e alimenta le teorie secondo cui Epstein sarebbe stato eliminato per evitare che rivelasse informazioni compromettenti su figure di alto profilo.

«Alla luce di tutte le informazioni disponibili, è necessario approfondire la causa e le circostanze della morte», ha concluso Baden. Una richiesta che, ad oggi, non sembra trovare ascolto presso le autorità federali americane, lasciando aperte domande destinate a rimanere senza risposta per molti anni ancora. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!