La sua battaglia contro il tumore era diventata un racconto quotidiano di forza e fragilità, condiviso senza filtri con migliaia di ragazzi che lo seguivano su TikTok e YouTube. Damiano Alberti è morto a 23 anni, lasciando un vuoto profondo in chi, attraverso uno schermo, aveva imparato a conoscerlo e a volergli bene. A dare la notizia sono stati il padre, i fratelli e la sorella, affidando ai social il dolore per una perdita che ha colpito un’intera comunità.
“Non è mai facile accettare momenti come quest’ultima settimana e non ci si abitua mai. Però la mia vita è anche questo e va accettato”. Così scriveva su Instagram lo scorso settembre, dopo uno dei ricoveri più duri. Parole che oggi suonano come un testamento morale. Da quel mese Damiano aveva smesso di pubblicare aggiornamenti, interrompendo un dialogo costante che per oltre un anno aveva raccontato la sua malattia con lucidità e coraggio.
Si presentava così su TikTok: “Mi curo, studio, vado in palestra e faccio video”. Il primo contenuto risale al marzo 2023, ma è nel maggio 2024, dopo un controllo dall’esito negativo, che la sua vita cambia radicalmente. Iniziano le terapie, gli effetti collaterali, i ritorni frequenti in ospedale. E insieme prende forma un racconto sincero: la stanchezza, la paura, la difficoltà di accettare un corpo che cambia e un futuro improvvisamente incerto.
Durante l’estate del 2024 Damiano intensifica le pubblicazioni anche su YouTube, dove alterna video personali e momenti di riflessione. Il tono diventa più intimo. Racconta le operazioni, le crisi di ansia, il senso di smarrimento. “Quella persona non ero io, non lo ero mai stato. Ma lo ero diventato. Avevo ansia, per ogni cosa, per il futuro”, confida in uno dei passaggi più toccanti. Poi il ricovero dopo uno svenimento in casa, un nuovo punto di svolta.
L’ultimo video, intitolato “500 giorni per tornare a vivere”, è una dichiarazione di volontà: “In quel periodo ho giurato a me stesso che non c’è più e che non ci sarà mai più la paura del futuro che possa rovinarmi il presente”. Un messaggio che oggi resta come eredità morale per chi lo ha seguito fino alla fine, riconoscendogli la capacità di trasformare la sofferenza in testimonianza.
La notizia della sua morte è arrivata sabato 14 febbraio 2026, nel giorno di San Valentino. La camera ardente è stata allestita oggi, lunedì 16 febbraio, alle ore 15 alla Domus Caere di Cerveteri, dove viveva con la famiglia. I funerali si terranno mercoledì 18 febbraio alle ore 15 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, sempre a Cerveteri.
Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio. “Ci hai insegnato a non mollare mai”, scrivono in tanti. In quelle parole si concentra il senso più profondo della sua storia: la scelta di condividere la malattia non come spettacolo del dolore, ma come atto di verità. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
