C’è un limite morale oltre il quale un commento politico cessa di essere semplice provocazione e diventa qualcosa di più grave: un insulto alla verità e alla storia. Roberto Vannacci, europarlamentare ed ex generale dell’Esercito Italiano, ha scelto di superare quel limite nelle stesse ore in cui Stati Uniti e Israele lanciavano l’offensiva militare contro l’Iran.
Con un video pubblicato sui social, mentre l’operazione congiunta denominata “Leone Ruggente” colpiva Teheran, Isfahan e altre città iraniane, Vannacci ha costruito un ragionamento apparentemente logico, in realtà fondato su una falsità: quella che mette sullo stesso piano l’Ucraina democratica e la Repubblica Islamica dell’Iran degli ayatollah. “Gli Stati Uniti attaccano l’Iran. C’è un aggressore e un aggredito. Quindi ora mi aspetto che Frau von der Leyen costituisca un fondo da 90 miliardi da elargire a Teheran”, ha detto l’europarlamentare. Aggiungendo poi che l’Europa dovrebbe varare aiuti militari per gli ayatollah, sanzioni all’economia americana e che “Calenda visiti i Pasdaran per portare loro il suo sostegno”. Il ragionamento è semplice, e la sua semplicità è la sua trappola: se l’Unione Europea ha sostenuto Kiev in quanto aggredita dalla Russia, adesso dovrebbe fare lo stesso con Teheran, aggredita da Washington e Tel Aviv.
Gli #USA attaccano l'#IRAN pic.twitter.com/TnJh2bXwUL
— Roberto Vannacci (@RoVannacci) February 28, 2026
Il sarcasmo è evidente, ma il messaggio sottostante è tutt’altro che ironico. L’ex generale, che ha servito lo Stato italiano e le istituzioni della Repubblica, sta deliberatamente equiparando una democrazia aggredita da un vicino imperialista a un regime teocratico che impicca i dissidenti nelle piazze, reprime le donne con la violenza di Stato e finanzia il terrorismo su scala mondiale. Sono due realtà incommensurabili, che solo la malafede o l’ignoranza possono mettere sullo stesso piano.
Il principio di “aggressore e aggredito” non è un algoritmo neutro da applicare meccanicamente a qualsiasi conflitto: richiede una lettura del contesto, della storia e dei valori in gioco. L’Ucraina è uno Stato sovrano riconosciuto dalla comunità internazionale, invaso da un esercito straniero che ha portato la guerra nelle città, nei civili, nelle scuole. L’Iran è un regime che opprime il proprio popolo da decenni, che ha usato la forza militare per destabilizzare l’intera regione del Medio Oriente e che nessuna democrazia del mondo ha mai sostenuto nei termini in cui l’Europa ha sostenuto Kiev.
Ciò che colpisce, però, non è soltanto la falsità politica del ragionamento di Vannacci. È la sua provenienza. Un uomo che ha indossato la divisa dell’Esercito Italiano, che ha ricoperto incarichi di alto livello in operazioni internazionali condotte nel nome dei valori democratici e dell’Alleanza atlantica, oggi usa il suo profilo di ex ufficiale per fare propaganda contro gli alleati dell’Italia e per equiparare le vittime agli aggressori. È una vergogna istituzionale difficile da ignorare.
Vannacci è oggi europarlamentare con il suo movimento personale, nato dopo una lunga militanza nella Lega, e si è ritagliato uno spazio politico costruito sulla provocazione sistematica. Ma esiste una differenza tra la legittima critica alle politiche di difesa europee e la strumentalizzazione di una crisi internazionale per diffondere una narrativa che avvantaggia chi, dall’Iran alla Russia, si oppone all’ordine democratico internazionale. Quella differenza, evidentemente, per lui non conta.
Mentre i missili volavano su Teheran e l’Europa cercava di capire le conseguenze di un conflitto che potrebbe ridisegnare gli equilibri del Medio Oriente, l’ex generale trovava il tempo di ironizzare sui fondi europei per l’Ucraina. Una priorità che racconta tutto sulla qualità del contributo che Roberto Vannacci offre al dibattito pubblico del continente che dovrebbe rappresentare. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
