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Delitto di Garlasco: l’ultima sera di Stasi e Chiara Poggi ricostruita minuto per minuto

La difesa di Alberto Stasi ricostruisce la sera del 12 agosto 2007: Chiara Poggi rimase sola al pc per un massimo di 16 minuti e non accedette alla cartella con file pornografici.

La sera del 12 agosto 2007, la vigilia del delitto di Garlasco, Chiara Poggi rimase sola per un massimo di sedici minuti nella villetta di via Pascoli. È quanto emerge dalla più recente consulenza informatica presentata dalla difesa di Alberto Stasi, l’uomo condannato per l’omicidio della fidanzata avvenuto il mattino successivo. La perizia ricostruisce minuto per minuto ogni spostamento e ogni attività registrata sul personal computer di Stasi in quella serata.

Il punto di partenza temporale della ricostruzione è fissato alle ore 21:55:58, quando la vicina di casa dei Poggi telefona al 118 per segnalare la presenza di un’auto in sosta davanti alla propria abitazione in via Pascoli. Secondo la difesa, Stasi avrebbe atteso l’allontanamento del veicolo prima di muoversi. Aggiungendo il tempo necessario all’auto per effettuare l’inversione di marcia e uscire dalla via, più il tempo per Stasi di congedarsi da Chiara, i consulenti stimano in circa un minuto questo lasso: il giovane non avrebbe dunque lasciato la villetta della fidanzata prima delle ore 21:57.

Nei primi secondi in cui Chiara si trova sola, alle 21:59:26, i log del sistema operativo registrano la connessione di una pendrive USB al computer. Secondo la difesa, la ragazza stava scaricando le fotografie del fidanzato, appena rientrato da un viaggio a Londra. Si tratta di un evento, precisano i consulenti, “al quale Alberto Stasi non assiste”, poiché avvenuto mentre lui si era già allontanato.

La difesa quantifica l’assenza di Stasi dalla villetta dei Poggi in un arco compreso tra i 13 e i 16 minuti, scomponendo il tragitto in quattro segmenti. Da trenta a sessanta secondi per uscire dalla casa della fidanzata e raggiungere l’auto; cinque minuti per percorrere in auto il tragitto tra l’abitazione dei Poggi e la propria; da due a quattro minuti per accedere al cortile di casa Stasi scavalcando la cancellata, ricoverare il cane, uscire nuovamente dall’abitazione aprendo il cancello pedonale con il pulsante interno e tornare all’auto; altri cinque minuti per il tragitto di ritorno verso casa Poggi; infine da trenta a sessanta secondi per rientrare nell’abitazione della fidanzata.

Durante questo intervallo, la consulenza certifica che Chiara Poggi ha lavorato attivamente sulla tesi di laurea del fidanzato. I log del pc attestano un’attività di modifica del documento “con accrescimento di contenuti” tra le ore 21:58:21 e le ore 22:09:30. I consulenti della difesa sottolineano come questo dato sia, a loro avviso, “a conferma del rapporto disteso e sereno sempre intercorso tra i due anche la sera prima dell’omicidio”.

Sul punto più controverso, quello relativo all’accesso alla cartella con materiale pornografico denominata Immagini-militare, la difesa è categorica: “Chiara Poggi non ha acceduto alla cartella contenente raccolte di immagini pornografiche di Alberto Stasi la sera del 12/8 alle ore 22:00”. Secondo i consulenti di Stasi, la traccia elettronica che aveva fatto ipotizzare tale accesso sarebbe stata “generata dal sistema operativo Windows XP” e “scambiata per un’attività umana”.

Al rientro di Stasi nella villetta, i due fidanzati avrebbero proseguito a lavorare insieme sulla tesi. La consulenza documenta un’attività continuativa sul documento sino alle ore 00:10 del 13 agosto, con sole tre brevi interruzioni. Stasi avrebbe poi lasciato la villetta per tornare a dormire a casa propria.

Diametralmente opposte le conclusioni dei consulenti della famiglia Poggi, i quali sostengono invece che fu Chiara ad aprire deliberatamente la cartella con i file pornografici, e che il salvataggio della tesi avvenne in modo automatico e non per iniziativa della ragazza. Tra le due perizie di parte rimane dunque aperto un nodo cruciale, destinato a essere sciolto soltanto dalla perizia informatica commissionata dalla Procura di Pavia, che ha riaperto le indagini sul delitto iscrivendo per la terza volta nel registro degli indagati Andrea Sempio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!