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È morto Federico Frusciante, critico cinematografico e youtuber: aveva 52 anni

Federico Frusciante, critico cinematografico e youtuber livornese, è morto a 52 anni il 15 febbraio 2026 per un malore improvviso nella sua abitazione. Ex proprietario della videoteca Videodrome e membro del collettivo I Criticoni, era una voce originale e indipendente del cinema italiano.

Il mondo del cinema italiano è stato scosso dalla prematura scomparsa di Federico Frusciante, critico cinematografico, youtuber e figura di riferimento per migliaia di appassionati di cinema, morto a 52 anni nella giornata di domenica 15 febbraio 2026. La notizia è stata comunicata dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui profili social di Frusciante, dove da anni animava una comunità vivace e fedele.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, Frusciante è deceduto in seguito a un malore improvviso che lo ha colpito nel primo pomeriggio nella sua abitazione di via San Carlo a Livorno. I soccorsi, immediatamente allertati, si sono rivelati purtroppo inutili e per il critico livornese non c’è stato nulla da fare. La famiglia ha affidato ai social un messaggio di dolore: “È con enorme dolore e immenso dispiacere che comunichiamo la scomparsa prematura di Federico, occorsa nella giornata odierna”.

Dal Videodrome alla ribalta digitale

Federico Frusciante era conosciuto a Livorno e non solo come l’ultimo dei videotecari, proprietario dello storico negozio di noleggio Videodrome, un punto di riferimento per generazioni di cinefili toscani. Proprio da quella videoteca, circa vent’anni fa, aveva iniziato a pubblicare i primi video di critica cinematografica, trovando rapidamente un pubblico numeroso grazie a recensioni, analisi e monografie dedicate soprattutto a generi horror, cinema indipendente e opere di nicchia. Il suo stile diretto, provocatorio e a tratti irriverente gli aveva permesso di distinguersi nell’affollato panorama delle recensioni online, costruendosi una voce riconoscibile e in controtendenza rispetto ai gusti mainstream.

Frusciante non si limitava a recensire film: li faceva amare, li faceva scoprire, li faceva vivere attraverso una narrazione che sapeva essere al tempo stesso colta e popolare, capace di spaziare dal cinema di genere più underground fino ai classici della storia del grande schermo. La sua capacità di valorizzare film considerati minori, opere di serie B e produzioni indipendenti lo aveva reso una figura unica nel panorama della critica cinematografica italiana contemporanea, lontano dalle logiche della critica istituzionale e dai red carpet delle première eleganti.

I Criticoni e l’esperienza collettiva

Il progetto di Frusciante, avviato oltre dieci anni fa, era diventato gradualmente una delle voci più originali del panorama cinefilo italiano. Insieme al giornalista Francesco Alò e agli youtuber mr. Marra e Victorlaszlo88, Frusciante era membro del collettivo I Criticoni, gruppo che negli ultimi anni era diventato tra i più seguiti sui social nel campo della critica cinematografica. Il collettivo raccontava il cinema attraverso una prospettiva capace di essere sempre in controtendenza, mescolando cultura tradizionale e linguaggio digitale con uno stile personale e indipendente.

Grazie a questa esperienza collettiva, Frusciante aveva ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione, raggiungendo un pubblico sempre più vasto di appassionati che trovavano nelle sue parole non solo recensioni tecniche ma vere e proprie conversazioni sul divano, animate da una cultura cinematografica sterminata e da una passione contagiosa per la settima arte in tutte le sue declinazioni.

Collaborazioni e attività culturale

Oltre all’attività sul web e alla gestione della videoteca, Federico Frusciante aveva collaborato con numerose riviste cinematografiche specializzate, tra cui FilmTv, Nocturno, Senza Soste e Deja Vù, contribuendo anche a volumi dedicati a registi e figure chiave del cinema di genere. Nel corso della sua carriera aveva intervistato numerosi registi e protagonisti del cinema internazionale, partecipato a festival cinematografici come ospite o giurato e tenuto lezioni e incontri in università e manifestazioni culturali, mantenendo sempre uno stile personale e indipendente.

Frusciante non era solo un critico cinematografico: la sua era una personalità poliedrica, sempre in movimento, sempre legata a quell’estetica alternativa e un po’ outsider che ha definito tutta la sua carriera. Per molti era semplicemente “Frusciante”, quello che parlava di film come se stesse chiacchierando con te, ma con una competenza che spaziava dai film sporchi ed estremi fino alle opere dimenticate del passato, riuscendo a farti venire voglia di recuperarle anche solo per capire cosa ci fosse dietro tanta passione.

Musicista e autore poliedrico

Ma il cinema non era l’unico terreno d’azione di Federico Frusciante. Era anche musicista con radici nel post-punk, oltre ad aver lavorato come attore e compositore. Questa molteplicità di interessi e competenze rendeva Frusciante una figura difficilmente classificabile, capace di muoversi tra diversi linguaggi artistici con la stessa passione e la stessa autenticità che caratterizzavano le sue recensioni cinematografiche. Non si limitava al cinema: recensiva anche musica, portando avanti una visione culturale ampia e trasversale, lontana da ogni specializzazione rigida.

Questa versatilità artistica si rifletteva anche nel suo approccio alla critica, che non era mai meramente tecnico o accademico ma sempre attraversato da sensibilità diverse, da riferimenti musicali, letterari e culturali che arricchivano ogni sua analisi e la rendevano un’esperienza completa per chi lo seguiva. Frusciante era insomma un intellettuale nel senso più pieno del termine, capace di connettere mondi diversi e di farli dialogare attraverso la propria voce unica e riconoscibile.

Il cordoglio della comunità

La notizia della scomparsa di Federico Frusciante ha suscitato un’ondata di cordoglio e commozione tra colleghi, appassionati e follower che negli anni avevano trovato nella sua figura un punto di riferimento costante. I social si sono riempiti di messaggi di ricordo e gratitudine, testimonianze di chi aveva scoperto film grazie a lui, di chi aveva imparato ad amare il cinema attraverso le sue parole, di chi semplicemente apprezzava la sua capacità di essere autentico e mai omologato. Il mondo di Youtube perde una delle sue firme e voci più originali, una perdita che lascia un vuoto difficilmente colmabile nel panorama della critica cinematografica italiana contemporanea.

Federico Frusciante lascia un’eredità culturale importante, fatta di migliaia di ore di contenuti video, di articoli, di incontri dal vivo, ma soprattutto di una comunità di appassionati che grazie a lui ha imparato a guardare il cinema con occhi diversi, più curiosi, più liberi, più disposti a esplorare territori cinematografici sconosciuti. La sua voce resterà viva nei suoi video, nelle sue recensioni, nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di seguirlo in questo lungo viaggio attraverso la settima arte. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!