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Garlasco, ecco tutti gli indizi che incastrerebbero Sempio

La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco riapre interrogativi mai sopiti, mettendo sotto esame elementi trascurati e nuove evidenze. Il quadro accusatorio su Sempio resta da verificare in sede giudiziaria.
Credit © nr24.it

A quasi due decenni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco torna al centro della cronaca giudiziaria con una nuova inchiesta che ridisegna scenari e responsabilità. Al centro delle attenzioni della Procura di Pavia c’è Andrea Sempio, già comparso marginalmente nelle indagini del passato e oggi indagato sulla base di una rilettura complessiva degli atti, di nuove analisi e di elementi ritenuti inediti o sottovalutati all’epoca.

Tra i passaggi più rilevanti figura un’intercettazione ambientale del 14 aprile scorso, captata all’interno dell’auto di Sempio. L’uomo, da circa un mese consapevole di essere indagato, parla da solo, in un soliloquio frammentato ma ritenuto significativo dagli investigatori. In quei minuti cita Chiara Poggi, fa riferimento a presunti video intimi presenti sul computer della vittima e alla loro conservazione su una chiavetta USB. Un dettaglio considerato cruciale: secondo la ricostruzione degli inquirenti, quei file sarebbero stati copiati e successivamente cancellati dalla stessa Chiara, circostanza che restringerebbe la conoscenza di tale elemento a chi avrebbe avuto accesso diretto al supporto.

Nello stesso monologo, Sempio simula un dialogo con la vittima, arrivando a imitarne la voce e ricostruendo un contatto telefonico non corrisposto. Frasi sconnesse, ma che per gli investigatori assumono il valore di un racconto che sfiora l’autoconfessione, soprattutto per la presenza di dettagli ritenuti non pubblici.

La nuova inchiesta si fonda anche su una revisione critica delle modalità con cui furono condotti i sopralluoghi nel 2007. In particolare, l’attenzione si concentra sul tappetino della cucina, che sarebbe stato spostato prima dell’utilizzo del luminol. Una scelta operativa che, secondo la Procura, potrebbe aver compromesso la lettura delle tracce ematiche e delle impronte, interrompendo una possibile continuità del percorso del killer. Gli investigatori ipotizzano che proprio in quella zona l’assassino si sia lavato prima di fuggire, elemento che contrasterebbe con la ricostruzione originaria concentrata sul bagno al piano terra.

Accanto agli elementi tecnici, emergono anche comportamenti ritenuti sospetti. Tra il 2014 e il 2015, quando Sempio non era indagato e il suo nome non era mai emerso pubblicamente, avrebbe effettuato numerose ricerche online sul caso Garlasco, su Alberto Stasi e su aspetti specifici delle indagini, tra cui il DNA rinvenuto sulle mani di Chiara. Particolare attenzione ha suscitato una ricerca sul “DNA mitocondriale”, in concomitanza con le analisi disposte nel processo d’appello bis.

Gli inquirenti analizzano inoltre alcuni scritti attribuiti a Sempio, dal contenuto giudicato a tratti violento, utilizzati per delinearne un possibile profilo criminologico. A questi si aggiunge l’interpretazione dell’impronta denominata “33”, che secondo la Procura sarebbe stata lasciata da una mano bagnata e potrebbe essere compatibile con l’azione dell’assassino.

Sul fronte dell’alibi, lo scontrino di Vigevano – presentato da Sempio per collocarsi lontano dalla scena del crimine – viene oggi ritenuto fragile. Alcune intercettazioni suggerirebbero dubbi sulla sua autenticità, con riferimenti familiari che lascerebbero intendere una possibile costruzione postuma. Ulteriori incongruenze emergono dai racconti contrastanti all’interno della stessa famiglia: il padre annota che il figlio si sarebbe mosso a piedi, mentre Sempio ha sempre dichiarato di aver utilizzato l’auto. A complicare il quadro, la possibilità che la madre si trovasse a Vigevano quella mattina, circostanza che indebolirebbe ulteriormente la versione fornita.

Il nuovo impianto accusatorio, ancora al vaglio della magistratura e lontano da una definitiva valutazione processuale, si inserisce in un contesto già segnato dalla condanna definitiva di Alberto Stasi. Tuttavia, la Procura pavese sembra oggi orientata a verificare piste alternative, sostenuta da elementi che, se confermati, potrebbero incidere profondamente sulla ricostruzione di uno dei casi più discussi della cronaca italiana. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!

Riepilogo degli indizi a carico di Andrea Sempio

  • Intercettazione ambientale con riferimenti ai video su chiavetta USB ritenuti non pubblici
  • Simulazione di dialoghi con la vittima e frasi interpretate come autoindizianti
  • Conoscenza di dettagli (video cancellati) considerati accessibili solo a chi li aveva visti
  • Rilettura della scena del crimine con possibili errori nei sopralluoghi iniziali
  • Ipotesi del lavaggio del killer in cucina e tracce interrotte dal tappetino
  • Ricerche online sul caso, su Stasi e sul DNA prima di essere indagato
  • Interesse specifico per il DNA mitocondriale in concomitanza con fasi processuali
  • Scritti personali dal contenuto violento analizzati a fini criminologici
  • Impronta “33” attribuita a una mano bagnata compatibile con il killer
  • Dubbi sull’alibi dello scontrino di Vigevano
  • Intercettazioni familiari che metterebbero in discussione la versione difensiva
  • Contraddizioni tra le dichiarazioni di Sempio e quelle del padre
  • Possibile presenza della madre a Vigevano la mattina del delitto