La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo sul delitto di Garlasco, depositata lunедì 23 febbraio 2026 presso la Procura di Pavia, potrebbe riscrivere diciotto anni di storia giudiziaria. Il documento — composto da 350 pagine, secondo alcune fonti, o da 300 secondo altre ricostruzioni — è formalmente secretato e non ancora notificato alle parti, ma le prime indiscrezioni diffuse dalla trasmissione Mattino Cinque, raccolte da “fonti qualificate”, stanno già ridisegnando il quadro probatorio al centro del caso.
La relazione è stata consegnata personalmente da Cattaneo al procuratore Fabio Napoleone e al suo vice Stefano Civardi, nel contesto dell’indagine che ha portato Andrea Sempio al centro delle investigazioni della procura pavese. La consulente è stata incaricata di riesaminare tempistiche, dinamiche e strumenti dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nel villino di via Pascoli a Garlasco. Un incarico che, alla luce dei contenuti trapelati, potrebbe avere ripercussioni dirette anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a sedici anni di reclusione per quell’omicidio.
L’aggressione si sarebbe svolta in più fasi
Il primo e più significativo elemento emerso dalle indiscrezioni riguarda la durata dell’aggressione mortale. Stando a quanto trapelato, la relazione Cattaneo stabilirebbe che l’omicidio di Chiara Poggi non avvenne nel giro di pochi minuti, come sostenuto dalla sentenza definitiva, bensì si svolse in almeno due fasi distinte, spalmandosi su un arco temporale significativamente più ampio. Questa ricostruzione assume un peso decisivo se messa in relazione con l’alibi informatico di Alberto Stasi: tra il momento in cui la porta di casa Poggi fu aperta e l’accensione del computer di Stasi trascorsero 23 minuti.
La sentenza di condanna aveva stabilito che quel lasso di tempo fosse sufficiente affinché Stasi potesse colpire a morte la fidanzata, detergersi sommariamente, occultare l’arma del delitto e fare rientro nella propria abitazione. Una sequenza ritenuta compatibile soltanto con un omicidio di brevissima durata. La consulenza Cattaneo, invece, dilata quella finestra temporale, rendendo quei 23 minuti insufficienti per completare l’intera sequenza ipotizzata dai giudici. Secondo l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi, già prima del deposito della consulenza non esisteva alcuna prova scientifica o testimoniale che attestasse con certezza l’inizio dell’azione omicidiaria alle ore 9:12.
Più armi utilizzate: l’analisi delle ferite
Il secondo elemento di rilevante novità riguarda gli strumenti utilizzati per uccidere Chiara Poggi. Stando alle indiscrezioni riportate dall’inviato di Mattino Cinque, l’analisi delle lesioni presenti sul volto e sul capo della vittima farebbe propendere per l’utilizzo di più armi, e non di un unico oggetto contundente come ipotizzato nelle sentenze precedenti. Il medico legale Giuseppe Fortuni, intervenuto nella medesima puntata del programma Mediaset, ha fornito un’interpretazione tecnica dettagliata delle lesioni, sostenendo che la lesione mortale sia compatibile con un colpo inferto da un mezzo contusivo nella regione parieto-occipitale sinistra.
Tuttavia, le altre ferite rilevate sul corpo di Chiara Poggi non sarebbero di natura contusiva: secondo Fortuni, alcune risulterebbero riconducibili a uno strumento fendente, dotato di lama con “filo grossolano, affilata ma pesante”. Ulteriori lesioni documentate — tra cui una ferita sopra l’orecchio sinistro compatibile con un colpo da punta e una ferita sul sopracciglio sinistro riconducibile a una lesione da taglio — porterebbero a concludere che Chiara Poggi fu colpita con almeno due oggetti distinti. “Una lesione da taglio sembra descritta e quindi ci dovrebbe essere anche un mezzo affilato che non risulta nell’ipotesi dell’attrezzo del camino, cioè l’attizzatoio, oppure nell’ipotesi del martello”, ha dichiarato il medico legale.
La metodologia: BPA e analisi antropometriche
La consulenza di Cattaneo si fonda principalmente sulla BPA (Bloodstain Pattern Analysis), l’analisi delle tracce di sangue condotta dai Ris di Cagliari, che ha permesso di ricostruire la provenienza delle macchie di sangue sui pavimenti e degli schizzi sui muri del villino di via Pascoli. Questi elementi vengono utilizzati per individuare la probabile posizione dell’assassino durante l’azione omicidiaria. In parallelo, Cattaneo ha svolto analisi antropometriche su Andrea Sempio, finalizzate a verificare la compatibilità del suo fisico con la struttura corporea dell’aggressore come ricostruita attraverso la BPA.
Secondo quanto trapelato, il responso antropometrico sarebbe positivo, nel senso che la corporatura di Sempio risulterebbe compatibile con quella dell’assassino. Tuttavia, come precisato dallo stesso consulente della difesa di Sempio, il dottor Palmegiani, si tratta di “giudizi sui dati” e non di attribuzioni certe: “La Cattaneo sta lavorando sui dati del 2007, non ha potuto accedere all’epoca al corpo. Qualora si andasse in dibattimento se ne dovrà discutere. Non sono giudizi categorici”, ha dichiarato l’esperto. Compatibilità, dunque, non significa certezza processuale.
Le implicazioni per Stasi e Sempio
L’ampliamento della finestra temporale dell’omicidio ha già riaperto il dibattito sulla possibilità di avviare un procedimento di revisione della condanna di Alberto Stasi e della conseguente sospensione della pena. Tuttavia, sul piano giuridico la questione rimane complessa: l’indagine su Sempio lo indica come possibile omicida in concorso con Stasi e con ignoti, rendendo difficile una separazione netta tra le due posizioni processuali. Gli unici elementi che, allo stato attuale, continuano a collegare Sempio al delitto in modo diretto sono l’impronta numero 33 trovata sul muro delle scale e il DNA della sua famiglia rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi.
Gli inquirenti attendono ora un’ulteriore tassello: la consulenza tecnico-informatica sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi, attesa entro fine febbraio o al più tardi a inizio marzo. Completato quel passaggio, salvo ulteriori necessità investigative, l’indagine dovrebbe avviarsi verso la chiusura in tarda primavera, con quella che appare come una probabile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Resta tuttavia aperta la questione della “prova regina”: per sostenere un’accusa davanti a un giudice, compatibilità e indizi non bastano, e gli inquirenti ne sono consapevoli.
Un caso che non smette di interrogare
Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco si ripresenta con la stessa forza dirompente che ha caratterizzato ogni fase del suo lunghissimo iter giudiziario. La consulenza Cattaneo — nel bene o nel male — ha già modificato il campo di gioco, rimettendo in discussione elementi che sembravano acquisiti definitivamente. La procura di Pavia dovrà ora valutare con attenzione le conclusioni del documento e decidere i passi successivi, in un caso in cui ogni svolta ha sempre aperto nuovi interrogativi anziché chiuderli. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
